I lavori del primo Consiglio di giugno avrebbero dovuto affrontare una moltitudine di temi, con l’obiettivo di dare risposte ai numerosi problemi che la comunità valdostana dovrà affrontare nei prossimi giorni, mesi e anni.

A seguito dell’annunciata chiusura totale delle gallerie Côte de Sorreley e Signayes e del mancato coinvolgimento del Consiglio regionale e delle Amministrazioni locali nelle decisioni assunte, era stata convocata una seduta straordinaria da esaurirsi nella mattinata di martedì 9 giugno.

Nel pomeriggio era prevista la Sessione europea e internazionale del Consiglio, dedicata all’esame delle attività svolte dalla Regione nell’ambito delle politiche europee e dei rapporti internazionali. Solo successivamente sarebbe dovuta iniziare la trattazione dell’ordine del giorno ordinario.

L’ordine del giorno prevedeva l’esame di cinque provvedimenti legislativi:

  • DDL 16: approvazione del rendiconto generale della Regione e del rendiconto consolidato dell’esercizio finanziario 2025
  • DDL 17: disposizioni in materia di trasporti
  • DDL 18: disposizioni in materia di servizi socio-assistenziali, socio-sanitari e sanitari
  • DDL 15: disposizioni in materia di attività turistico-ricettive e commerciali
  • DDL 10: modificazioni alla legge regionale n. 1/2022 (Istituzione dell’Osservatorio regionale permanente sulla legalità e sulla criminalità organizzata e di tipo mafioso)

A seguire avrebbero dovuto essere discusse le numerose iniziative ispettive e di indirizzo presentate dai gruppi consiliari. Tra iniziative nuove e rinviate dai precedenti consigli, avevamo depositato 24 iniziative: 1 question time, 13 interrogazioni, 9 interpellanze e 1 mozione, tutte le altre iniziative sono state rinviate per mancanza di tempo)

GALLERIE CÔTE DE SORRELEY E SIGNAYES

Nel suo intervento, Andrea ha chiarito come nessuno metta in discussione la necessità delle opere previste, evidenziando però le gravi carenze nella programmazione che hanno caratterizzato l’intera vicenda. Gli obblighi normativi che impongono tali interventi erano infatti noti da molti anni e non possono essere trattati come un’emergenza improvvisa. È stata inoltre sottolineata la mancanza di un adeguato coinvolgimento degli enti locali e del Consiglio regionale, chiamati a confrontarsi con decisioni già assunte e comunicate a pochi giorni dall’avvio del cantiere.

Particolare attenzione è stata dedicata alle conseguenze che la chiusura avrà sulla mobilità regionale e, in particolare, sulla città di Aosta. La situazione evidenzia ancora una volta la fragilità di un sistema dei trasporti eccessivamente dipendente dalla gomma e penalizzato dalle criticità del collegamento ferroviario. È stato inoltre richiamato il rischio di pesanti ripercussioni sulla viabilità urbana, soprattutto nell’area dell’ospedale regionale, già oggi sottoposta a importanti pressioni infrastrutturali.

Nel corso del dibattito è stata ribadita la proposta avanzata nelle settimane precedenti al Presidente della Regione di limitare temporaneamente il traffico pesante internazionale di mero attraversamento, preservando invece i trasporti con origine o destinazione in Valle d’Aosta e nel Vallese. Una misura che avrebbe consentito di ridurre l’impatto della chiusura sulla viabilità regionale e sulla qualità della vita delle comunità interessate.

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Al termine della lunga discussione la maggioranza ha sottoposto al Consiglio una risoluzione per impegnare la Giunta regionale a richiedere alla SAV il rinvio dell’avvio dei lavori. Una proposta che abbiamo giudicato poco credibile e priva di concrete possibilità di successo, considerato che il cantiere era ormai imminente, e che allontanava il focus del dibattito dall’impegno a trovare soluzioni di mitigazione, dichiarando ancora una volta una gestione improvvisata della situazione.

Chiara intervenendo sulla risoluzione ha specificato: “Noi non condividiamo nel modo più assoluto che si chieda in questo momento una sospensione dei lavori, perché crediamo che arrivati a questo punto non abbia alcun senso, mentre riteniamo, viste le richieste dei comuni e le difficoltà che ci saranno per la viabilità, ci sia la necessità di trovare delle misure compensative; l’impegno della risoluzione presentata dalla minoranza – che voteremo – chiede al Presidente della Regione di emanare urgentemente disposizioni per regolamentare sia il traffico leggero sia il traffico pesante. Su questo abbiamo fatto come gruppo anche delle proposte specifiche e concrete e crediamo che adesso sia il momento di dare delle disposizioni precise perché tra quattro giorni con ogni probabilità si arriverà all’inizio dei lavori; inoltre chiediamo di aggiornare, insieme ai rappresentanti nominati dalla SAV, ogni due mesi la commissione consilliare competente sull’andamento lavori e sulla gestione del traffico e o sulle difficoltà che emergeranno. C’è un problema di sicurezza su cui non si può passare in alcun modo e sappiamo anche che tutto questo ha un’origine molto lontana. Ci sono norme che risalgono a vent’anni fa, in tutto questo tempo ci sono stati dei passaggi, ci sono stati dei rallentamenti, ci sono state sicuramente delle responsabilità. Però andare oggi a chiedere una sospensione per noi è un atto di irresponsabilità ed è il motivo per cui quella risoluzione non la voteremo.

Il dibattito e soprattutto la risoluzione hanno comportato un significativo prolungamento dei lavori della seduta straordinaria, che avrebbero dovuto concludersi nella mattinata di martedì ma che si sono protratti fino alle ore 18.00, sottraendo molto tempo alla trattazione dell’ordine del giorno ordinario.

🔖 COMUNICATO STAMPA

A conferma della scarsa efficacia dell’iniziativa, già nelle giornate successive al Consiglio gli organi di informazione hanno riportato la netta contrarietà della SAV all’ipotesi di rinvio dei lavori, confermando come la richiesta contenuta nella risoluzione fosse sostanzialmente destinata a rimanere senza effetti concreti.

SESSIONE EUROPEA ED INTERNAZIONALE

I lavori della sessione Europea, a causa del ritardo accumulato con la seduta straordinaria, si sono prolungati sino al primo pomeriggio della seconda giornata di Consiglio.

Chiara è intervenuta sull’atto di indirizzo evidenziando come «l’atto è ben costruito dal punto di vista formale, ma resta prevalentemente descrittivo. Mancano una gerarchia di priorità, obiettivi chiari e misurabili, manca una discontinuità rispetto al passato, su cui contavamo. Il caso più evidente è quello della politica energetica. Le linee indicate sono condivisibili, ma non bastano le enunciazioni. La realtà è che oggi la Valle d’Aosta continua a dipendere in larga misura dai combustibili fossili, in tutti i principali settori. Non c’è un piano strutturato per il fotovoltaico diffuso, né una strategia efficace sulle comunità energetiche, né un progetto credibile di elettrificazione del trasporto pubblico. E soprattutto, non c’è un obiettivo politico esplicito: fare della Valle d’Aosta una Regione energeticamente autonoma e sostenibile. Anche il ruolo della Compagnia Valdostana delle Acque appare scollegato da una strategia pubblica coerente. La governance multilivello resta un principio condivisibile, ma servono maggiore capacità di incidere nelle decisioni europee e una verifica dell’efficacia di investimenti come Grand Continent e Maison du Val d’Aoste. Per rendere la Valle d’Aosta protagonista in Europa occorrono politiche più coraggiose, concrete e orientate all’innovazione

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COMUNICAZIONI DEI PRESIDENTI

Il ricordo di Vanni Florio

Il 26 maggio scorso è mancato Vanni Florio, una figura importante per i Verdi valdostani. Chiara lo ha ricordato in aula

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Amministrazione giudiziaria al Casinò

Il Presidente Testolin nelle sue comunicazioni ha dato notizia dell’avvio dell’amministrazione giudiziaria al Casinò di Saint-Vincent, disposta dal Tribunale con un provvedimento di 56 pagine che descrive un sistema corruttivo generalizzato e consolidato, riconducibile alla mancata attivazione di efficaci meccanismi di controllo da parte della società. Il capitale della società è detenuto quasi interamente dalla Regione Valle d’Aosta, il che rende la vicenda di diretta pertinenza pubblica e istituzionale. Già nell’interrogazione a risposta scritta del dicembre precedente, il nostro gruppo aveva sollecitato verifiche richiamando le valutazioni del GIP sull’assoluta inefficacia dei sistemi di controllo interni alla casa da gioco; le rassicurazioni ricevute in risposta si sono rivelate insufficienti alla luce dei fatti. Chiara ha richiesto che il Consiglio regionale sia costantemente informato sugli sviluppi della vicenda, sugli interventi disposti dall’amministrazione giudiziaria, sulle eventuali criticità emergenti e sulle misure adottate. Ha inoltre chiesto che la questione delle responsabilità sia affrontata con chiarezza, ricordando che la proprietà è pubblica e le scelte strategiche sono state pubbliche, e che anche le responsabilità devono pertanto essere di natura pubblica. Ha infine auspicato che la vicenda non venga strumentalizzata per accelerare, senza adeguato confronto pubblico e senza il pieno coinvolgimento del Consiglio, decisioni già in discussione sulla gestione futura della casa da gioco.

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DISEGNI DI LEGGE

Disegno di legge n. 16: approvazione del rendiconto generale della Regione e del rendiconto consolidato dell’esercizio finanziario 2025

Eugenio ha preso parte alla discussione sul rendiconto generale della Regione Autonoma Valle d’Aosta per l’esercizio 2025, inquadrandolo non come mero documento tecnico-contabile, bensì come “fotografia economico-politica” delle priorità regionali e del modo in cui l’autonomia si traduce in azioni concrete. Ha evidenziato come i numeri del rendiconto orientino anche le scelte del prossimo assestamento di bilancio.

I dati fondamentali richiamati sono i seguenti:

  • Entrate accertate: 1 miliardo 884 milioni di euro
  • Spese impegnate: circa 1 miliardo 807 milioni di euro
  • Avanzo disponibile: circa 268 milioni di euro (a fronte di un assestamento 2025 già di 277 milioni)
  • Spesa impegnata pro capite: circa 13.000 euro per abitante, tre volte e mezza la media nazionale, in linea con le Province Autonome di Trento e Bolzano
  • Pagamenti effettuati: oltre il 95% delle spese impegnate, dato positivo per le imprese del territorio

Analisi critica. Eugenio ha evidenziato una criticità strutturale: le previsioni definitive di spesa superano i 3 miliardi, ma gli impegni effettivi si fermano a 1 miliardo 807 milioni. La distanza è particolarmente marcata sul fronte degli investimenti: le previsioni in conto capitale superano 1 miliardo 300 milioni, mentre gli impegni si attestano a soli 300 milioni (circa il 22%). Il fondo pluriennale vincolato supera gli 891 milioni di euro, di cui 846 milioni in conto capitale, e continua a crescere, segnalando un trascinamento degli investimenti sugli esercizi successivi. Come esempio emblematico, ha citato i continui rinvii degli interventi per il nuovo ospedale regionale.

Richiamando la deliberazione n. 1/2026 della Corte dei Conti sul rendiconto 2024, Eugenio ha confrontato le criticità allora segnalate con i dati 2025:

  • La crescita del fondo pluriennale vincolato non risulta arrestata.
  • Rispetto al PNRR, nel 2024 a fronte di 64 milioni di previsioni, gli impegni si erano fermati a 22 milioni e i pagamenti a 8 milioni; per il 2025 ha chiesto conferma della tendenza all’Assessore.
  • Il rilievo sul sistema delle partecipazioni regionali e sulla gestione speciale Finaosta – circa la collocazione del fondo di dotazione nella voce crediti verso imprese controllate, giudicata dalla Corte non corretta – non sembra trovare risoluzione nel rendiconto 2025.

Auspici per il prossimo assestamento. Eugenio ha formulato l’auspicio che l’assestamento venga costruito con un processo partecipato tra tutte le forze politiche, valorizzando i contributi di ciascun gruppo. Richiamando i dati dell’assestamento 2025 da 277 milioni, ha segnalato alcune proporzioni da riesaminare – a titolo esemplificativo, i 50 milioni agli impianti a fune contro i 2 milioni per il recupero degli alloggi sfitti ARER – e ha indicato alcune priorità da considerare:

  • Casa e residenzialità: accesso abitativo per giovani, lavoratori, personale sanitario e scolastico
  • Riforma della disabilità: attuazione concreta e rafforzamento dell’assistenza domiciliare
  • Sanità territoriale: medicina di base, riduzione delle liste d’attesa
  • Fragilità sociali: contrasto alle nuove forme di povertà
  • Transizione energetica: economia circolare, riduzione rifiuti, fotovoltaico
  • Patrimonio culturale: valorizzazione, ad esempio, delle mura romane di Aosta
  • Capacità amministrativa: miglioramento dell’efficienza burocratica per accelerare la realizzazione degli interventi

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Disegno di legge n. 17: disposizioni in materia di trasporti

Il disegno di legge n. 17 introduce alcune misure in materia di trasporti, tra cui l’estensione delle agevolazioni tariffarie per il trasporto pubblico, il sostegno ai servizi dedicati alle persone con disabilità, la proroga dell’accesso gratuito ai mezzi pubblici per profughi ucraini e richiedenti asilo, oltre ad alcuni interventi sul volo amatoriale e sulla mobilità per gli studenti nell’ambito del progetto “Sci…volare a scuola”.

Nel dibattito, Andrea ha espresso una valutazione favorevole al provvedimento, sottolineando come l’elemento centrale sia il rafforzamento delle politiche per la mobilità e il trasporto pubblico. Ha apprezzato l’estensione delle agevolazioni tariffarie e le misure rivolte alle persone in condizioni di fragilità, evidenziando l’importanza di rendere il trasporto pubblico sempre più accessibile e inclusivo, a differenza di quanto invece accaduto con i rincari all’abbonamento Special20, già contestati in Aula. Andrea ha inoltre richiamato la necessità di una visione più organica delle politiche per la mobilità, con particolare attenzione ai giovani, affinché il trasporto pubblico diventi una scelta sempre più attrattiva e strutturale. Per queste ragioni ha annunciato il voto favorevole al disegno di legge.

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Disegno di legge n. 11: disposizioni in materia di servizi socio-assistenziali, socio-sanitari e sanitari

Il disegno di legge interviene sulla legge regionale 34, recependo una necessaria manutenzione normativa e prendendo atto della trasformazione già avvenuta all’interno del JB Festaz, struttura che non è più esclusivamente una casa di riposo tradizionale, ma è diventata progressivamente un nodo della rete sociosanitaria regionale, con la presenza di: casa di riposo, nucleo demenza Alzheimer, RSA (Residenza Sanitaria Assistenziale), unità di assistenza prolungata e, di recente aggiunta, l’Ospedale di comunità. Il percorso in Commissione è stato giudicato serio e ricco di audizioni.

Eugenio riconosce diversi aspetti positivi del DDL — l’adeguamento normativo alla trasformazione già in atto, il rafforzamento dell’integrazione tra sociale, sociosanitario e sanitario, l’introduzione di una disciplina organica per il direttore sanitario, l’aggiornamento degli strumenti di programmazione del personale e la colmatura di vuoti normativi — ma individua quattro principali criticità:

  • Rischio lungodegenza. L’aggiunta dell’ospedale di comunità potrebbe trasformare il JB Festaz in un luogo di parcheggio per situazioni che il sistema non riesce a governare altrove, tradendo la filosofia originaria dell’ospedale di comunità come struttura temporanea, territoriale e orientata al recupero;
  • Rischio sanitarizzazione. Auspichiamo che l’inserimento dell’aggettivo “sanitario” in molti articoli, pur necessario, non implichi una visione meramente clinica delle persone ospitate, a scapito del progetto di vita della persona fino all’ultimo giorno. Curare non è solo somministrare terapie;
  • Insufficiente attenzione alle figure educative: la loro presenza è fondamentale per garantire alle persone ospitate — temporaneamente o meno — la possibilità di portare avanti il proprio progetto di vita: preferenze, relazioni, abitudini e dignità: La loro marginalità nel testo è ritenuta un elemento di debolezza;
  • Criticità sulla governance e attenzione al personale, nonché una domanda specifica sul modello di finanziamento dell’ospedale di comunità: Eugenio chiede all’Assessore se il JBF riceva i fondi “vuoto per pieno” o sulla base dei posti occupati, ritenendo la seconda formula non sostenibile per un servizio con personale fisso indipendente dall’occupazione.

A fronte di tali criticità, il gruppo ha presentato sei emendamenti (originariamente otto, due già recepiti dall’Assessore), definiti migliorativi e non stravolgenti rispetto all’impianto del DDL, volti a rafforzare la trasparenza delle procedure, l’equilibrio tra governance politica e gestione tecnica, la valorizzazione del personale e la natura pubblicistica dell’azienda. Eugenio si è riservato di esprimere le valutazioni definitive in sede di votazione degli articoli. Nessun emendamento è stato accettato. Ci siamo astenuti

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Disegno di legge n. 15: disposizioni in materia di attività turistico-ricettive e commerciali

Eugenio riconosce alcuni aspetti positivi del disegno di legge, in particolare il sostegno agli esercizi di vicinato e ai centri polifunzionali di servizio, considerati presìdi sociali e territoriali fondamentali soprattutto nei piccoli comuni della Valle d’Aosta. Valuta inoltre comprensibili alcune modifiche relative agli ostelli della gioventù, anche alla luce della propria esperienza nella gestione dell’ostello di Saint-Barthélemy e delle difficoltà che spesso i Comuni incontrano nel garantire la sostenibilità economica di queste strutture.

Pur condividendo l’impianto generale di alcune parti del provvedimento, individua quattro  principali criticità.

Tutela dell’identità degli ostelli della gioventù. Con l’apertura alla gestione da parte di imprese private, si rischia di attenuare la specificità degli ostelli rispetto alle strutture alberghiere tradizionali. Secondo Eugenio, occorre garantire che restino effettivamente riconoscibili le finalità sociali, culturali e di promozione del turismo giovanile che giustificano una disciplina differenziata.

Programmazione commerciale e governo del territorio. Pur nel rispetto della normativa nazionale sulla liberalizzazione delle attività commerciali, la Regione dovrebbe indicare con maggiore chiarezza già nella legge alcuni criteri di riferimento per le future scelte programmatorie volte alla limitazione della proliferazione dei grandi esercizi commerciali: tutela dei centri storici, sostegno al commercio di prossimità nei comuni montani, contenimento del consumo di suolo, sostenibilità della mobilità e salvaguardia del paesaggio. L’emendamento presentato dal gruppo va in questa direzione senza introdurre logiche protezionistiche.

Modello di sviluppo turistico. La previsione della nuova categoria degli chalet di lusso viene considerata legittima, ma suscita una riflessione più generale. Eugenio esprime la preoccupazione che il turismo di fascia alta stia diventando un riferimento sempre più centrale delle politiche regionali. AVS ritiene invece che il punto di forza della Valle d’Aosta debba continuare a essere la pluralità dell’offerta: un turismo capace di rivolgersi non solo ai segmenti più ricchi del mercato, ma anche a famiglie, giovani, escursionisti, sportivi e a chi cerca una montagna accessibile, diffusa e sostenibile.

art. 3 del DDL. L’articolo introduce un’estensione di una deroga urbanistica che era straordinaria: la possibilità di ampliamenti volumetrici fino al 40% per alberghi e affittacamere. Eugenio evidenzia dei dubbi che derivano dalla mancanza di dati sulla misura e una preoccupazione sui possibili effetti sul territorio e paesaggio.

A fronte di queste perplessità, il gruppo ha presentato emendamenti finalizzati a rafforzare la tutela della funzione sociale degli ostelli e il ruolo della programmazione territoriale nelle politiche commerciali. Pur riconoscendo alcuni elementi positivi del provvedimento, Eugenio annuncia infine un voto di astensione sul disegno di legge.

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Disegno di legge n. 10: modificazioni alla legge regionale n. 1/2022 (Istituzione dell’Osservatorio regionale permanente sulla legalità e sulla criminalità organizzata e di tipo mafioso)

L’ufficio di presidenza ha proposto questo testo di legge che intende modificare la legge 1/2022, in particolare introducendo due nuove figure politiche nell’organismo (Assessore all’Istruzione e Assessore alle politiche sociali) e eliminando il Comitato tecnico che aveva invece un ruolo fondamentale nell’Osservatorio fino ad oggi. Chiara è intervenuta evidenziando la posizione del gruppo e spiegando il senso degli emendamenti che erano già stati presentati in commissione e riproposti in aula: «Non condividiamo questa proposta di legge perché configura un Osservatorio più politico e meno tecnico. Non è il messaggio giusto in una fase in cui la prevenzione di infiltrazioni mafiose, corruzione e riciclaggio richiede competenze specifiche, maggiore autonomia dalla politica e un coinvolgimento più forte delle associazioni impegnate nella legalità e nella lotta alle mafie. La nostra proposta era semplice: mantenere un supporto tecnico permanente, individuando gli esperti attraverso procedure pubbliche e comparative fondate sulle competenze. Non comprendiamo perché questa impostazione non abbia trovato spazio. Eliminare il Comitato tecnico e sostituirlo con consulenze all’occorrenza non è la stessa cosa: un conto è affidare uno studio specifico, altro è disporre di un nucleo stabile che segua nel tempo fenomeni complessi come corruzione, riciclaggio, infiltrazioni nell’economia e reati ambientali.  La legge proposta, inoltre, aumenta la componente politico-istituzionale con l’ingresso di due Assessori regionali. È una scelta legittima ma discutibile. L’Osservatorio deve anche valutare politiche e progetti di legge: è difficile parlare di piena terzietà quando tre componenti appartengono al Governo che propone quegli atti. Resta il rammarico per il mancato accoglimento dei nostri emendamenti: su questo testo si poteva costruire una convergenza più ampia.» Abbiamo votato contro.

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MOZIONI

Impegno per il miglioramento delle condizioni lavorative del personale della Società dei servizi (AVS, congiunta) RINVIATA

QUESTION TIME

Parere sui limiti di mandato: quando il Presidente ne è venuto a conoscenza? (Chiara, Andrea, Eugenio) RINVIATA

INTERROGAZIONI

Adozione del Piano spostamenti casa-lavoro per le strutture della Regione (Andrea, Eugenio) RINVIATA

Limitazione del traffico pesante internazionale lungo la direttrice del Gran San Bernardo durante la chiusura delle gallerie Côte de Sorreley e Signayes (Andrea, Chiara, Eugenio) RINVIATA

Giù le mani dello stambecco (Chiara) RINVIATA

Stato di realizzazione della elettrificazione della ferrovia Ivrea-Aosta (Chiara, Andrea, Eugenio) RINVIATA

Criticità situazione dei lavoratori di Telecontact (Chiara) RINVIATA

Collegamento Pila-Cogne. (Eugenio, Andrea) RINVIATA

Aggiornamento sull’iter del progetto del parco giochi tematico al Crest di Ayas (Chiara, Andrea) RINVIATA

Stato di avanzamento del nuovo appalto del servizi di trasporto pubblico locale su gomma (Andrea, Chiara) RINVIATA

Seggiovia Alpe Ciarcerio (Chiara) RINVIATA

Cassa integrazione alla CAS e ruolo della Regione (Chiara, Andrea) RINVIATA

Organizzazione del personale e gestione tecnica dei cantieri presso l’ARER (Andrea) RINVIATA

Il CSV e la sua sede (Eugenio) RINVIATA

Situazione della direzione della struttura complessa “Tecnico” dell’Azienda USL della Valle d’Aosta e prospettive organizzative (Chiara, Andrea) RINVIATA

INTERPELLANZE

Concorsi pubblici regionali: adeguatezza delle prove, modernizzazione delle selezioni e coerenza con il fabbisogno di personale (Chiara, Andrea, Eugenio) RINVIATA

Modalità di designazione dei rappresentanti delle associazioni ambientaliste nel Comitato regionale per la gestione venatoria e garanzie di rappresentanza (Chiara) RINVIATA

Stato di completamento, criticità e prospettive di sviluppo del Parco archeologico di Saint-Martin-de-Corléans (Andrea, Eugenio) RINVIATA

Il rincaro dei costi dei bus mette in difficoltà le istituzioni scolastiche ed educative (Eugenio, Andrea) RINVIATA

Valorizzazione degli spazi incompiuti dell’ex-cotonificio Brambilla di Verrès (Andrea) RINVIATA

La riforma della disabilità sembra per ora restare sulla carta (Eugenio) RINVIATA

Introduzione del “codice argento” nel Pronto soccorso dell’Ospedale regionale per la presa in carico dei pazienti anziani fragili (Chiara) RINVIATA

Stato e prospettive dei programmi di screening oncologico per la popolazione femminile e continuità della prevenzione oltre le soglie di età previste (Chiara) RINVIATA