Tra iniziative nuove e rinviate dai precedenti consigli, avevamo 31 iniziative nostre iscritte all’ordine del giorno: 2 question time, 17 interrogazioni, 10 interpellanze e 2 mozioni (ne sono state discusse in totale 21); per cinque iniziative che risultavano particolarmente datate abbiamo ritenuto opportuno chiedere la trasformazione in interrogazioni a risposta scritta e dovremmo ricevere entro sette giorni dal Consiglio la risposta. Le altre iniziative sono state rinviate per mancanza di tempo.

COMUNICAZIONI DEI PRESIDENTI

Il ricordo di Carlo Curtaz

In apertura di seduta il Presidente Aggravi ha commemorato le figure di Bruno Milanesio e di Carlo Curtaz, scomparsi ad un giorno di distanza l’uno dall’altro. Chiara ed Eugenio hanno ricordato Carlo sotto il profilo pubblico e umano: avvocato, amministratore, uomo di cultura, autore di analisi attente, persona discreta e capace di mettere competenze e sensibilità al servizio della comunità. E’ stato sottolineato il suo impegno nei valori della giustizia sociale, dell’uguaglianza, della pace, della tutela dell’ambiente e dei diritti.

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Prerogative dei Consiglieri e ruolo di CVA

Chiara è poi intervenuta sulla vicenda riguardante CVA, l’amministratore delegato Argirò e il consigliere Marguerettaz – su approfondimenti sul bilancio 2025 e in particolare sulla critica al ricorso all’accesso agli atti come uno strumento per condizionare l’azione di Finaosta verso la società – riconducendola al più ampio tema dei rapporti tra la società partecipata e la Regione Valle d’Aosta, tramite Finaosta. Chiara ha ribadito che il consigliere regionale ha non solo il diritto, ma anche il dovere di accedere agli atti, chiedere chiarimenti e segnalare criticità su una società a totale partecipazione regionale. La reazione dei vertici CVA alle richieste di approfondimento sul bilancio 2025 è stata eccessiva ma non isolata. Già nel 2024 CVA aveva contestato a Chiara gli accessi agli atti sui compensi e sulle nomine nelle società controllate, arrivando a scrivere che non avrebbe più risposto….. Chiara ha concluso sostenendo che non basterà cambiare gli amministratori se non cambieranno anche indirizzi e obiettivi assegnati dalla Regione alla società.

 

INDICE INIZIATIVE

MOZIONI

QUESTION TIME

INTERROGAZIONI

INTERPELLANZE

 

MOZIONI

Impegno per il miglioramento delle condizioni lavorative del personale della Società dei servizi (AVS, congiunta) 🎥 Guarda e ascolta l’intervento di Chiara sulla Mediateca ConsVdA

La mozione ha portato all’attenzione dell’Aula la situazione del personale della Società dei servizi, emersa con lo stato di agitazione e con la manifestazione del 21 aprile 2026 davanti al Palazzo regionale. Chiara ha ricordato che si tratta di lavoratrici e lavoratori impegnati in servizi essenziali: operatori sociosanitari, assistenti sociali, operatori di sostegno, personale educativo e assistenziale, a contatto con anziani, minori, famiglie in difficoltà e persone con disabilità.

La mozione ha indicato criticità concrete: mancato riconoscimento di anzianità e carriera, obbligo di ferie nei soli periodi di chiusura scolastica, mancato riconoscimento dei tempi di spostamento e dei rimborsi chilometrici tra scuole, inquadramenti ritenuti non coerenti e carichi di lavoro elevati. Chiara ha chiesto alla Giunta di attivare un tavolo urgente con Società dei servizi, sindacati e rappresentanti dei lavoratori, di verificare condizioni contrattuali e organizzative e di riferire al Consiglio entro 90 giorni.

Il Presidente Testolin ha riconosciuto l’esistenza del problema e i confronti già avviati con sindacati e lavoratori, ma ha distinto le competenze della Regione, socio unico e acquirente dei servizi, da quelle della società, titolare dei rapporti contrattuali. Ha indicato come percorso principale la costruzione di un ente strumentale, ritenuto più idoneo a migliorare trattamento economico, inquadramento e qualità organizzativa del servizio. Ha ricordato che il servizio comporta circa 27 milioni di euro annui e che l’attuale assetto genera anche un costo aggiuntivo legato all’IVA al 22%. Ha rimandato ogni possibile richiesta  e sostenuto che il tema è seguito da tempo e che la soluzione richiede un percorso strutturale, non limitato alla mozione. Chiara ha replicato giudicando insufficiente oltre che sbagliato il rinvio a un futuro ente strumentale: i lavoratori chiedono risposte immediate, e la Regione non può limitarsi a rinviare una situazione che incide sulla qualità del welfare e sulla continuità dei servizi alle persone fragili. La mozione è stata respinta con 20 voti di astensione (UV, CA, FI) e 15 a favore (AVS, FP-PD, Lega VdA, FdI, La Renaissance, AdC).

Indicazioni della Regione per l’operato di CVA (Chiara, Andrea, Eugenio) RINVIATA

QUESTION TIME

Parere sui limiti di mandato: quando il Presidente ne è venuto a conoscenza? (Chiara, Andrea, Eugenio) 🎥 Guarda e ascolta l’intervento di Chiara sulla Mediateca ConsVdA

Chiara ha richiamato la lettera del 15 ottobre 2024 con cui era stata richiesta un’analisi sulla norma regionale relativa ai limiti di mandato in Giunta e sulla possibilità per Presidente e Vicepresidente allora in carica di ricoprire incarichi nella legislatura successiva. Ha ricordato che la risposta del Presidente del Consiglio era arrivata dopo 45 giorni, sostenendo il carattere ipotetico della questione e dicendo che quindi non riteneva di dover dare risposte, che erano rimandate ad una eventuale situazione futura. Il quesito ha riguardato la nota del 18 novembre 2024, a firma delle tre dirigenti della Presidenza del Consiglio, che avrebbe evidenziato l’impossibilità per Presidente e Vicepresidente in carica di rientrare in Giunta nella legislatura successiva. Chiara ha chiesto al Presidente Testolin di precisare quando ne fosse venuto a conoscenza. Il Presidente ha risposto affermando di non aver mai visto alcuna nota degli uffici sull’interpretazione dell’articolo 3, comma 3, della legge regionale 21/2007. Chiara ha replicato contestando la credibilità della risposta, ritenendo poco plausibile che il Presidente non fosse venuto a conoscenza della nota prima della pubblicazione della vicenda sui giornali del 15 maggio 2026.

 

Tempistiche di approvazione del Bilancio 2025 di CVA e rinnovo dei vertici della società (Chiara, Eugenio, Andrea) 🎥 Guarda e ascolta l’intervento di Chiara sulla Mediateca ConsVdA

Chiara illustrando l’iniziativa ha affermato “Abbiamo appreso da notizie di stampa che l’AD della società, di cui è proprietaria Finaosta per conto della Regione, avrebbe contestato la richiesta della Finanziaria regionale di una revisione critica dell’impairment test (procedura contabile per accertare che le attività in bilancio non siano iscritte a un valore superiore rispetto a quello effettivamente recuperabile) sulla partecipata, contenuto nel bilancio 2025. Una contestazione quanto mai inopportuna visto che la Finaosta ha il compito di vigilare e indirizzare l’operato della società, sulla base delle indicazioni fornite dall’Amministrazione regionale. La conflittualità emersa tra Argirò e la Finanziaria regionale rende problematiche le decisioni sul bilancio della società e sul rinnovo dei suoi vertici. Chiediamo quindi se l’approvazione del documento e la nomina del nuovo CdA siano confermate entro la fine di giugno o se si prospettino nuove date.» ll Presidente Testolin, ha spiegato che «l‘iter di approvazione del bilancio consolidato si protrarrà oltre le tempistiche ordinariamente previste, in quanto sono in corso ulteriori attività di analisi e valutazione richieste dall’azionista unico Finaosta nell’ambito delle prerogative del socio inerenti alle attività propedeutiche all’approvazione del bilancio d’esercizio. Sono in corso gli ultimi approfondimenti in merito alle tempistiche necessarie, con l’ipotesi di convocazione dell’assemblea per l’approvazione del bilancio negli ultimi giorni del mese di luglio, salvo imprevisti.» Chiara ha replicato: «Prendiamo atto che due decisioni importanti, come l’approvazione del bilancio 2025 e soprattutto la nomina dei nuovi amministratori della società, sono in alto mare – ha dichiarato la Consigliera Minelli -. C’è grande incertezza e confusione e purtroppo, come già avevamo segnalato nella scorsa legislatura, è mancata e continua a mancare da parte del Governo regionale un’adeguata gestione di uno dei dossier più importanti per la nostra regione.»

INTERROGAZIONI

Adozione del Piano spostamenti casa-lavoro per le strutture della Regione (Andrea, Eugenio) 🎥 Guarda e ascolta l’intervento di Chiara sulla Mediateca ConsVdA

Abbiamo chiesto alla Giunta regionale perché la Regione Valle d’Aosta non si sia ancora dotata di un Piano spostamenti casa-lavoro (PSCL), strumento reso obbligatorio per le pubbliche amministrazioni con più di 100 dipendenti dal 2020.

Dalla risposta dell’Assessore è emerso che soltanto il 31 marzo 2026 è stato affidato un incarico esterno per avviare l’analisi dei dati e predisporre il piano, che dovrebbe essere pronto entro il mese di luglio. Si tratta di un passo positivo, ma che arriva con un ritardo difficilmente giustificabile. L’ultimo piano dell’Amministrazione regionale risale infatti addirittura al 2000.

La questione non riguarda un mero adempimento burocratico. Il Piano spostamenti casa-lavoro è uno strumento essenziale per comprendere come si muovono i dipendenti regionali e per orientare le politiche pubbliche in materia di mobilità, trasporto pubblico, organizzazione del lavoro e smart working.

Per questo abbiamo evidenziato una contraddizione evidente: in questi mesi il Consiglio regionale è chiamato a esaminare strumenti strategici come il Piano regionale dei trasporti e il nuovo Piano aria, ma la stessa Regione ammette di stare soltanto ora raccogliendo, in modo strutturato, i dati sui propri spostamenti casa-lavoro.

In altre parole, si discutono grandi scelte sulla mobilità del territorio senza avere ancora una fotografia aggiornata nemmeno degli spostamenti dei dipendenti dell’ente che dovrebbe dare per primo l’esempio. Attendiamo ora che il piano venga effettivamente adottato e che diventi uno strumento concreto di programmazione, recuperando un ritardo accumulato in oltre cinque anni di mancato adeguamento alla normativa nazionale.

 

Limitazione del traffico pesante internazionale lungo la direttrice del Gran San Bernardo durante la chiusura delle gallerie Côte de Sorreley e Signayes (Andrea, Chiara, Eugenio) 🎥 Guarda e ascolta l’intervento di Chiara sulla Mediateca ConsVdA

Abbiamo riportato all’attenzione dell’Aula il tema della chiusura delle gallerie Côte de Sorreley e Signayes e dei conseguenti effetti sulla viabilità della città di Aosta e dell’intera vallata del Gran San Bernardo. Abbiamo chiesto se fosse stata valutata una limitazione temporanea del traffico pesante internazionale in semplice attraversamento, cioè di quei mezzi che utilizzano la Valle d’Aosta come mero corridoio di passaggio senza avere origine o destinazione nel nostro territorio o nel vicino Cantone del Vallese.

Dalla risposta del Presidente è emerso che tale ipotesi è stata effettivamente analizzata, sebbene nello scorso ci fosse stato detto che era una richiesta “inopportuna”, nell’ambito del Tavolo tecnico, ma non è stata ritenuta necessaria sulla base delle stime attuali dei flussi di traffico.

Riteniamo che il tema non possa essere affrontato guardando soltanto ai benefici economici connessi al transito dei mezzi pesanti. Il traffico internazionale genera infatti anche costi per i territori attraversati: congestione, problemi di sicurezza, impatti sulla qualità della vita e potenziali ricadute negative sul turismo. Soprattutto, continuiamo a ritenere debole l’impostazione seguita finora. Da un lato si afferma che le criticità sarebbero limitate; dall’altro si predispongono tavoli tecnici permanenti, aree di accumulo dei mezzi pesanti e possibili limitazioni orarie, riconoscendo implicitamente l’esistenza di rischi che richiedono una gestione costante.

Sul monitoraggio, inoltre, Andrea ha evidenziato che non sono stati indicati con chiarezza né gli indicatori che verranno rilevati, né la frequenza delle verifiche, né le soglie di criticità che farebbero scattare eventuali correttivi. Parliamo di lavori destinati a protrarsi per circa un anno, attraversando la stagione estiva, l’autunno, l’inverno e i principali periodi turistici. Una situazione di questa durata richiederebbe una pianificazione preventiva e trasparente, non un approccio basato sul verificare progressivamente che cosa accade. La vicenda delle gallerie SAV ripropone, ancora una volta, una questione più generale: la capacità della politica di governare i flussi di attraversamento e le grandi criticità infrastrutturali, anziché limitarsi a rincorrerle quando gli effetti sono già in corso.

 

Adeguamento della terminologia utilizzata dalla Regione in materia di disabilità (Andrea, Eugenio) 🎥 Guarda e ascolta l’intervento di Chiara sulla Mediateca ConsVdA

Richiamando la Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, ratificata dall’Italia nel 2009, e il disegno di legge regionale di manutenzione dell’ordinamento per il 2026, Andrea ha evidenziato come il linguaggio della pubblica amministrazione debba essere coerente con il principio che pone al centro la persona e non la sua condizione di disabilità.

Abbiamo chiesto alla Giunta se fosse stata effettuata una ricognizione delle diciture ancora presenti nei portali regionali, nella modulistica, nelle denominazioni di uffici e servizi e negli indirizzi di posta elettronica e quali interventi di aggiornamento fossero stati avviati, oltre alle relative tempistiche.

Il Presidente della Regione ha ricordato le comunicazioni inviate alle strutture regionali e agli enti collegati nel 2024 e nel 2025 per richiamare l’attenzione sulla nuova terminologia, precisando però che non sono stati formalizzati né censimenti né piani di adeguamento, pur essendo in corso un’attività di revisione dei siti e della modulistica.

Nella replica, Andrea ha accolto positivamente l’avvio delle attività di aggiornamento, ma ha sottolineato come il cambio di paradigma introdotto dalla Convenzione ONU non rappresenti una novità e come, a distanza di oltre quindici anni dalla sua ratifica, permangano ancora esempi evidenti di mancato adeguamento, quali la sezione del sito regionale denominata “Trasporto disabili”, l’omonima denominazione degli uffici e persino i relativi indirizzi di posta elettronica istituzionali. Pur riconoscendo che le priorità riguardino innanzitutto i servizi concreti, ha evidenziato che il linguaggio delle istituzioni non è un elemento secondario: modificare diciture ormai superate è un intervento semplice, ma significativo, perché rende esplicito il passaggio da una visione centrata sulla disabilità a una che mette al centro la persona.

Giù le mani dello stambecco (Chiara) 🎥 Guarda e ascolta l’intervento di Chiara sulla Mediateca ConsVdA

La discussione ha riguardato l’ipotesi di gestione attiva (abbattimento di un certo numero di capi) dello stambecco alpino (Capra ibex), anche alla luce del ritiro, a livello nazionale, dell’emendamento al DDL Malan n. 1552 che avrebbe inserito lo stambecco tra le specie cacciabili. Chiara ha richiamato il valore simbolico dello stambecco per il Parco Nazionale del Gran Paradiso, nato anche dalla storia della protezione della specie.

Ha chiesto alla Giunta se – a fronte della marcia indietro del Governo nazionale – aveva ancora l’intenzione di studiare forme di prelievo e di mandare avanti la richiesta di una norma di attuazione per permettere una gestione con prelievo di stambecchi. L’Assessora Girod ha risposto che, sulla base del Piano faunistico e dell’ordine del giorno approvato il 21 maggio 2025, la Regione ha avviato un percorso tecnico-istituzionale. Il confronto con ISPRA ha portato a un incontro il 19 maggio 2026 e a un primo parere favorevole del 26 maggio 2026 sul documento regionale. La risposta ha richiamato:

  • la presenza stimata nel censimento primaverile 2026 di 465 capi fuori dal Parco del Gran Paradiso e dal Parco del Mont Avic;
  • la crescita della popolazione dagli anni 2000 e il raggiungimento di valori prossimi alla capacità portante;
  • i possibili effetti di densità elevata: competizione per risorse, stress fisiologico e vulnerabilità sanitaria;
  • il ruolo di età media delle femmine, cambiamenti climatici e meccanismi densità-dipendenti;
  • la possibilità, in un quadro rigoroso, di strumenti quali traslocazioni, reintroduzioni e, se consentito, eventuale prelievo sostenibile.

Chiara ha replicato mantenendo una posizione nettamente contraria. Ha sostenuto che lo stambecco non rappresenta un’emergenza gestionale, non produce danni agricoli rilevanti e costituisce una specie geneticamente fragile e simbolica. Ha contestato l’uso dell’espressione “gestione attiva” quando può tradursi in abbattimento selettivo e ha giudicato fuori fuoco l’impiego di tempo e risorse amministrative per aprire una strada verso la cacciabilità della specie.

 

Stato di attuazione dei progetti finanziati nell’ambito dell’Avviso MIM n. 88643 del 3 giugno 2025 “Laboratori professionali” (Andrea) 🎥 Guarda e ascolta l’intervento di Chiara sulla Mediateca ConsVdA

Andrea ha interrogato la Giunta sullo stato di avanzamento dei due progetti finanziati in Valle d’Aosta nell’ambito dell’Avviso del Ministero dell’Istruzione e del Merito dedicato ai laboratori professionali innovativi e avanzati. Si tratta di risorse per oltre 400.000 euro, destinate all’Istituto tecnico e professionale regionale C. Gex e all’Istituzione scolastica di istruzione tecnica I. Manzetti, finalizzate al potenziamento delle dotazioni laboratoriali e dell’offerta formativa.

Abbiamo chiesto di conoscere lo stato di attuazione dei progetti, l’ammontare delle risorse già impegnate, liquidate e rendicontate e l’eventuale presenza di criticità amministrative o procedurali tali da incidere sul rispetto delle scadenze.

L’Assessore ha riferito che entrambe le scuole prevedono di concludere i progetti entro il 31 dicembre 2026, ma ha evidenziato situazioni molto diverse. Per il Corrado Gex sono già stati predisposti il capitolato tecnico e gli atti di avvio delle procedure. Per il Manzetti, invece, la dirigenza, a causa di alcuni ritardi accumulati, è ora in attesa di un riscontro ministeriale che consenta di proseguire le spese e le somme già impegnate per la progettazione risultano attualmente congelate.

Nella replica, Andrea ha espresso preoccupazione per la situazione del Manzetti, osservando che la stessa risposta dell’Assessore evidenzia il rischio di non riuscire a completare nei tempi previsti le procedure necessarie e, conseguentemente, di compromettere la piena utilizzazione del finanziamento. Ha quindi chiesto un monitoraggio costante e un adeguato supporto all’istituzione scolastica affinché non venga persa un’opportunità importante per il sistema scolastico valdostano.

Misure riparative per studenti valdostani sospesi o non frequentanti (Eugenio) RICHIESTA RISPOSTA SCRITTA

Stato di realizzazione della elettrificazione della ferrovia Ivrea-Aosta (Chiara, Andrea, Eugenio) Guarda e ascolta l’intervento di Chiara sulla Mediateca ConsVdA

Chiara ha ricordato che «l’ultimazione del cantiere è prevista dal cronoprogramma entro il primo semestre 2026, così da consentire le prove tecniche necessarie alla riapertura della linea entro dicembre 2026. La sospensione triennale del servizio è stata giustificata da Rfi con il rispetto rigoroso delle tempistiche del Pnrr, pertanto eventuali ritardi non sarebbero giustificabili. Chiediamo, quindi, quando sia previsto il prossimo sopralluogo con la Regione e Rfi per verificare l’avanzamento dell’elettrificazione; quale sia lo stato dei lavori sui sovrappassi di Hône, Saint-Marcel, Villefranche e Grande Charrière e sulla posa dei 2.400 pali; in quale mese inizieranno le prove per l’Autorizzazione alla messa in servizio e se, nella realizzazione dei sovrappassi, sia stato previsto lo spazio necessario per l’eventuale futuro raddoppio dei binari.» Bertschy, ha spiegato che «il sopralluogo congiunto Regione-Rfi è stato effettuato il 5 maggio e ne stiamo svolgendo altri». Sull’avanzamento dei lavori dei sovrappassi: «a Hône sono stati realizzati quasi tutti i lavori. Il sovrappasso verrà consegnato entro il mese di settembre, perché dovrà iniziare l’intervento sul ponte della strada regionale. Nel mese di agosto, una volta posata la struttura, si procederà al collegamento delle reti tecnologiche. A Saint-Marcel sono in fase di realizzazione i micropali, è stata posata la struttura prefabbricata e sono in corso tutti gli interventi relativi agli spostamenti delle reti di Deval e Italgas. Per il cavalcaferrovia di Villefranche a Quart, lo scatolare in calcestruzzo armato è stato ultimato. Sono in corso i lavori di realizzazione dei muri andatori a tergo dell’opera per la costruzione della nuova viabilità. Nelle prossime settimane sarà avviata l’esecuzione del rilevato stradale. Riguardo al cavalcaferrovia di Grand Charrière a Saint-Christophe sono state realizzate tutte le opere propedeutiche e sono in corso gli spostamenti dei sottoservizi, delle reti Italgas e dell’illuminazione pubblica. La posa dei basamenti ha raggiunto la stazione di Nus. Il tratto più avanzato è quello che sale da Ivrea alla bassa Valle. La posa dei cavi elettrici avverrà in una fase successiva per evitare il rischio di furti. Per quanto riguarda le prove tecniche per la messa in servizio, Rfi sta concordando con Ansfisa il periodo per le verifiche sulle parti di linea già completate. Si procederà in maniera progressiva.»  Rispetto all’ipotesi di tenere conto di un futuro raddoppio della linea nella realizzazione dei quattro sovrappassi, «al momento non è possibile modificare progetti già autorizzati e in fase avanzata di esecuzione senza determinare ulteriori ritardi. Quello che posso dire con un buon grado di certezza è che a gennaio la ferrovia arriverà a Pont-Saint-Martin e nei mesi successivi la ferrovia verrà riaperta anche nella tratta verso AostaChiara  ha definito la risposta dell’Assessore «insoddisfacente. Non abbiamo avuto notizia del sopralluogo che doveva essere allargato alla Commissione consiliare, come annunciato in una precedente iniziativa, tra marzo e aprile. Abbiamo ascoltato le risposte ma non ci è stata indicata una data certa né per la fine dei lavori del Pnrr, né per la riapertura della ferrovia, né per l’inizio delle prove tecniche che, da quanto appreso da un’intervista all’ingegner Pitisci, probabilmente slitterà a gennaio. Ciò significa che a dicembre, nonostante le ripetute rassicurazioni dell’Assessore e di Rfi, non ci sarà la riapertura della ferrovia. Mancare questo obiettivo temporale è inammissibile, dopo che la linea è stata chiusa per tre anni al fine di garantire le migliori condizioni per il cantiere. Inoltre, più volte abbiamo chiesto di insistere con Rfi affinché si intervenisse, anche a livello nazionale, per chiedere di velocizzare le procedure, venendo accusati di terrorismo mediatico. Le nostre preoccupazioni erano fondate.»

Criticità situazione dei lavoratori di Telecontact (Chiara) RICHIESTA RISPOSTA SCRITTA

Interrogazione su collegamento Pila-Cogne. (Eugenio, Andrea) 🎥 Guarda e ascolta l’intervento di Chiara sulla Mediateca ConsVdA

La discussione ha riguardato lo studio di fattibilità del collegamento Pila-Cogne, promosso da Pila S.p.A. e presentato pubblicamente a Cogne il 5 febbraio 2026.

Le domande chiedevano quali azioni di presidio e monitoraggio siano state attivate dalla Regione, come si intenda rispondere alla petizione sottoscritta da 191 cittadini, quale sia stato il ruolo della Regione e di Finaosta nell’incarico, quanto sia costato lo studio e come verrà garantito il confronto pubblico.

L’Assessore Bertschy ha confermato la volontà di informare la popolazione di Cogne e, più in generale, i territori interessati, perché l’opera ha portata comprensoriale. Ha riferito che il documento finale è stato ricevuto e trasmesso alla IV Commissione, affinché lo studio sia illustrato e discusso politicamente. Ha ribadito che la maggioranza è favorevole all’opera, ma che la scelta finale dovrà essere concertata con istituzioni, Comune di Cogne e popolazione, soprattutto su partenza, arrivo e tecnologia. Il costo dello studio (oltre 200.000 €) è stato sostenuto da Pila S.p.A. con risorse proprie.

Eugenio, ha richiamato «l’incontro pubblico svoltosi a Cogne lo scorso 5 febbraio, durante il quale è stato presentato un altro studio di fattibilità dell’opera promosso dalla Pila Spa (risultano già uno studio tecnico del 2016 e uno studio di fattibilità geologica del 2017), nonché la raccolta firme, sottoscritta da 191 persone e indirizzata al Sindaco di Cogne, alla Regione e al Consiglio regionale, con cui si richiede la pubblicazione degli studi, l’accesso alle informazioni e un maggiore confronto pubblico sull’intervento. Eugenio nella replica ha sottolineato che il punto vero della questione è un altro: non si tratta solo di quando e come verranno rese pubbliche le informazioni, ma della base su cui sono state costruite. Lo studio è stato commissionato da una società che ha una propria missione statutaria e finalità legate allo sviluppo turistico di Pila, che non coincidono necessariamente con l’interesse generale della Regione e specifico della Valle di Cogne. Il limite sta,infatti, a monte nella definizione degli obiettivi dello studio e di conseguenza nella formulazione delle alternative considerate, che appaiono incomplete. E’ necessario valutare tutte le opzioni, anche sotto il profilo della sicurezza e dell’impatto sul territorio. Ad esempio l’opzione zero, la soluzione galleria del Drink e la messa in sicurezza della strada regionale non sono state minimamente considerate dallo studio. Solo avendo chiaro quello che si vuole e tutte le possibili opzioni per ottenerlo, si potrà assumere una decisione coerente con le esigenze della Valle d’Aosta. Eugenio ha poi  chiesto quindi un pieno coinvolgimento della Commissione e un approfondimento di tutte le alternative, compresi i relativi costi.»

Aggiornamento sull’iter del progetto del parco giochi tematico al Crest di Ayas (Chiara, Andrea) 🎥 Guarda e ascolta l’intervento di Chiara sulla Mediateca ConsVdA

Chiara ha chiesto aggiornamenti sul progetto del parco giochi tematico al Crest di Ayas, già oggetto di precedenti iniziative per criticità legate a inserimento paesaggistico, accessibilità e coerenza con le finalità di valorizzazione agropastorale.

L’Assessore Bertschy ha riferito che i lavori sono stati consegnati all’impresa affidataria l’8 giugno 2026 e che il cronoprogramma è rispettato, con apertura prevista nell’estate 2026, compatibilmente con condizioni ambientali e fattori esterni. Ha indicato che si sta lavorando per rendere il parco maggiormente inclusivo, anche attraverso confronti con associazioni che si occupano di disabilità. Per la viabilità, Monterosa avrebbe illustrato a operatori, residenti e amministratori le modalità di accesso alla telecabina in inverno ed estate.

Ha confermato il sostegno del Governo al progetto, a suo parere coerente con l’indirizzo di creare attorno agli impianti funiviari sistemi di fruizione aggiuntiva.

Chiara ha replicato ribadendo la netta contrarietà all’intervento, che risulta fuori contesto, costosissimo e artificiale. Ha contestato la genericità delle modifiche per l’inclusività, l’avvio dei lavori senza adeguata informazione iniziale di cantiere e il ricorso a SCIA per opere che richiederebbero valutazioni autorizzative più robuste, anche per i basamenti in cemento armato. Ha inoltre criticato l’investimento di oltre 1 milione di euro con risorse pubbliche e il rischio di trasformare la montagna in un insieme di attrazioni artificiali a pagamento, aggravando i problemi di accesso ai villaggi interessati. Ha contestato duramente l’affermazione dell’Assessore secondo cui gli incontri con operatori e residenti sarebbero stati continui: è una affermazione falsa. Nonostante le promesse, Monterosa non ha fatto alcun incontro e non ha cercato il confronto. Anche il Comune è stato latitante. La Regione finanzierà un’opera con una legge, la 6/2028, che ha finalità molto diverse (sostegno impianti a fune e pratica dello sci). Un intervento assurdo.

 

Stato di avanzamento del nuovo appalto dei servizi di trasporto pubblico locale su gomma (Andrea, Chiara) 🎥 Guarda e ascolta l’intervento di Chiara sulla Mediateca ConsVdA

Il DEFR 2026-2028 individua tra le priorità del settore trasporti il lancio del nuovo appalto per il servizio di trasporto pubblico locale su gomma, un affidamento destinato ad avere una durata pluriennale e a incidere in maniera determinante sul futuro della mobilità valdostana. Considerata l’assenza di informazioni chiare sulle tempistiche e sullo stato di avanzamento del procedimento, Andrea ha chiesto alla Giunta di chiarire il cronoprogramma previsto e di precisare se sia previsto un coinvolgimento del Consiglio regionale nella definizione degli indirizzi strategici della gara.

L’Assessore ha riferito che nel dicembre 2025 è stato pubblicato l’avviso di preinformazione sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea e che il Piano di bacino del traffico, attualmente in fase di definizione, sarà condiviso con i Comuni entro la fine di luglio. Successivamente sono previsti i pareri degli enti interessati e dell’Autorità di regolazione dei trasporti, con l’obiettivo di approvare il piano definitivo e procedere alla pubblicazione della gara nei mesi successivi. È stato inoltre confermato un percorso di coinvolgimento della competente Commissione consiliare.

In replica, Andrea ha evidenziato come si tratti di uno degli appalti più importanti della legislatura, sia sotto il profilo economico sia per le ricadute sulla collettività, sottolineando la necessità di disporre di un cronoprogramma chiaro e di evitare di arrivare a ridosso delle scadenze senza adeguati spazi di confronto politico. Ha inoltre ribadito che il nuovo affidamento definirà il sistema della mobilità valdostana fino a quasi al 2040, incidendo sulle politiche climatiche, tariffarie e sociali della Regione. Per questo ha auspicato un confronto ampio sugli indirizzi della gara, anche su temi quali le agevolazioni tariffarie per i giovani e la progressiva decarbonizzazione del parco mezzi, chiedendo una maggiore capacità di innovazione rispetto a quella riscontrata nel Piano regionale dei trasporti.

Seggiovia Alpe Ciarcerio (Chiara) 🎥 Guarda e ascolta l’intervento di Chiara sulla Mediateca ConsVdA

Chiara ha chiesto chiarimenti sul rinnovo della seggiovia Alpe Ciarcerio nel comprensorio Monterosa Ski, con particolare attenzione all’ipotesi di modificarne l’attestamento e alla necessità di coinvolgere gli operatori locali prima di assumere decisioni su investimenti destinati a durare per decenni.

L’Assessore Bertschy ha risposto che nel piano strategico aziendale 2026-2030 è prevista la possibilità di valutare una seggiovia dal Crest alla località Belvedere. Ha riferito che la sostituzione della seggiovia Lago Ciarcerio-Alpe Belvedere è stata finanziata con provvedimento dirigenziale 5526 del 29 settembre 2025. È in corso una procedura ai sensi degli articoli 70 e 74 del decreto legislativo 36/2023 per progettazione e lavori di tre impianti in sostituzione di Alpe Mandria, Lago Ciarcerio e Alpe Belvedere. La soluzione posta a base di gara mantiene l’attestamento precedente. L’Assessore ha ribadito l’importanza del dialogo con operatori e territorio, pur riconoscendo che non sempre gli obiettivi annunciati si raggiungono nei tempi auspicati. Chiara ha replicato che il punto centrale resta irrisolto: la proposta di modificare l’attestamento era stata promessa come oggetto di valutazione, ma non c’è un reale confronto comparativo. Ha sottolineato che Monterosa S.p.A. è partecipata per oltre il 97% dalla Regione e utilizza risorse pubbliche; per questo servono valutazioni tecniche e strategiche sulle alternative, coinvolgendo chi vive sul territorio, come maestri di sci, operatori e residenti. Ha poi ricordato che questa vicenda si somma ad altre criticità nel rapporto tra Regione, Monterosa e territorio, non solo del Crest.

Cassa integrazione alla CAS e ruolo della Regione (Chiara, Andrea) 🎥 Guarda e ascolta l’intervento di Chiara sulla Mediateca ConsVdA

La discussione ha riguardato la situazione della Cogne Acciai Speciali (CAS), con l’avvio della cassa integrazione straordinaria dal 1° giugno 2026 per 101 dipendenti per 12 mesi, dopo i contratti di solidarietà che avevano interessato mediamente 80 lavoratori al mese per un trimestre. Il quadro è stato collegato al bilancio negativo 2025, con passivo di circa 60 milioni di euro, ai dazi statunitensi e alle difficoltà del settore siderurgico.

Chiara ha chiesto quale fosse stato il ruolo della Regione nei tavoli ministeriali, quali iniziative fossero previste per accompagnare lavoratori e azienda e come si intendesse tutelare la principale realtà industriale valdostana.

L’Assessore Bertschy ha precisato che non vi era un tavolo politico con il MIMIT, ma un tavolo tecnico presso il Ministero del Lavoro, al quale la Regione era presente con coordinatore e funzionari competenti. Ha riferito che la firma della cassa integrazione è stata accompagnata da un protocollo sulle politiche attive e sulla formazione dei lavoratori coinvolti. La Regione intende mantenere interlocuzioni con management e sindacati, seguire gli effetti delle misure europee di salvaguardia dal 1° luglio 2026 e rafforzare il confronto in Commissione o direttamente in azienda.

Chiara ha preso atto della distinzione tra tavolo tecnico e politico, ma ha ribadito che, in una comunità piccola, la presenza e la comunicazione politica hanno un valore specifico per lavoratori e sindacati. Ha chiesto che la Regione accompagni con attenzione una fase che coinvolge occupazione, produzione industriale e futuro economico della Valle d’Aosta.

 

Chiusura gallerie di Sorreley e Signayes e trasporto pubblico (Chiara, Andrea, Eugenio) 🎥 Guarda e ascolta l’intervento di Chiara sulla Mediateca ConsVdA

In vista della chiusura delle gallerie del raccordo SAV, vari residenti pendolari della valle del Gran San Bernardo hanno segnalato che l’attuale offerta di trasporto pubblico locale è limitata. Abbiamo chiesto se sia stato approntato, o sia allo studio, un sistema di trasporto pubblico con autobus che offra un’alternativa all’auto privata, con maggiore capacità, velocità, puntualità e priorità di transito. L’assessore Bertschy ha riferito di una prima valutazione tecnica con i Comuni, dalla quale non è emersa allo stato una necessità; siamo però in fase iniziale e i primi giorni non hanno creato grandi disagi. Ha dichiarato di voler incontrare i sindaci in tempi brevi, senza chiudere la porta alla proposta, pur segnalando il vincolo della sostenibilità dei mezzi e degli autisti disponibili. Chiara ha ricordato che il gruppo non aveva votato la risoluzione sulla sospensione dei lavori, puntando invece su misure concrete di regolazione del traffico. Ha riportato le sollecitazioni dei residenti su corse insufficienti e sull’opportunità di tratti a percorrenza prioritaria per i bus. Ha avvertito che la stagione turistica è agli inizi e che con la riapertura delle scuole a settembre la situazione potrebbe complicarsi, suggerendo almeno un sondaggio per misurare l’interesse della popolazione e ribadendo la necessità di ascoltare il territorio oltre la rappresentanza comunale.

 

Organizzazione del personale e gestione tecnica dei cantieri presso l’ARER (Andrea) 🎥 Guarda e ascolta l’intervento di Chiara sulla Mediateca ConsVdA

Andrea ha richiamato quanto emerso nel corso dei lavori della III Commissione consiliare del 26 maggio 2026, dove era stata evidenziata una situazione di non piena consapevolezza da parte dell’ARER VDA rispetto ad alcune problematiche legate alla gestione dei cantieri. Ha inoltre ricordato come la significativa mole di interventi, accresciuta anche dalle opere finanziate con il PNRR, ponga interrogativi sull’adeguatezza dell’organico tecnico dell’ente e sulla sua capacità di monitorare efficacemente i cantieri.

L’Assessore ha riferito che il settore tecnico è composto da un dirigente, nove collaboratori tecnici e un collaboratore amministrativo, oltre alla struttura temporanea costituita per la gestione degli interventi legati al Superbonus e al PINQuA. Pur riconoscendo l’elevato carico di lavoro e il frequente ricorso allo straordinario, ha evidenziato che gli obiettivi assegnati vengono raggiunti. Ha inoltre precisato che la progettazione e la direzione lavori degli interventi ordinari sono svolte quasi interamente all’interno dell’ente, mentre il ricorso a professionisti esterni è stato utilizzato prevalentemente per i cantieri straordinari finanziati dal Superbonus e dal PINQuA. È stata infine annunciata la programmazione per il 2026 di due procedure concorsuali per funzionari tecnici.

In replica, Andrea ha osservato che le difficoltà rappresentate dagli stessi funzionari dell’ARER in Commissione costituiscono un indicatore di carichi di lavoro particolarmente gravosi. Pur giudicando positivamente il fatto che la maggior parte delle attività tecniche sia svolta internamente, ha ritenuto necessario interrogarsi sulla sostenibilità dell’attuale organizzazione e sull’opportunità di rafforzare l’organico mediante procedure di assunzione trasparenti, capaci di attrarre e valorizzare le migliori professionalità (sia tra il personale già interno, che rispetto a professionisti esterni)..

Il CSV e la sua sede (Eugenio) RICHIESTA RISPOSTA SCRITTA

Situazione della direzione della struttura complessa “Tecnico” dell’Azienda USL della Valle d’Aosta e prospettive organizzative (Chiara, Andrea) RICHIESTA RISPOSTA SCRITTA

INTERPELLANZE

Concorsi pubblici regionali: adeguatezza delle prove, modernizzazione delle selezioni e coerenza con il fabbisogno di personale (Chiara, Andrea, Eugenio) 🎥 Guarda e ascolta l’intervento di Chiara sulla Mediateca ConsVdA

Da una lettera pubblicata sul quotidiano on line Aostasera.it e dal conseguente dibattito è emersa la questione dell’adeguatezza delle procedure concorsuali regionali. Nel concorso citato, per 66 posti di categoria C2 (richiesto il diploma), gli idonei alla prova scritta sono stati solo 44, inferiori ai posti, pur con oltre 250 candidati alla preselettiva e circa mille iscritti iniziali. Sono state segnalate criticità sul carattere “nozionistico” delle prove e sulla loro capacità di valutare competenze utili alle mansioni. Abbiamo chiesto se il Governo sia a conoscenza delle criticità (in particolare il rapporto posti/idonei), quali valutazioni dia sull’adeguatezza delle prove rispetto al livello C2 e al fabbisogno, se ritenga opportuno avviare una revisione e modernizzazione delle modalità di selezione (più orientate alle competenze pratiche) e quali iniziative intenda adottare per coprire i posti senza rinunciare alla meritocrazia.

Il Presidente Testolin ha fornito i dati: a fronte di 1.163 domande, 911 ammessi, 468 presentatisi, 249 superata la preselettiva e 243 alla prima prova scritta — circa metà degli ammessi non si è presentata, fenomeno di autoesclusione non imputabile all’amministrazione. Il Dipartimento Personale non condivide l’ipotesi di abbassare il livello selettivo per aumentare gli idonei: la PA deve garantire qualità ed efficienza e il problema andrebbe semmai ricercato nelle carenze di preparazione di parte dei candidati. Ha rilevato che le prove sono coerenti con le mansioni C2 e meno complesse rispetto ad analoghi concorsi, e che le competenze pratiche integrano ma non sostituiscono quelle teoriche. Ha però riferito che la Giunta sta lavorando a percorsi di assunzione alternativi alla sola prova selettiva.

Chiara ha rilevato che la partecipazione effettiva sotto la metà degli iscritti e gli appena 44 idonei fanno riflettere, anche sull’efficacia delle modalità (il contributo di 10 euro appare un deterrente ma forse è debole). Pur condividendo la centralità della meritocrazia, ha insistito sull’esigenza di tarare le prove sul titolo richiesto — il diploma — riducendo il nozionismo e valorizzando le competenze pratiche; ha riportato testimonianze di candidati, anche idonei, sulla difficoltà eccessiva e sull’organizzazione carente. Ha accolto con favore l’apertura a una revisione,  senza derogare ai requisiti di legge.

 

Costituzione in giudizio della Regione contro il ricorso relativo al limite di mandato del Presidente Testolin (Chiara, Eugenio) 🎥 Guarda e ascolta l’intervento di Chiara sulla Mediateca ConsVdA

L’interpellanza riprende l’azione di AVS contro la nomina di Renzo Testolin a Presidente, in contrasto con l’art. 3 della l.r. 21/2007 sui limiti di mandato. Dopo il ricorso al Tribunale di Aosta, il 12 marzo 2026, Chiara ed Eugenio avevano scritto all’Avvocatura regionale segnalando l’inopportunità di una costituzione in giudizio della Regione in una causa relativa a una posizione soggettiva; lettera rimasta senza risposta. Dal carteggio tra uffici del Consiglio e Avvocatura (6 febbraio – 25 maggio 2026) è emerso che, con nota del 17 marzo 2026, l’Avvocatura aveva chiesto alla Segreteria generale un parere sull’opportunità della costituzione, interpretando l’eventuale silenzio come assenso, una forzatura; con nota del 25 marzo 2026 la Segreteria generale ha invece evidenziato che il ricorso riguardava il solo diritto soggettivo del Consigliere, non un atto deliberativo della Regione. Nonostante ciò, la Regione si è costituita, ma la costituzione è stata poi dichiarata inammissibile dalla sentenza del 2 maggio 2026.

Abbiamo chiesto se esista una corrispondenza tra Presidenza e Avvocatura sull’opportunità della costituzione (ed eventualmente di renderla disponibile) e perché l’Avvocatura non abbia mai risposto alla lettera del 12 marzo 2026.

Il Presidente Testolin, premettendo di non aver partecipato alla deliberazione (la DGR 346 del 2026) per incompatibilità e di agire da “mero lettore”, ha indicato che esiste una nota dell’Avvocatura richiesta dalla Giunta in vista del 27 marzo 2026, accessibile ai sensi dell’art. 116 del regolamento interno. Quanto alla lettera del 12 marzo, l’Avvocatura ha ritenuto che la richiesta non rientrasse nel diritto di accesso dei consiglieri e, non ritenendo corretto interloquire con una parte in causa, ha contattato i legali dei ricorrenti rilevando l’irritualità della richiesta.

Chiara ha osservato che una risposta, anche solo di diniego, sarebbe stata doverosa per correttezza, e che l’interpellanza non chiedeva della delibera (cui il Presidente non ha partecipato) ma della corrispondenza precedente sull’opportunità della costituzione. Ha sottolineato che è stata coinvolta l’intera istituzione regionale per una difesa di fatto personale, relativa a un diritto soggettivo dichiarato inesistente. Ha richiamato la sentenza del Tribunale, che ha escluso un interesse qualificato della Regione e respinto la richiesta di rimettere la norma alla Corte costituzionale, ribadendo il valore del divieto di terzo mandato come strumento di ricambio democratico.

Modalità di designazione dei rappresentanti delle associazioni ambientaliste nel Comitato regionale per la gestione venatoria e garanzie di rappresentanza (Chiara) 🎥 Guarda e ascolta l’intervento di Chiara sulla Mediateca ConsVdA

Chiara ha richiamato la deliberazione di Giunta 328 del 27 marzo 2026, con cui è stato rinnovato il Comitato regionale per la gestione venatoria. Ha evidenziato che su 17 componenti ben 11 rappresentano il mondo venatorio, mentre le associazioni ambientaliste dispongono di un solo rappresentante, come anche le organizzazioni agricole.

Ha confrontato l’assetto valdostano con modelli più equilibrati, citando Toscana e Piemonte, dove agricoltori, cacciatori, ambientalisti ed enti locali hanno composizioni più bilanciate. Ha chiesto chiarimenti sui criteri di designazione in caso di mancata candidatura condivisa delle associazioni ambientaliste e se la Giunta intenda promuovere una revisione della composizione o delle modalità di nomina.

L’Assessora Girod ha richiamato la legge regionale 64/1994, che prevede un solo rappresentante delle associazioni ambientaliste nel Comitato. Nel caso concreto, con lettera del 4 febbraio 2026, le associazioni hanno indicato un nominativo condiviso, quindi non si è posta la necessità di scelta tra candidature diverse. La normativa prevede che, in caso di più candidature, il rappresentante sia designato dall’Assessore all’agricoltura tra i nominativi proposti, ma non stabilisce criteri puntuali. L’Assessora ha ritenuto “abbastanza sufficiente” (sic) l’attuale composizione per un organismo dedicato all’organizzazione venatoria, dichiarando comunque disponibilità a valutare proposte di miglioramento della legge.

Chiara ha replicato che la risposta non scioglie il nodo dei criteri oggettivi in caso di assenza di candidatura condivisa e ha giudicato insufficiente una rappresentanza ambientalista di 1 su 17 in un organismo così sbilanciato. Ha sollecitato una riflessione di sistema sulla governance faunistico-venatoria e sul pluralismo degli interessi rappresentati.

 

Stato di completamento, criticità e prospettive di sviluppo del Parco archeologico di Saint-Martin-de-Corléans (Andrea, Eugenio) 🎥 Guarda e ascolta l’intervento di Chiara sulla Mediateca ConsVdA

Andrea ha riportato all’attenzione del Consiglio regionale il tema del completamento del MegaMuseo di Saint-Martin-de-Corléans, definendolo una delle principali infrastrutture culturali della Valle d’Aosta e un’eccellenza dal punto di vista scientifico, culturale e turistico.

Ricordando che il sito, scoperto nel 1969, rappresenta uno dei più importanti complessi megalitici d’Europa e ospita il più grande sito archeologico coperto del continente, Andrea ha evidenziato il grande lavoro svolto dal direttore, dalle archeologhe e dagli archeologi, dai tecnici e da tutto il personale del museo. Proprio in ragione di questo valore, ha ritenuto necessario chiedere chiarimenti sulle parti dell’opera ancora incompiute.

L’interpellanza ha posto l’attenzione sul mancato completamento dell’area sud, sulle criticità manutentive segnalate da anni e sulla mancata fruizione di alcuni spazi pubblici, in particolare della copertura dell’area nord, concepita come una piazza urbana ma ancora interessata dalla presenza di recinzioni e delimitazioni di cantiere.

L‘Assessore Erik Lavevaz ha risposto che i lotti 1 e 2 dell’area nord possono considerarsi ultimati, pienamente agibili e funzionali. Ha tuttavia confermato la presenza di opere residue non comprese nei lotti funzionali, tra cui la pavimentazione della copertura, la definizione delle destinazioni d’uso di alcuni volumi e il completamento del blocco sud. Per la copertura dell’area nord è stato annunciato un intervento di completamento con rimozione delle recinzioni provvisorie e rifacimento dei percorsi esterni.

Per l’area sud, l’Assessore ha confermato criticità legate alle infiltrazioni e alla copertura vetrata della cosiddetta “lanterna”, riconducibili anche a irregolarità esecutive che avevano portato alla risoluzione del contratto con l’impresa appaltatrice. Ha inoltre precisato che l’eventuale completamento dell’area sud non è attualmente programmabile, poiché subordinato al completamento delle indagini archeologiche e alla disponibilità di importanti risorse finanziarie.

Nella replica, Andrea si è dichiarato soddisfatto del quadro più chiaro emerso dalla risposta, ma ha ribadito la necessità di intervenire almeno sulle criticità più evidenti. In particolare, ha richiamato la situazione del lotto sud, dove una porzione di facciata prospiciente il marciapiede di via Saint-Martin-de-Corléans presenta da anni pannelli di rivestimento mancanti, trasmettendo un’immagine di incompiutezza. Pur comprendendo la complessità degli interventi futuri, ha chiesto che si proceda quanto prima almeno alla risoluzione delle problematiche di sicurezza e decoro e ha espresso preoccupazione per l’assenza di interventi programmati sul complesso nel Programma delle opere pubbliche, auspicando che il MegaMuseo possa finalmente esprimere pienamente il proprio valore culturale, scientifico e urbano.

 

Il rincaro dei costi dei bus mette in difficoltà le istituzioni scolastiche ed educative (Eugenio, Andrea) 🎥 Guarda e ascolta l’intervento di Chiara sulla Mediateca ConsVdA

Negli anni post-pandemici i costi dei trasporti su autobus per i viaggi d’istruzione sono più che raddoppiati (un trasferimento Aosta-Saint-Barthélemy citato passato da 200 a 500 euro). Secondo l’Osservatorio Gite Scolastiche di Skuola.net, quasi metà degli studenti (44% in Italia, oltre 30% in VdA) rinuncia ai viaggi d’istruzione per ragioni economiche e il costo medio supera ormai le disponibilità del ceto medio. Il MIM ha previsto il Bonus gite scolastiche (fino a 150 euro per studente, ISEE entro 20.000 euro) per le secondarie statali di secondo grado.

Eugenio ha chiarito che tali aumenti molto importanti dei costi per i noleggi dei Bus sono solo parzialmente spiegabili dalla Pandemia, dall’aumento dei costi del carburante e dal costo del lavoro. La pandemia è finita e gli altri aumenti di costo non sembrano giustificare l’entità degli aumenti.

Una forte richiesta di aiuto è arrivata dal Convitto regionale Federico Chabod che fa del proprio Piano dell’offerta formativa un grande motivo di attrazione per gli studenti valdostani.

Nell’interrogazione si chiedeva se la Giunta sia a conoscenza del fenomeno e delle ricadute su scuole e Convitto, se siano state fatte analisi sulle ragioni di aumenti che i soli fattori di costo non sembrano giustificare, quali iniziative di sostegno intenda intraprendere e quali dati e criticità sull’uso del Bonus gite in Valle d’Aosta.

L’assessore Lavevaz ha confermato la complessità congiunturale (costi energetici, carenza di autisti, corse sostitutive per l’elettrificazione ferroviaria). Sul versante scolastico ha riferito che già dal 2025 Regione e Soprintendenza hanno istituito appositi fondi (fino a 50.000 euro per le istituzioni comprensive e altrettanti per le secondarie di secondo grado), riproposti nel 2026 e risultati interamente utilizzati. La Soprintendenza copre inoltre le trasferte per le eccellenze (olimpiadi di matematica, filosofia). Il Bonus gite ministeriale non ha trovato applicazione in Valle d’Aosta perché si è scelto di abbattere i costi alla fonte con il contributo diretto alle scuole.

Eugenio si è detto parzialmente soddisfatto delle risposte. Ha ribadito la natura di “stimolo” dell’iniziativa per comprendere meglio il fenomeno anche per migliorare il potere contrattuale della Regione nella formulazione dei capitolati d’oneri degli appalti. Ha, inoltre, evidenziato il rischio che alle gite, veri momenti formativi e di socialità, accedano solo le famiglie più abbienti. Ha chiesto di valutare un ampliamento dei fondi sulla base delle richieste. Ha infine sollecitato l’estensione del sostegno anche al Convitto Federico Chabod, la cui offerta educativa, in particolare per la primaria, ha permesso in pochi anni di raddoppiare gli iscritti.

 

Valorizzazione degli spazi incompiuti dell’ex-cotonificio Brambilla di Verrès (Andrea) RINVIATA

La riforma della disabilità sembra per ora restare sulla carta (Eugenio) RINVIATA

Introduzione del “codice argento” nel Pronto soccorso dell’Ospedale regionale per la presa in carico dei pazienti anziani fragili (Chiara) RINVIATA

Stato e prospettive dei programmi di screening oncologico per la popolazione femminile e continuità della prevenzione oltre le soglie di età previste (Chiara) RICHIESTA RISPOSTA SCRITTA

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