All’ordine del giorno di questa seduta di Consiglio c’era il parere sul testo di modifica allo schema di norma di attuazione in materia di Istituzioni di alta formazione artistica e musicale

Il 26 febbraio 2025 il Consiglio Valle aveva già approvato lo schema di norma di attuazione che rinominava l’Istituto musicale pareggiato della Valle d’Aosta in “Conservatoire de la Vallée d’Aoste“, introduceva un nuovo sistema di reclutamento dei docenti e regolava i trasferimenti del personale tra istituzioni Afam, vincolandoli alla conoscenza del francese. La modifica che è stata approvata su richiesta del Ministero dell’economia e trasmessa dal Ministro per gli affari regionali e le autonomie il 9 febbraio scorso, aggiunge una clausola di invarianza finanziaria: gli oneri delle procedure di mobilità saranno a carico dei Conservatori, nel rispetto dei limiti di bilancio e della normativa vigente. Chiara nel suo intervento ha detto «Nel merito votiamo la proposta, ma sconcerta il metodo con cui si è arrivati a questa modifica: un percorso tortuoso, con un balletto tra Commissione paritetica, Ministeri e Regione. Se c’è voluto un anno per inserire una clausola di invarianza finanziaria, cosa succederà con le prossime norme di attuazione? E penso in particolare a quella sulle concessioni idroelettriche. È un metodo che ci preoccupa molto.»

Il nostro gruppo aveva depositato 11 iniziative, di cui 1 question time, 7 interrogazioni e 3 interpellanze:

1) Question time: Riduzione della pianta organica dell’Azienda pubblica di servizi alla persona JB Festaz (Chiara, Andrea, Eugenio)

2) Interrogazione: Riorganizzazione della pubblica amministrazione regionale (Eugenio)

3) Interrogazione: Stato di attuazione della Disability card (Chiara)

4) Interrogazione: Tempistiche di assegnazione della sede del Centro regionale per l’istruzione degli adulti CRIA (Eugenio)

5) Interrogazione: Monitoraggio della mobilità degli studenti fuori Regione (Andrea)

6) Interrogazione: Applicazione del protocollo d’intesa sulla ferrovia (Chiara, Andrea)

7) Interrogazione: Utilizzo della produzione di idrogeno verde prevista a Châtillon (Andrea)

8) Interrogazione: Gestione della chiusura della ferrovia nel Canavese e servizi sostitutivi con autobus (Chiara)

9) Interpellanza: Criticità nell’utilizzo della piattaforma Place VdA (Eugenio, Andrea)

10) Interpellanza: Stato di attuazione del registro tumori (Chiara, Andrea, Eugenio)

11) Interpellanza: Triplicazione controlli su autorizzazione e accreditamento nei servizi sociali (Eugenio)

 

Question time: Riduzione della pianta organica dell’Azienda pubblica di servizi alla persona JB Festaz (Chiara, Andrea, Eugenio)

Con una delibera approvata lo scorso 13 febbraio, il Cda del JB Festaz ha ridotto la dotazione organica, passando dai 123 dipendenti del 2025 ai 116 attuali (nel 2021 la pianta organica era di 134 unità). Il taglio riguarda in particolare il personale socio-sanitario (7 dipendenti in meno) e rischia di tradursi in un peggioramento della qualità dell’assistenza e delle cure offerte agli ospiti, a cui si aggiunge un aumento del carico di lavoro per gli operatori in servizio. La situazione è all’attenzione dei sindacati Cgil e Uil che chiederanno la revoca formale dell’atto che dovrà essere approvato dalla Giunta regionale entro 60 giorni. Visto che la Regione ha una rappresentanza nel CdA del JB Festaz, abbiamo chiesto di conoscere le ragioni che hanno portato a questa scelta e le conseguenze sui servizi erogati. L’Assessore alla sanità ha spiegato che sulla proposta di modifica della dotazione organica la Regione sta facendo degli approfondimenti, tuttavia non concorda pienamente e non è stata informata preventivamente. Ha poi ricordato gli investimenti fatti nel tempo a favore della struttura (nel biennio 2024-2025, un milione di euro in più oltre al consueto trasferimento annuale che si è stabilizzato sugli 1,6 milioni di euro. In aggiunta nel 2025, sono stati trasferiti 500mila euro per i rinnovi contrattuali oltre ai circa due milioni di euro per l’Ospedale di comunità, avendo scelto quella sede per la sua costruzione) In replica Chiara ha ricordato che, per la struttura, si tratta della terza riorganizzazione dell’organico in quattro anni, con la riduzione di ben 15 operatori socio sanitari in un contesto già segnato da una significativa carenza di personale. Positivo il fatto che l’Assessorato non concordi pienamente con questa decisione e che siano in corso degli approfondimenti, per cui l’auspicio è che l’Amministrazione regionale non confermi questi tagli.

 

Interrogazione: Riorganizzazione della pubblica amministrazione regionale (Eugenio)

L’interrogazione verte sulla riorganizzazione della Pubblica amministrazione regionale, avviata a partire dal 2022 sulla base di uno studio dell’Università Bocconi e proseguita con le deliberazioni della Giunta regionale n. 61 del 27 gennaio 2026 e n. 99 del 6 febbraio 2026, che ridisegnano la nuova articolazione della cosiddetta “Casa Regione”, con entrata in vigore prevista dal 1° aprile 2026. L’iniziativa evidenzia come la riforma comporti una riduzione delle strutture dirigenziali di primo livello e, in particolare, la soppressione dei Dipartimenti dedicati alle Politiche sociali e all’Ambiente, ora accorpati rispettivamente nei nuovi Dipartimenti “Sanità, Salute e Politiche sociali” e “Ambiente e Territorio”. Secondo il Consigliere interrogante, tali scelte potrebbero indebolire il presidio tecnico-amministrativo in settori strategici e particolarmente complessi. Nel caso delle politiche sociali, si sottolinea l’importanza di garantire competenze specifiche e continuità amministrativa, anche alla luce dell’attuazione della riforma nazionale della disabilità, che richiede un forte coordinamento con enti locali, servizi territoriali e terzo settore. Analoghe preoccupazioni riguardano l’accorpamento dell’ambiente con ambiti più legati alle opere pubbliche, in un contesto segnato dalle sfide della transizione ecologica e della tutela del territorio alpino. Con l’interrogazione si chiede quindi alla Giunta regionale di chiarire le motivazioni delle scelte organizzative adottate, come verrà garantito un adeguato presidio delle politiche sociali e ambientali e se la riduzione delle strutture dirigenziali sia coerente con l’obiettivo di rafforzare l’efficacia dell’azione amministrativa o se non sia opportuno valutare un ripensamento della riorganizzazione.
In risposta il presidente Testolin spiega che la riorganizzazione (dal 1° aprile 2026) attua il modello SdA Bocconi: riduzione dei dirigenti di primo livello per superare la logica “a silos” e creare macro-aree integrate. Ogni assessorato avrà di norma un solo dirigente apicale. Il coordinamento strategico spetterà ai dirigenti di primo livello; la gestione tecnica ai dirigenti di secondo livello. Le politiche sociali sono rafforzate con una nuova struttura (politiche abitative). L’integrazione sociosanitaria è centrale nel PSBS 2022-2025. Per l’ambiente, l’accorpamento con Territorio e Difesa del Suolo è definito “virtuoso” e strategico. L’obiettivo è efficienza e decisioni più rapide. Nessun ripensamento previsto, salvo verifiche dopo un anno.
Eugenio critica l’accorpamento tra Sanità e Politiche sociali, ritenendolo un errore organizzativo: il coordinatore sanitario non avrebbe competenze specifiche nel sociale e il carico di lavoro sarebbe eccessivo. Evidenzia l’instabilità dirigenziale e il rischio perdita di competenze, specie in vista della riforma della disabilità. Sottolinea che la disabilità non è solo ambito sanitario ma tema di diritti e inclusione. Esprime perplessità anche sugli accorpamenti in ambito ambiente e lavoro. Chiede un ripensamento.

 

Interrogazione: Stato di attuazione della Disability card (Chiara)

Chiara ha richiamato le numerose iniziative presentate nella precedente legislatura sul riconoscimento della Carta europea della disabilità per l’accesso ai servizi regionali e ha evidenziato che nella risposta all’ultima del 28 gennaio 2025 era emerso che la delibera per l’approvazione della bozza di convenzione tra Regione e Ministero era imminente, ma è stata approvata solo cinque mesi dopo. Essa comprendeva l’accesso gratuito con Disability card a tutti i castelli e i siti del Dipartimento Soprintendenza per i beni e le attività culturali, compresi i siti archeologici e musei. Nella bozza di convenzione c’è anche l’accesso gratuito a tutta la rete del Tpl regionale mediante la Carta. Abbiamo chiesto: a che punto è l’iter per l’approvazione della convenzione sull’uso della Disability Card; se, a otto mesi dalla trasmissione della bozza di convenzione, ci sono state da parte dell’Amministrazione regionale interlocuzioni e sollecitazioni agli uffici e strutture competenti a livello nazionale per una rapida approvazione della convenzione stessa. L’Assessore ha risposto che la bozza di convenzione è stata approvata a giugno 2025 e trasmessa a luglio al Dipartimento della Presidenza del Consiglio. Dopo solleciti, è emersa la necessità di aggiornare il nominativo del dirigente firmatario nazionale. Si attende la versione aggiornata per la nuova firma. Gli uffici stanno sollecitando. In replica Chiara ha ricordato che attualmente l’unica convenzione attiva è quella con gli impianti a fune e ha evidenziato pesanti ritardi: la delibera attesa a febbraio 2025 è stata approvata solo a giugno. Ha chiesto maggiore pressione verso il Ministero per accelerare e sottolineato l’importanza della card per semplificare l’accesso ai servizi culturali e TPL, auspicando una sollecita conclusione.

 

Interrogazione: Tempistiche di assegnazione della sede del Centro regionale per l’istruzione degli adulti CRIA (Eugenio)

L’interrogazione riguarda la sede del Centro Regionale per l’Istruzione degli Adulti (CRIA), istituzione scolastica autonoma della Valle d’Aosta istituita nel 2024 nell’ambito della riorganizzazione del sistema regionale di istruzione degli adulti. L’iniziativa evidenzia il ruolo crescente del CRIA nel panorama educativo e sociale regionale, con un numero significativo di iscritti e un’offerta formativa rivolta in particolare ad adulti, lavoratori, cittadini stranieri e persone in condizioni di fragilità. Il centro svolge infatti una funzione rilevante di inclusione sociale, alfabetizzazione, formazione permanente, orientamento e contrasto alla dispersione scolastica, operando anche in sedi distaccate e in contesti specifici come la casa circondariale. Attualmente, tuttavia, le attività del CRIA risultano distribuite in diverse sedi provvisorie nel territorio di Aosta e presso altri istituti scolastici, con una frammentazione logistica che potrebbe incidere sull’organizzazione e sulla qualità dell’offerta formativa. L’interrogazione ricorda inoltre che nel 2025 la Regione aveva pubblicato un avviso per individuare un immobile da destinare a sede del centro e che nel DEFR 2026-2028 si fa riferimento all’acquisizione dell’ex banca di corso Padre Lorenzo ad Aosta per ampliare gli spazi dell’ITPR “Corrado Gex” e del CRIA. Alla luce di ciò, il Consigliere chiede alla Giunta regionale di chiarire se la procedura di individuazione dell’immobile si sia conclusa, se l’acquisto dell’ex banca rappresenti la soluzione definitiva, quali siano le tempistiche per la messa a disposizione della sede e se la condivisione degli spazi con l’ITPR possa garantire al CRIA una sede stabile, adeguata e funzionale alle sue esigenze.
La risposta dell’assessore Lavevaz conferma che l’ex banca di Corso Padre Lorenzo è la soluzione individuata, ma necessita di importanti interventi strutturali (l’edificio è stretto e inadatto ad aule tradizionali). Il progetto, ancora in fase DOCFAP, prevede collegamento con l’ITPR, accesso separato, flessibilità degli spazi, laboratori, aule e autorimessa. Le risorse non sono ancora disponibili. Il Convitto Chabod ospiterà il CRIA fino al 2027-28. La soluzione è ritenuta definitiva ma con tempi lunghi. Eugenio condivide l’importanza del CRIA ma esprime forte preoccupazione sui tempi, vista l’assenza di copertura finanziaria. Teme che la soluzione definitiva richieda molti anni. Valuta positivamente la flessibilità progettuale.

 

Interrogazione: Monitoraggio della mobilità degli studenti fuori Regione (Andrea)

Con questa interrogazione si è voluto capire se la Regione disponga di un quadro conoscitivo completo e aggiornato sulla mobilità degli studenti valdostani che frequentano università, ITS e percorsi post-universitari fuori Valle e, soprattutto, se questi dati vengano utilizzati in modo sistematico nella programmazione del trasporto pubblico. Il diritto allo studio non si esaurisce infatti nelle agevolazioni economiche: dipende anche dalla qualità concreta degli spostamenti, dai tempi di percorrenza, dalle coincidenze e dalla frequenza delle corse.
L’Assessore ha precisato che la Regione effettua annualmente un censimento degli universitari residenti iscritti fuori Regione. Per l’anno accademico 2024/2025 risultano 2.498 studenti valdostani iscritti ad atenei italiani esterni alla Valle, di cui 1.723 in Piemonte e 307 in Lombardia; numeri più contenuti si registrano in Emilia-Romagna (123), Veneto (91), Toscana (71), Lazio (59) e Liguria (54). Per gli ITS si contano 15 studenti, mentre sono 32 le domande di borsa di studio presentate da studenti iscritti all’estero, dato però parziale. È stato inoltre ricordato che la competenza regionale diretta riguarda il trasporto su gomma in Valle e la tratta ferroviaria Aosta-Torino, mentre gli altri collegamenti interregionali sono servizi a mercato su cui l’intervento regionale è limitato. Sono stati potenziati alcuni servizi verso Torino, aumentate le percentuali di sconto sugli abbonamenti e introdotti nuovi titoli integrati.
Ho evidenziato che: se Torino e Milano sono collegate, altre destinazioni entro i 200–250 chilometri presentano tempi di viaggio molto lunghi e numerosi cambi di mezzo. In questi casi il problema non è il costo del biglietto, ma la fattibilità stessa dello spostamento. Il rischio è che la scelta universitaria venga condizionata dalla logistica oppure che gli studenti rinuncino a rientrare con frequenza, indebolendo il legame con il territorio.
L’interrogazione nasce quindi dall’esigenza di rafforzare il monitoraggio, disporre di dati disaggregati per sede e tipologia di percorso e utilizzarli in modo più incisivo nella pianificazione dei trasporti. Investire nei collegamenti universitari significa investire sul capitale umano valdostano: facilitare la mobilità oggi vuol dire aumentare le possibilità che domani quei giovani scelgano di tornare e contribuire allo sviluppo della Valle d’Aosta.

 

Interrogazione: Applicazione del protocollo d’intesa sulla ferrovia (Chiara, Andrea)

Siamo tornati sul Protocollo d’intesa firmato dalla Vda e dal Piemonte circa il potenziamento della ferrovia e e sulla questione del raddoppio dei binari. Chiara ha chiesto al Governo se il Dipartimento regionale competente è in possesso di copia del Quadro esigenziale previsto dal Protocollo; se, in ogni caso, ha esaminato e condiviso l’analisi contenuta nel Quadro ed ha fornito, in accordo con la Regione Piemonte, le opportune indicazioni per la successiva redazione del Docfap, Documento di fattibilità delle alternative progettuali; su quale documento di analisi si basano le slides elaborate da RFI datate 8 luglio 2025 e presentate dai due Assessori ai Trasporti nella Conferenza stampa tenutasi nella Sala Dorata del Municipio di Ivrea, il 26 settembre 2025, alla vigilia delle elezioni regionali valdostane. L’Assessore Bertschy ha risposto che il Dipartimento non è in possesso del quadro esigenziale. Gli scenari di sviluppo sono stati condivisi prima con la Regione Valle d’Aosta e poi con la Regione Piemonte; costituiranno la base del quadro esigenziale e successivamente del DOCFAP. RFI ha presentato uno studio basato su dati regionali (big data utilizzati anche per il Piano regionale trasporti), esigenze di cadenzamento, materiale rotabile e capacità della linea. È emersa la necessità di migliorare il collegamento tra i due capoluoghi regionali, con forte gravitazione verso Torino. Le slide presentate a Ivrea si basano su dati forniti dalle due Regioni e sul lavoro del tavolo tecnico. Il DOCFAP consentirà di avere prime valutazioni su fattibilità e costi degli interventi. Chiara ha osservato che le conclusioni (migliorare il collegamento con Torino) erano già note. Dalle slide risultava il quadro esigenziale pronto a giugno 2025 e il DOCFAP nel secondo semestre 2025, ma non sono state fornite tempistiche aggiornate. Ha chiesto maggiore trasparenza: il quadro esigenziale dovrebbe essere pubblico, poiché è la base delle scelte future. Inoltre ha chiesto quali scenari di traffico siano stati ipotizzati (stabilità, crescita o calo) e con quale modello di esercizio si intenda affrontare l’eventuale aumento. Ha poi espresso la criticità di alcune ipotesi infrastrutturali (es. raddoppio Mercenasco-Caluso anziché Strambino-Ivrea; bretella Est verso Chivasso) e chiesto condivisione con i portatori di interesse, in particolare i pendolari.

Interrogazione: Utilizzo della produzione di idrogeno verde prevista a Châtillon (Andrea)

Con questa interrogazione si è voluto fare chiarezza sul progetto dell’impianto per la produzione di idrogeno verde nell’area ex Tecdis di Châtillon, finanziato con fondi PNRR e inizialmente presentato come funzionale ad alimentare gli autobus del trasporto pubblico locale. Alla luce di recenti dichiarazioni dell’Amministratore delegato di CVA, secondo cui l’idrogeno prodotto sarebbe destinato in prevalenza a utilizzi industriali, si è ritenuto necessario verificare quantitativi previsti, destinatari della produzione e compatibilità della nuova destinazione con le condizioni del finanziamento europeo.
L’Assessore ha comunicato che l’impianto avrà una capacità produttiva massima di 144 tonnellate annue di idrogeno verde. Ha spiegato che, preso atto della limitata disponibilità di autobus a idrogeno adatti al contesto valdostano, CVA sta sviluppando interlocuzioni con società operanti nel settore dei gas tecnici, interessate a sostituire l’idrogeno “grigio” con idrogeno verde nei processi industriali. Al momento sono in corso trattative e risultano manifestazioni di interesse, ma non sono stati indicati contratti di fornitura già sottoscritti. La modifica di destinazione è stata comunicata agli organismi competenti e, secondo quanto riferito, non è considerata sostanziale ai fini del PNRR. È stato inoltre ricordato che altre Regioni stanno investendo su flotte a idrogeno, pur in un quadro nazionale ancora in evoluzione.
Nella replica ho evidenziato che restano tuttavia alcune criticità. La sostenibilità economica dell’impianto non dipende solo dalla capacità produttiva, ma dall’equilibrio tra produzione e domanda effettiva: costruire un impianto senza avere già consolidato un mercato di riferimento rappresenta un elemento di incertezza. Inoltre, il progressivo orientamento regionale verso la trazione elettrica, con l’acquisto di nuovi autobus elettrici e la realizzazione di infrastrutture di ricarica, rende evidente che l’opzione idrogeno per il trasporto pubblico fosse già da tempo difficilmente perseguibile. Il nodo politico non è tanto la compatibilità formale della nuova destinazione industriale, quanto la coerenza tra programmazione energetica, strategia industriale, politica dei trasporti e utilizzo dei fondi europei.
L’obiettivo dell’iniziativa è quindi quello di garantire trasparenza e visione strategica: l’idrogeno può rappresentare un’opportunità, ma solo se inserito in una pianificazione chiara, sostenibile e coerente con gli obiettivi dichiarati. Su questo continuerà l’attenzione del gruppo, affinché le risorse pubbliche siano impiegate nell’interesse generale della comunità valdostana.

 

Interrogazione: Gestione della chiusura della ferrovia nel Canavese e servizi sostitutivi con autobus (Chiara)

RFI ha programmato importanti lavori presso le stazioni di Montanaro e Strambino e che questo comporterà l’interruzione per due mesi del servizio ferroviario nella tratta Ivrea-Chivasso. RFI e gli Assessorati regionali del Piemonte e della Valle d’Aosta hanno annunciato che verranno predisposti servizi sostitutivi con autobus per il periodo 23 febbraio-26 aprile. Crediamo che occorra evitare un aggravio dei tempi di viaggio per l’utenza valdostana che deve raggiungere Chivasso e Torino. Chiara ha quindi chiesto i dati concernenti il numero medio di utenti giornalieri dell’attuale collegamento ferroviario (compreso il servizio sostitutivo di autobus) fra le varie stazioni della Valle d’Aosta e le stazioni di Chivasso e Torino, nonché i dati dei giorni di punta; il dettaglio del Piano straordinario di Servizi di autobus sostitutivi per i due mesi di interruzione del servizio; le caratteristiche delle agevolazioni tariffarie che sono state previste, il costo che è stato stimato per tale intervento e chi lo sosterrà. L’Assessore ha risposto solo parzialmente. Ha fornito dati medi: Autobus: 19,45 passeggeri medi per corsa; Treno: 117,17 passeggeri medi giornalieri; Picco novembre: 141 (bus), 500 (treno). Per i 60 giorni di chiusura sono previsti 14 collegamenti diretti Aosta-Torino; 24 collegamenti Ivrea-Chivasso; 69 bus al giorno totali. Per le agevolazioni: sconto 80% sui carnet a mercato, confermato 60% su abbonamenti ferroviari. Costo stimato 10.000 euro. Il servizio è monitorato con possibili correttivi. Chiara ha chiesto dati più dettagliati per stazione e giorni di punta. Ha riconosciuto gli sforzi organizzativi ma evidenziato criticità nei giorni di rientro studenti (venerdì). Ha sottolineato che l’abbonamento non garantisce posto e che potranno esserci problemi di capienza sui bus diretti già quasi pieni. Oltre all’emergenza bisogna guardare al potenziamento strutturale della linea in prospettiva post-2030.

 

Interpellanza: Criticità nell’utilizzo della piattaforma Place VdA (Eugenio, Andrea)

L’intervento affronta le criticità operative della piattaforma Plus VdA, utilizzata per la digitalizzazione delle procedure di gara. Sottolinea che il nuovo quadro normativo nazionale impone la completa digitalizzazione con finalità condivisibili (trasparenza, tracciabilità, efficienza), ma evidenzia problemi segnalati da professionisti, imprese e piccoli enti locali. Richiama il modello valdostano duale (CUC gestita da Inva per servizi e forniture; SUA per lavori pubblici), nato per specializzare le competenze. Tuttavia pone alcune domande: il modello garantisce reale efficienza? quale impatto ha sui piccoli comuni, con strutture amministrative ridotte? il carico di lavoro è sostenibile? la Consulta regionale contratti pubblici monitora le criticità?
Nel merito della piattaforma segnala: complessità operativa, difficoltà nel caricamento documenti, incompatibilità browser, blocchi utenze, interfaccia poco intuitiva, necessità di competenze informatiche elevate. Rischio: creare barriere di accesso per piccole imprese e professionisti. L’obiettivo dichiarato è migliorare il sistema in modo costruttivo.
In risposta Lotto ribadisce che la digitalizzazione deve rispettare il Codice dell’Amministrazione Digitale e il principio “once only”, con trasmissione dati verso la Banca Dati Nazionale dei Contratti Pubblici. La piattaforma Plus VdA è certificata secondo le regole tecniche AGID/ANAC ed è tra le soluzioni più diffuse a livello nazionale (citati Emilia-Romagna, Piemonte, Trentino, Toscana, Roma, Napoli). Dati di utilizzo: 163 stazioni appaltanti, 1.934 utenti PA, 16.486 operatori economici e 17.590 utenti operatori
Non risultano segnalazioni strutturate di criticità; si sono verificati rallentamenti novembre- dicembre 2025 per sovraccarico, ora risolti. Attivo supporto telefonico (oltre 13.500 chiamate annue). Sono previste verifiche periodiche di usabilità prima di ogni rilascio (3-4 volte l’anno). In corso aggiornamento manuali e realizzazione di video tutorial. A livello nazionale è stato istituito un tavolo tra soggetti aggregatori per manutenzioni evolutive e coordinamento. Disponibilità a organizzare momenti formativi con associazioni di categoria.
In replica Eugenio riconosce la completezza della risposta e parla da utilizzatore diretto della piattaforma. Sottolinea che strutture organizzate acquisiscono dimestichezza, ma le criticità emergono soprattutto per piccoli comuni e professionisti, specie negli affidamenti diretti sotto soglia. In alcuni casi la complessità ha portato alla rinuncia agli incarichi. Apprezza l’idea dei tutorial video e della formazione. Ribadisce che si tratta di casi isolati ma che ascoltare enti locali e Chambre è utile per migliorare il sistema.

 

Interpellanza: Stato di attuazione del registro tumori (Chiara, Andrea, Eugenio)

Chiara ha ricordato che la legge 29/2019 ha istituito la Rete nazionale dei registri, che unifica le informazioni provenienti dai vari registri locali e dai sistemi di sorveglianza ma le pubblicazioni ufficiali disponibili sui principali portali nazionali (come Airtum) mostrano che i dati relativi alla Valle d’Aosta sono aggiornati solo fino al 2012. Ha chiesto se questi vengano inviati regolarmente alla Rete nazionale; le motivazioni della loro mancata registrazione dopo il 2012 nei siti dedicati; se siano previsti stanziamenti stabili per l’integrazione del registro tumori con i dati mancanti e se si intenda, in accordo con l’azienda sanitaria regionale, prevederne la pubblicazione sui siti ufficiali della Regione e dell’Usl. L’Assessore alla sanità ha spiegato che i dati del Registro tumori vengono trasmessi dall’Usl alla Rete nazionale secondo il decreto ministeriale del 12 agosto 2021. Il Registro è accreditato a livello nazionale e internazionale, pubblica dati conformi agli standard scientifici e ha reso disponibili informazioni fino al 2016, completando la revisione dei casi complessi fino al 2020. Le annualità aggiornate sono in fase avanzata di trasmissione. L’obiettivo è garantire dati solidi, affidabili e confrontabili, a supporto della programmazione sanitaria e delle politiche di prevenzione. La trasmissione dei dati avviene tramite flussi informatici standardizzati e sottoposti a validazioni nazionali e internazionali. L’invio non è automatico ma segue il percorso di verifica epidemiologica delle annualità. È in sperimentazione il sistema Gaf (Gateway applicativo flussi), piattaforma centralizzata per trasmettere i flussi in modo uniforme, che ha comportato una proroga dei termini di invio fino al 28 febbraio 2026. Non c’è stata interruzione dell’attività: i dati sono pubblicati fino al 2016 anche a livello internazionale. La mancata visualizzazione di alcune annualità su portali specifici è legata alla necessità di completare la valutazione prima della diffusione pubblica, l’integrazione di nuove fonti informative quali le prestazioni ambulatoriali, prescrizioni farmaceutiche, esenzione ticket – oggi indispensabile perché molti percorsi oncologici non prevedono più il ricovero ospedaliero – e infine le criticità legate alla pandemia. Inoltre è stata necessaria la revisione dei casi indeterminati e dei casi per i quali è stato necessario consultare o richiedere cartelle cliniche fuori regione, tale attività di revisione è stata completata fino al 2020. Il Registro opera in collaborazione con l’Istituto nazionale dei tumori e ha attiva una convenzione con l’Istituto nazionale dei tumori di Milano rinnovata fino al 31 dicembre 2026, che garantisce supporto metodologico e informatico con un costo annuo di 10mila euro + Iva. Nel 2022 è stato acquisito un nuovo applicativo gestionale per la struttura complessa di medicina legale, indispensabile per il Registro, con un investimento di circa 12mila euro. Il Registro è inserito nelle funzioni della struttura complessa igiene e sanità pubblica, garantendo continuità nell’aggiornamento delle annualità. Al momento non è prevista una pubblicazione sistematica sui siti istituzionali. Una volta completata la validazione fino al 2020 e la trasmissione tramite Gaf, saranno valutate, d’intesa con l’Usl, modalità di diffusione pubblica, nel rispetto di standard scientifici e privacy. Chiara ha replicato che la risposta chiarisce alcuni aspetti, ma lascia anche qualche perplessità. Nei siti consultati i dati risultano aggiornati solo fino al 2012, e ci è stato comunque detto che quelli totalmente validati arriverebbero al 2016, cioè a ben dieci anni fa. Queste informazioni non risultano comunque visibili nei portali principali, dove la Valle d’Aosta appare disallineata rispetto ad altre regioni. Probabilmente c’è un problema di comunicazione: i dati, pur inviati, non vengono inseriti correttamente o tempestivamente nei portali. Comprendiamo che la validazione richieda verifiche complesse, ma il ritardo accumulato fino al 2026 è significativo. Anche il finanziamento di 10 mila euro per la convenzione con l’Istituto nazionale dei tumori e l’altro investimento citato di 12mila euro, ci sembrano modesti rispetto all’importanza del monitoraggio e della pubblicazione tempestiva dei dati. Forse un investimento maggiore potrebbe accelerare la raccolta, la validazione e la diffusione delle informazioni. Ha sollecitato una verifica e un’azione più incisiva per garantire che le informazioni già valide siano accessibili e aggiornate, a beneficio della trasparenza e del confronto con altre regioni, e che le stesse vengano pubblicate su siti regionali.

 

Interpellanza: Triplicazione controlli su autorizzazione e accreditamento nei servizi sociali (Eugenio)

L’iniziativa riguarda l’efficienza amministrativa nella gestione dei procedimenti di autorizzazione e accreditamento di strutture sanitarie, sociosanitarie, socioassistenziali e socioeducative.
Ricostruisce il quadro normativo:

  • R. 12/2018: istituzione dell’OTA (Organismo Tecnico Accreditante) presso ARPA VdA, con compiti di istruttoria tecnica e rilascio pareri.
  • DGR 167/2019: disciplina dei procedimenti incardinati nel Dipartimento Sanità e Salute.
  • RUP e DEC dei servizi accreditati incardinati nel Dipartimento Politiche Sociali, che controllano contratti e requisiti.
  • Gestione informatica tramite portale Assani (Dipartimento Politiche Sociali).

Secondo Eugenio il sistema genera una triplicazione dei controlli con alcune criticità:

  1. Parcellizzazione e duplicazione delle verifiche.
  2. OTA verifica il rispetto formale delle norme ma non sempre conosce disciplinari e capitolati di gara, con possibili disallineamenti.
  3. Collocazione “anomale” dell’OTA dentro ARPA (ente ambientale).
  4. Portale Assani giudicato obsoleto e poco intuitivo.

Conseguenza: aumento del carico amministrativo per gestori, enti e uffici regionali, con inefficienze e potenziale spreco di risorse. L’obiettivo dichiarato è razionalizzare senza indebolire i controlli.
Nella risposta dell’assessore Marzi viene chiarito che il sistema multilivello non rappresenta una triplicazione inutile ma una articolazione funzionale dei controlli con competenze distinte: OTA: verifica tecnica e conformità ai requisiti normativi; Dipartimento Sanità: titolare del procedimento autorizzativo; Dipartimento Politiche Sociali: verifica mantenimento requisiti, controlli su contratti e capitolati; La distinzione risponde all’esigenza di separare controllo tecnico, autorizzazione amministrativa e vigilanza contrattuale.
Si riconosce che la complessità può generare sovrapposizioni, ma viene ribadita la necessità di garantire standard elevati in settori sensibili (servizi alla persona). Sul portale Assani si ammette che vi sono margini di miglioramento tecnologico e di semplificazione. Non viene prospettata una soppressione di livelli di controllo, ma si evidenzia l’importanza del coordinamento tra strutture per evitare duplicazioni operative.
Siccome la normativa è la stessa, replica Eugenio, quella che va a verificare l’OTA e dei RUP e DEC successivamente, ci si è trovati in alcuni casi a segnalare all’OTA che le organizzazioni avevano fatto delle scelte di tipo organizzativo di un certo tipo perché previste dal capitolato, ma con l’OTA che diceva che non erano previste dalla norma. Ci si chiede come mai l’OTA non è stato incardinato in uno dei due dipartimenti. L’obsolescenza del sistema Assani è abbastanza evidente.