Legge di manutenzione dell’ordinamento regionale per il 2026
L’Aula ha approvato la legge di manutenzione dell’ordinamento regionale per il 2026, un provvedimento tecnico che, di norma, interviene su disposizioni legislative regionali per aggiornarle, correggerle e renderle più coerenti con le normative sopravvenute. Tuttavia spesso nelle pieghe della legge (la cosiddetta Omnibus) si trovano scelte politiche, disposizioni che non hanno un granché di tecnico ma introducono cambiamenti e modifiche che sono frutto di una visione politica. Chiara, annunciando il nostro voto di astensione, ha precisato: «Su alcuni articoli esprimiamo un giudizio positivo, in particolare quelli che semplificano le procedure e aggiornano la terminologia ormai desueta. Altre disposizioni, però, vanno oltre la semplice manutenzione tecnica e introducono scelte politiche, come le modifiche in materia di espropriazioni e proroga dei titoli abilitativi: su temi che riguardano ambiente e governo del territorio riteniamo necessario evitare automatismi. Si conferma inoltre la tendenza a trasferire la disciplina dalla legge all’amministrazione, processo che, secondo noi, dovrebbe essere accompagnato da trasparenza e indirizzo politico. Siamo invece favorevoli alle modifiche sull’ordinamento del Corpo valdostano dei vigili del fuoco, coerenti con gli emendamenti da noi presentati durante la discussione della legge approvata a marzo 2026, perché recepiscono le indicazioni dello Stato sulla difesa civile – che è materia dello Stato – e rendono strutturali le convenzioni con il Ministero. Sul tema della previdenza, che riguarda sia questo Corpo sia quello Forestale, abbiamo depositato un ordine del giorno affinché si garantisca la copertura finanziaria necessaria all’attuazione della norma statutaria.» L’ordine del giorno è stato respinto dalla maggioranza e votato da tutti i gruppi di opposizione.
Bilancio 2025 della gestione straordinaria del Casino
È stato inoltre approvato il bilancio al 31 dicembre 2025 della gestione straordinaria della Casa da gioco di Saint-Vincent, documento che fotografa la situazione economico-finanziaria della gestione commissariale del Casinò. Ci siamo astenuti.
Piano regionale per la qualità dell’aria 2025-2031
Il Consiglio ha inoltre approvato il Piano regionale per la qualità dell’aria 2025-2031. Abbiamo riconosciuto il valore strategico di questo strumento per la tutela della salute e dell’ambiente, affrontandone l’esame con spirito costruttivo e presentando 17 emendamenti per renderlo più coerente con gli obiettivi regionali di decarbonizzazione, rafforzare la rete elettrica, evitare investimenti destinati a diventare rapidamente obsoleti e migliorare la programmazione energetica. Tutte le nostre proposte sono state respinte, facendo perdere l’occasione di costruire un Piano più condiviso, coerente e ambizioso. Intervenendo in discussione generale Chiara ha definito il documento frutto di «un lavoro accurato e solido sotto il profilo tecnico, ma che potrebbe essere ancora più ambizioso. Per noi la qualità dell’aria non è solo una questione di rispetto dei parametri normativi, ma riguarda la salute pubblica, la tutela dell’ambiente e, più in generale, la qualità della vita delle persone. È vero che la Valle d’Aosta non è sottoposta a procedure di infrazione, ma riteniamo si possa andare oltre il minimo richiesto dalla normativa europea, anche alla luce dei limiti previsti per il 2030 e dell’obiettivo strategico, fissato anni fa, di rendere la Valle d’Aosta una regione fossil fuel free entro il 2040. In quest’ottica, gli emendamenti depositati non rappresentano modifiche ideologiche o pretestuose, ma interventi capaci di accompagnare realmente la regione nel percorso di decarbonizzazione e di miglioramento della qualità dell’aria, che per noi va di pari passo con il miglioramento della qualità della vita. Investire oggi in mobilità sostenibile, reti elettriche, innovazione industriale e infrastrutture coerenti con gli obiettivi di decarbonizzazione significa non solo ridurre l’esposizione della popolazione agli inquinanti atmosferici e migliorare la salute pubblica, ma anche evitare investimenti destinati a diventare rapidamente obsoleti, attrarre nuove opportunità di sviluppo e rafforzare la competitività del sistema economico regionale.» Dopo la bocciatura in blocco delle nostre proposte, Chiara in dichiarazione di voto si è detta sinceramente dispiaciuta della totale chiusura della maggioranza: alcuni emendamenti erano chiaramente espressione della nostra visione politica, assai diversa da quella della maggioranza e anche di altri gruppi di opposizione, ma la maggior parte delle modifiche poggiava su semplici ragionamenti di buon senso e puntava sul rendere più coerente il Piano aria rispetto ad altri strumenti di pianificazione regionale. Abbiamo inviato un comunicato agli organi di informazione per documentare quanto accaduto e stigmatizzare l’atteggiamento della Giunta e della maggioranza nel suo complesso.
🔖 COMUNICATO STAMPA DI APPROFONDIMENTO
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Legge per la regolare erogazione dei Livelli essenziali di assistenza
Infine è stata approvata la legge urgente per la regolare erogazione dei Livelli essenziali di assistenza (LEA) nella sanità pubblica, con l’obiettivo di garantire la continuità dei servizi sanitari e affrontare alcune criticità organizzative del sistema sanitario regionale.
Eugenio ha evidenziato come il disegno di legge risponda all’esigenza di garantire la continuità del Servizio sanitario regionale, attraverso il rifinanziamento dell’Azienda USL, modifiche organizzative del sistema sanitario, interventi in ambito socioassistenziale e l’aggiornamento di diverse leggi regionali. Ha spiegato che il gruppo ha analizzato puntualmente il testo, confrontandolo con la normativa vigente e con il dibattito svolto in V Commissione, ritenendo opportuno esprimere un giudizio differenziato sui singoli articoli.
Pur riconoscendo la necessità del rifinanziamento dell’USL, Eugenio ha osservato che l’aumento della spesa sanitaria deriva da fattori strutturali, quali l’incremento dei costi del personale, dei farmaci, dei dispositivi medici e il mantenimento di servizi quali Case della comunità, Ospedale di comunità, elisoccorso notturno e rafforzamento della medicina territoriale. Per questo ha sostenuto che anche le risposte dovrebbero assumere un carattere strutturale, chiedendo una programmazione di medio-lungo periodo capace di garantire contemporaneamente sostenibilità economica, equilibrio finanziario e qualità dei servizi.
Ha espresso apprezzamento per alcune disposizioni, tra cui:
- Articolo 5, relativo al Registro nazionale degli arresti cardiaci extraospedalieri;
- gli interventi sulla formazione dei medici di medicina generale;
- l’aggiornamento della disciplina delle commissioni per l’invalidità civile;
- le norme sulla gestione finanziaria dei servizi dei Comuni e delle Unités des Communes.
Sull’articolo 6, concernente la deroga ai termini di approvazione dei documenti contabili dell’USL per il 2027, ha preso atto delle spiegazioni fornite dall’Assessore circa la necessità di attendere il consolidamento del quadro finanziario regionale, ma ha rilevato come la relazione illustrativa non chiarisca adeguatamente il riferimento alla “riperimetrazione delle risorse”, auspicando motivazioni più puntuali quando si introducono deroghe alla programmazione finanziaria ordinaria.
In conclusione, Eugenio ha evidenziato che il confronto con altre Regioni non ha fatto emergere particolari differenze nella tecnica legislativa, motivo per cui il gruppo non ha presentato emendamenti. Ha però sottolineato che la crescente difficoltà di assicurare la sostenibilità dei sistemi sanitari rappresenta una sfida comune che richiederà una riflessione politica più ampia. Ha quindi annunciato un voto favorevole sugli articoli ritenuti migliorativi, astensione su quelli giudicati poco chiari o non condivisibili e, coerentemente, astensione sul disegno di legge nel suo complesso.
L’Assessore Carlo Marzi ha ribadito che il disegno di legge costituisce un intervento straordinario reso necessario da una situazione eccezionale verificatasi nel 2026, caratterizzata da un disavanzo tecnico di circa 25 milioni di euro, dovuto alla crescita strutturale della spesa sanitaria. Ha spiegato che la Valle d’Aosta, grazie alla propria autonomia, finanzia direttamente il proprio sistema sanitario con risorse superiori a quelle che riceverebbe dallo Stato, ma deve comunque confrontarsi con dinamiche comuni a tutte le realtà italiane: aumento del costo del personale, dei farmaci, dei dispositivi sanitari e progressivo invecchiamento della popolazione.
Marzi ha respinto le accuse di scarsa programmazione, attribuendo l’attuale situazione alla concomitanza di diversi fattori: il ciclo elettorale del 2025, la conclusione dei finanziamenti straordinari del PNRR, l’incremento dei costi strutturali e i vincoli temporali che regolano l’approvazione dei bilanci dell’Azienda USL. Ha chiarito che il rinvio dei termini per il bilancio preventivo dell’USL deriva esclusivamente dalla necessità di disporre di un quadro finanziario regionale definitivo. L’Assessore ha inoltre ricordato che il finanziamento regionale destinato ai LEA è cresciuto da 255 milioni di euro nel 2019 a 351 milioni nel 2025, con una previsione di stabilizzazione tra 370 e 380 milioni di euro nei prossimi esercizi. Ha sottolineato come la Valle d’Aosta garantisca numerosi servizi aggiuntivi rispetto ai livelli essenziali di assistenza, tra cui rimborsi sanitari, trasporti, prestazioni specialistiche, ospedale di comunità, elisoccorso notturno e misure per l’attrattività del personale sanitario, evidenziando che tali servizi comportano costi permanenti. Nella replica finale ha ribadito che il provvedimento rappresenta una risposta urgente per garantire la continuità del sistema sanitario regionale, mentre le criticità strutturali – liste d’attesa, pronto soccorso, carenza di medici di medicina generale e pediatri – richiedono un lavoro costante di gestione e programmazione, più che soluzioni immediate. Ha infine sostenuto che il confronto politico debba distinguere tra le criticità quotidiane della sanità e la necessità di assicurarne la sostenibilità complessiva nel lungo periodo.
Tra iniziative nuove e rinviate dai precedenti consigli, avevamo 17 iniziative nostre iscritte all’ordine del giorno: 1 question time, 5 interrogazioni, 9 interpellanze e 2 mozioni (ne sono state discusse in totale 10)
INDICE INIZIATIVE
MOZIONI
- Indicazioni della Regione per l’operato di CVA (AVS) 🎥 Guarda e ascolta l’intervento di Chiara sulla Mediateca ConsVdA
- Tutela di specie vulnerabili della fauna alpina, criteri di gestione del monitoraggio faunistico e del calendario venatorio regionale (Chiara, Andrea, Eugenio) RINVIATA
QUESTION TIME
- Vertenza Cogne Acciai Speciali e posizione del Governo regionale (Chiara, Eugenio, Andrea) 🎥 Guarda e ascolta l’intervento di Chiara sulla Mediateca ConsVdA
INTERROGAZIONI
- Ritardo nella pubblicazione del Rapporto lupo 2025 e conferma del monitoraggio scientifico della specie (Chiara, Andrea) 🎥 Guarda e ascolta l’intervento di Chiara sulla Mediateca ConsVdA
- Perdurare dell’orario ridotto della biblioteca comprensoriale di Châtillon e tempistica per il ripristino del servizio ordinario (Chiara, Andrea) 🎥 Guarda e ascolta l’intervento di Chiara sulla Mediateca ConsVdA
- Confusione tra riuso degli indumenti e raccolta dei rifiuti tessili del nuovo servizio regionale (Chiara) 🎥 Guarda e ascolta l’intervento di Chiara sulla Mediateca ConsVdA
- Stato di attuazione e criticità del progetto di collegamento attraverso il Col Ranzola (Andrea, Chiara) 🎥 Guarda e ascolta l’intervento di Andrea sulla Mediateca ConsVdA
- Aggiornamento sullo stato di attuazione del progetto Maison de la Montagne (Andrea) RINVIATA
INTERPELLANZE
- Valorizzazione degli spazi incompiuti dell’ex-cotonificio Brambilla di Verrès (Andrea) 🎥 Guarda e ascolta l’intervento di Andrea sulla Mediateca ConsVdA
- “Riforma della disabilità sembra per ora restare sulla carta” e “La riforma della disabilità, questa sconosciuta” (Eugenio) 🎥 Guarda e ascolta l’intervento di Eugenio sulla Mediateca ConsVdA
- Introduzione del “codice argento” nel Pronto soccorso dell’Ospedale regionale per la presa in carico dei pazienti anziani fragili (Chiara) 🎥 Guarda e ascolta l’intervento di Chiara sulla Mediateca ConsVdA
- Stato delle ricerche e valorizzazione degli insediamenti protostorici attribuiti alla popolazione dei Salassi (Eugenio, Chiara) RINVIATA
- Nuova palestra ad Aosta (Eugenio, Andrea) RINVIATA
- Progetto di un Bike Park al Col de Joux (Chiara, Andrea) RINVIATA
- Aggiornamento delle Linee di indirizzo regionali per la ristorazione scolastica (Andrea, Chiara) RINVIATA
- Sistema regionale di sostegno all’attività agonistica di rilievo nazionale (Eugenio) RINVIATA
MOZIONI
Indicazioni della Regione per l’operato di CVA (AVS) 🎥 Guarda e ascolta l’intervento di Chiara sulla Mediateca ConsVdA
La definizione della politica energetica della Compagnia Valdostana delle Acque (CVA) rappresenta un pilastro fondamentale per il futuro socio-economico e ambientale della Valle d’Aosta. Con l’avvicinarsi della scadenza di 29 delle 32 concessioni idroelettriche attualmente in capo alla società partecipata regionale, è in gioco la stessa tenuta dell’azienda. La Regione si è posta obiettivi ambiziosi: il traguardo del Fossil Fuel Free entro il 2040 (approvato all’unanimità dal Consiglio regionale il 18 dicembre 2018) e l’incremento di 328 MW di potenza da fonti rinnovabili entro il 2030 stabilito dal decreto aree idonee del 21 giugno 2024. Per raggiungere tali standard, l’azione di CVA deve essere incisiva, trasparente e discussa in sede di commissione consiliare competente, soprattutto in vista dell’imminente rinnovo dei vertici societari previsto per la fine di luglio.
L’impegno della mozione chiede al Presidente della Regione di esaminare e valutare, in seno alla quarta Commissione consiliare, le linee di indirizzo e le indicazioni strategiche che la Regione intende fornire ai nuovi amministratori di CVAdi prossima nomina. Il Presidente della Giunta ha dichiarato l’astensione, definendo l’iniziativa eterogenea per aver mescolato gli obiettivi ambientali in parte condivisibili con dinamiche di governance societaria. Ha detto che la transizione energetica è già sostenuta da azioni concrete del Governo (efficientamento di edifici pubblici, mobilità pulita e i progetti di revamping delle centrali di Hône e Chavonne per rispondere al decreto aree idonee senza deturpare il paesaggio con un eccesso di pannelli solari). Sotto il profilo tecnico-giuridico, secondo il Presidente, CVA non è soggetta ad attività di direzione e coordinamento da parte di Finaosta o della Regione. Riguardo ai ritardi delle nomine dei vertici, ha precisato che l’iter è legato ai tempi di approvazione del bilancio societario.
Chiara ha difeso la coerenza della mozione, giudicando debole la replica del Presidente e poco responsabile la scelta di astenersi, in un momento in cui c’è grande subbuglio su CVA. La tesi secondo cui la Regione non possa fornire indicazioni a CVA a causa della quotazione sul mercato finanziario non è condivisibile. Richiamando il parere legale del prof. Caruso depositato nella scorsa legislatura, Chiara ha ricordato che l’assenza storica di un’attività di indirizzo non equivale a un’impossibilità giuridica di esercitarla. Ha evidenziato come l‘incertezza sul bilancio e il conseguente rinvio delle nomine dei vertici derivino proprio da un deficit di supervisione da parte del socio pubblico. Sul fronte ambientale, ha definito anacronistica la resistenza verso il fotovoltaico sui tetti censito dal Piano Energetico Regionale (PEAR), avvertendo che l’eccessivo sfruttamento dei corsi d’acqua in un’epoca di crisi idrica e climatica globale non è più sostenibile.
La mozione è stata quindi mantenuta per il voto, con l’ammonimento che il persistente rifiuto del confronto in Commissione rischia di arrecare gravi danni al patrimonio pubblico regionale. È stata respinta con 30 voti di astensione e 3 voti favorevoli.
QUESTION TIME
Vertenza Cogne Acciai Speciali e posizione del Governo regionale (Chiara, Eugenio, Andrea) 🎥 Guarda e ascolta l’intervento di Chiara sulla Mediateca ConsVdA
La principale realtà industriale della Valle d’Aosta, che impiega circa 1.200 dipendenti oltre all’indotto, attraversa una complessa crisi congiunturale legata al calo della domanda e alla concorrenza internazionale, che ha già comportato l’avvio della CIGS dal 31 maggio 2026 per 100 unità. La decisione aziendale di disdire unilateralmente il contratto integrativo ha causato la rottura delle relazioni sindacali e uno sciopero il 7 luglio 2026. A seguito di incontri separati del Governo con le parti e di un successivo tavolo il 13 luglio, abbiamo chiesto gli esiti dei colloqui intercorsi tra l’Assessorato e i vertici di Cogne Acciai Speciali S.p.A. (CAS), quale sia la linea della Giunta sulla disdetta unilaterale del contratto integrativo e quali azioni concrete si intendano promuovere per favorire una rapida e positiva soluzione della vertenza.
L’Assessore Bertschy ha confermato la rilevanza strategica del sito e ha precisato che la contrattazione è di esclusiva pertinenza delle parti economiche. Negli incontri istituzionali del 7 luglio (sindacati) e 10 luglio (azienda), la Giunta ha espresso una posizione netta: la competitività dello stabilimento non può essere perseguita comprimendo i diritti e il dialogo con i lavoratori. La proprietà ha rappresentato di aver effettuato aumenti di capitale e investimenti per 300 milioni di euro negli ultimi tre anni nonostante i bilanci in perdita, chiedendo flessibilità per il rilancio. La Regione interverrà mediante:
- Attivazione del programma GOAL per la profilazione e l’aggiornamento digitale dei lavoratori in CIGS entro la fine di luglio 2026.
- Sostegno a progetti di investimento, decarbonizzazione ed efficientamento energetico condizionati alla salvaguardia occupazionale e alla presentazione di un piano industriale trasparente.
- Partecipazione all’incontro del 21 luglio 2026 a Roma per monitorare l’evoluzione della vertenza in vista della scadenza delle trattative del 30 settembre 2026.
Chiara ha evidenziato il ruolo cruciale di mediazione che la Regione deve esercitare data la prossimità istituzionale del territorio. Ha infine raccomandato la massima vigilanza affinché il recupero della competitività aziendale non si realizzi a discapito della tutela e delle prerogative dei lavoratori.
INTERROGAZIONI
Ritardo nella pubblicazione del Rapporto lupo 2025 e conferma del monitoraggio scientifico della specie (Chiara, Andrea) 🎥 Guarda e ascolta l’intervento di Chiara sulla Mediateca ConsVdA
Dal 2020 l’Amministrazione pubblica annualmente il monitoraggio sistematico della specie sul territorio regionale, strumento essenziale per la coesistenza antropica e zootecnica. Le precedenti edizioni venivano divulgate entro il mese di giugno, mentre la relazione per l’annualità 2025 non risulta ancora accessibile.
È stato chiesto di conoscere le motivazioni formali del differimento della pubblicazione, i termini previsti per la divulgazione del report 2025 e se il monitoraggio scientifico resterà la base d’azione prioritaria per le future strategie regionali di gestione faunistica.
L’Assessora ha parlato di “ritardo presunto” dicendo che non c’è un termine fisso. Lo slittamento tecnico è derivato dalla necessità della Struttura flora e fauna di anticipare in primavera le analisi genetiche sui campioni del 2026, posticipando la chiusura della campagna 2025 (che conta oltre 1.000 campioni analizzati dal 2019). L’elaborazione del testo si concluderà entro la fine di luglio 2026 per la successiva pubblicazione. Sul Rapporto come base per le future scelte è stata piuttosto vaga. Chiara ha contestato la tesi del ritardo “presunto”, rilevando come le precedenti relazioni fossero costantemente pubblicate entro la fine di giugno. Ha espresso forte preoccupazione per la mancanza di delucidazioni sulle criticità organizzative e ha paventato il rischio che la carenza temporanea di dati scientifici validati coincida con la volontà, manifestata dall’Assessora, di adottare politiche faunistiche maggiormente interventistiche, che dovrebbero invece poggiare su rigorose basi oggettive e non su valutazioni empiriche.
Perdurare dell’orario ridotto della biblioteca comprensoriale di Châtillon e tempistica per il ripristino del servizio ordinario (Chiara, Andrea) 🎥 Guarda e ascolta l’intervento di Chiara sulla Mediateca ConsVdA
A causa della conformazione strutturale multipiano dell’immobile della biblioteca comprensoriale di Châtillon, le norme di sicurezza impongono la presenza contemporanea di almeno tre addetti per assicurare l’evacuazione degli utenti con disabilità in caso di emergenza. Tale vincolo ha forzato una contrazione dell’orario di apertura a 24 ore settimanali. Nell’assestamento di bilancio 2025 erano stati stanziati 700.000 euro per interventi di adeguamento antincendio e accessibilità dell’auditorium. È stato chiesto se persistano le cause restrittive del servizio, quali interventi strutturali supplementari siano programmati, la tempistica certa per il ripristino dell’orario ordinario e lo stato di avanzamento complessivo dei lavori. L’Assessore ha risposto che i lavori sono stati aggiudicati a marzo 2026 e avviati l’11 maggio 2026, con conclusione contrattuale tassativa fissata al 17 dicembre 2026. Le risorse finanziarie saranno incrementate di ulteriori 100.000 euro nel prossimo assestamento. Tra le opere avviate figurano:
- Adeguamento alla prevenzione incendi e accessibilità dell’auditorium ipogeo.
- Sostituzione del montascale del secondo piano con una rampa autonoma e rifacimento dei servizi igienici al primo e secondo piano.
- Installazione di porte REI e ridistribuzione degli infissi per realizzare una bussola d’ingresso al piano terreno.
L’orario sarà ampliato dopo il collaudo e l’aggiornamento dei piani di evacuazione, sebbene il ritorno alle aperture storiche sia vincolato alla carenza di organico, che riguarda anche la biblioteca di Aosta, per la quale si è attivata una convenzione con l’Unité des Communes valdôtaines Valdigne-Mont-Blanc.
Chiara ha ripercorso l’iter storico della vicenda, ricordando come il tema sia oggetto di continui rinvii e impegni disattesi dal 2019. Pur accogliendo positivamente l’avvio dei cantieri igienico-strutturali e auspicando una riapertura effettiva per l’inizio del 2027, ha criticato la gestione del personale, sollecitando l’indizione di concorsi specifici per bibliotecari professionisti anziché il ricorso sistematico a graduatorie generiche di livello C2.
Confusione tra riuso degli indumenti e raccolta dei rifiuti tessili del nuovo servizio regionale (Chiara) 🎥 Guarda e ascolta l’intervento di Chiara sulla Mediateca ConsVdA
A seguito del cambio di gestore del servizio di raccolta, affidato tramite bando di gara a Humana People to People Italia, sul territorio regionale è iniziata la sostituzione dei cassonetti blu con i nuovi contenitori verdi. Un comunicato dell’Amministrazione del 17 giugno 2026 chiariva che nei dispositivi è ammesso il conferimento di indumenti usati e di rifiuti tessili usurati o strappati. Al contrario, la messaggistica e la cartellonistica apposte sui cassonetti risultano focalizzate esclusivamente sul riuso etico degli abiti, ingenerando disorientamento tra l’utenza. È stato chiesto se la comunicazione del gestore sia coerente con le linee programmatiche regionali, se si prevedano integrazioni grafiche sui contenitori e se sia configurato un sistema di monitoraggio sui flussi e sulla qualità dei materiali raccolti per scongiurare il conferimento del tessile nel rifiuto indifferenziato. L’Assessore ha descritto l’attuale fase come transitoria e finalizzata a garantire la continuità del servizio coordinato tramite la società Enval. I criteri operativi sono stati esaminati dal tavolo tecnico permanente istituito con delibera di Giunta regionale n. 374 del 2023. È in corso una radicale revisione e integrazione della cartellonistica che prevede:
- Inserimento obbligatorio della dicitura “rifiuti tessili”.
- Rimozione del logo per il “5×1000”, agendo il gestore come operatore economico e non come Onlus.
- Apposizione dei loghi ufficiali della Regione e di Enval.
Il monitoraggio dell’efficacia è garantito dalle clausole di gara, che impongono l’esecuzione di analisi merceologiche periodiche (almeno una per ogni Sub-ATO), l’invio di report statistici mensili e la verifica puntuale delle percentuali di recupero e scarto tessile. Chiara ha ricordato che una criticità analoga era già stata sollevata e risolta nel 2022 tramite l’adeguamento dei vecchi contenitori. Ha espresso soddisfazione per l’annuncio dei correttivi cartellonistici in via di implementazione, reputandoli essenziali per impedire che scarti non riutilizzabili vengano erroneamente gettati nel secco indifferenziato. Ha concluso riservandosi di monitorare i futuri esiti delle indagini merceologiche per verificare il reale incremento quali-quantitativo della raccolta differenziata.
Stato di attuazione e criticità del progetto di collegamento attraverso il Col Ranzola (Andrea, Chiara) 🎥 Guarda e ascolta l’intervento di Andrea sulla Mediateca ConsVdA
Abbiamo chiesto un aggiornamento sul progetto di collegamento tra Brusson e Gressoney-Saint-Jean attraverso il Col Ranzola, richiamando le numerose iniziative consiliari già presentate nella scorsa legislatura e sottolineando come, a distanza di oltre due anni dall’individuazione dell’intervento tra quelli finanziati con il Fondo per lo sviluppo delle montagne italiane (FOSMIT), permangano rilevanti elementi di incertezza sulla natura dell’opera e sul suo iter progettuale.
L’Assessore ha comunicato che il Progetto di fattibilità tecnico-economica (PFTE) è stato consegnato nel luglio 2025 e che l’intervento viene oggi definito come una nuova viabilità poderale intercomunale, con finalità agro-silvo-pastorali, turistiche e di protezione civile. Ha inoltre illustrato lo stato delle procedure autorizzative, precisando che la variante urbanistica è stata esclusa dalla VAS, ma che dovranno ancora essere acquisiti numerosi pareri ambientali, paesaggistici, archeologici e idrogeologici. Il cronoprogramma prevede l’approvazione del PFTE entro la fine del 2026, la progettazione esecutiva nel 2027 e l’avvio dei lavori nel 2028.
Nella replica Andrea ha evidenziato come il PFTE sia stato consegnato con oltre un anno di ritardo rispetto al cronoprogramma contenuto nel Documento di indirizzo alla progettazione. Ha inoltre ripercorso le numerose definizioni attribuite nel tempo alla stessa infrastruttura – riqualificazione della strada intervalliva, pista poderale, poderale di collegamento, connessione intervalliva, collegamento ciclopedonale e collegamento escursionistico ciclopedonale – sottolineando che una simile oscillazione non rappresenta un semplice problema terminologico, ma testimonia la mancanza di una chiara impostazione progettuale. È stata infine ribadita la criticità di un iter ritenuto poco lineare, nel quale la definizione dell’opera e delle sue caratteristiche fondamentali è apparsa, fin dall’inizio, priva della necessaria chiarezza, nonostante si tratti di un intervento da oltre 5 milioni di euro.
INTERPELLANZE
Valorizzazione degli spazi incompiuti dell’ex-cotonificio Brambilla di Verrès (Andrea) 🎥 Guarda e ascolta l’intervento di Andrea sulla Mediateca ConsVdA
Andrea ha portato in Consiglio il tema degli spazi incompiuti dell’ex cotonificio Brambilla di Verrès, ricordando come il progetto di riconversione dell’ex stabilimento industriale, avviato alla fine degli anni Ottanta, prevedesse la realizzazione di una vera e propria cittadella della formazione e dei servizi, comprensiva di un auditorium da circa 400 posti. Nonostante il recupero del complesso sia stato completato tra il 2000 e il 2007, il seminterrato destinato ad auditorium e altri spazi collettivi è rimasto incompiuto e inutilizzato.
Abbiamo chiesto alla Giunta se intenda finalmente riprendere il progetto, quale priorità attribuisca all’intervento, se siano in corso confronti con il Comune e gli altri soggetti del territorio e se il completamento possa essere integrato con i lavori già programmati per lo studentato, sul quale la Regione continua a investire.
L’Assessore ha ricordato gli interventi di manutenzione, efficientamento energetico e adeguamento alla sicurezza già realizzati o in corso sul polo scolastico, confermando investimenti complessivi superiori a 12 milioni di euro, comprensivi dello studentato. Per quanto riguarda l’auditorium, ha spiegato che non esiste al momento una programmazione dell’opera, ritenendo necessario svolgere ulteriori verifiche tecniche e definire, insieme al Comune di Verrès, quale debba essere la futura funzione della struttura (scolastica, comunale o comprensoriale). Ha inoltre ricordato i sopralluoghi svolti nel 2024 e i confronti avviati con l’Amministrazione comunale.
Nella replica, Andrea ha evidenziato come emerga un dato politico inequivocabile: nel Programma regionale delle opere pubbliche non compare alcuna risorsa destinata al completamento dell’auditorium. Dopo oltre 25 anni dalla previsione originaria, parlare ancora di verifiche e interlocuzioni significa, di fatto, non avere assunto alcuna decisione. Ha inoltre sottolineato come il territorio – Comune, associazioni e realtà giovanili come Cittadella Bassa Valle e Youth Corner VdA – manifesti un’esigenza concreta di nuovi spazi culturali e aggregativi. In assenza di ostacoli tecnici o archeologici, il mancato completamento dell’auditorium non dipende da vincoli oggettivi, ma esclusivamente da una mancanza di volontà politica.
“Riforma della disabilità sembra per ora restare sulla carta” e “La riforma della disabilità, questa sconosciuta” (Eugenio) 🎥 Guarda e ascolta l’intervento di Eugenio sulla Mediateca ConsVdA
Eugenio ha richiamato il percorso di attuazione della riforma della disabilità prevista dalla legge delega n. 227/2021 e dal decreto legislativo n. 62/2024, ricordando che la sperimentazione valdostana precede l’entrata in vigore definitiva fissata al 1° gennaio 2027. Ha evidenziato come la riforma rappresenti un cambiamento culturale profondo, fondato sul progetto di vita personalizzato, sull’autodeterminazione della persona e sul superamento di un modello centrato esclusivamente sull’offerta dei servizi.
L’interpellanza ha posto l’attenzione sul rischio che una riforma innovativa rimanga poco conosciuta e quindi difficilmente esercitabile dalle persone interessate. Eugenio ha sottolineato come, dai confronti con famiglie, operatori, associazioni e persone con disabilità, emerga ancora una diffusa difficoltà nel comprendere le novità introdotte, conoscere i nuovi diritti e orientarsi nei percorsi previsti. Ha inoltre ricordato che molte persone con disabilità non appartengono ad alcuna associazione e rischiano quindi di non essere raggiunte dalle iniziative informative rivolte prevalentemente agli addetti ai lavori.
Nel merito ha chiesto chiarimenti sullo stato di attuazione della sperimentazione e, in particolare, sull’effettiva applicazione di alcuni strumenti centrali della riforma, quali:
- progetto di vita individuale;
- budget di progetto;
- accomodamento ragionevole;
- raccordo tra scuola, servizi e territorio;
- percorsi di deistituzionalizzazione;
- funzionamento dell’Unità di valutazione multidimensionale;
- ruolo del referente del progetto di vita;
- piano di informazione e formazione rivolto a famiglie, operatori e cittadini.
L’Assessore Carlo Marzi ha risposto illustrando il lavoro svolto dall’Amministrazione regionale, ricordando il percorso di coprogrammazione con associazioni e Terzo settore, la riorganizzazione dell’Assessorato attraverso l’integrazione tra sanità e politiche sociali e lo stanziamento di oltre 139 milioni di euro nel triennio 2026-2028, finanziati per oltre il 90% con risorse regionali. Ha evidenziato che la DGR n. 1418/2025 ha natura sperimentale e sarà progressivamente aggiornata, mentre il budget di progetto e il progetto di vita sono oggetto di approfondimenti tecnici finalizzati a garantirne flessibilità, personalizzazione e sostenibilità. Ha inoltre richiamato le iniziative formative e informative già realizzate, tra cui incontri pubblici, attività con le associazioni, il progetto “Io vado e mi progetto”, la collaborazione con l’Università della Valle d’Aosta e la predisposizione di un nuovo piano di comunicazione rivolto anche alle persone non inserite nel circuito associativo.
Nella replica finale Eugenio ha riconosciuto l’impegno dell’Assessorato e degli uffici, ma ha ribadito che la questione centrale non riguarda il numero delle iniziative o delle risorse impiegate, bensì la loro concreta efficacia. Ha osservato che molti operatori, famiglie e persone con disabilità continuano a manifestare incertezze sugli strumenti introdotti dalla riforma e che il rischio è quello di continuare ad applicare il nuovo impianto normativo secondo logiche del passato. Ha inoltre espresso preoccupazione per il possibile sbilanciamento verso una visione eccessivamente sanitaria a seguito dell’unificazione dei dipartimenti, sottolineando che il punto di partenza deve rimanere il progetto di vita e i desideri della persona. Ha concluso invitando la Giunta a verificare costantemente se la sperimentazione stia realmente traducendo i nuovi diritti in strumenti concretamente accessibili ed esigibili per tutti i cittadini, in vista della piena entrata in vigore della riforma nel 2027.
Introduzione del “codice argento” nel Pronto soccorso dell’Ospedale regionale per la presa in carico dei pazienti anziani fragili (Chiara) 🎥 Guarda e ascolta l’intervento di Chiara sulla Mediateca ConsVdA
Il progressivo invecchiamento della popolazione in Valle d’Aosta impone una profonda riflessione sulla riorganizzazione dei servizi di emergenza e urgenza, con particolare riferimento ai pazienti anziani e vulnerabili. La proposta, sostenuta nei mesi scorsi dalle organizzazioni sindacali dei pensionati, mira all’introduzione del cosiddetto “codice argento” presso il pronto soccorso dell’Ospedale Parini di Aosta. Tale percorso di triage dedicato consentirebbe ai pazienti over 75 in condizioni di fragilità complessiva — anche non strettamente emergenziale sotto il profilo clinico — di evitare lunghe e logoranti attese. Simili modelli organizzativi e assistenziali risultano già attivi o in fase di sperimentazione in diverse realtà ospedaliere italiane, tra cui il Mauriziano di Torino (avviato a marzo 2026), il Careggi di Firenze (con il codice d’argento dinamico), il San Giuseppe Moscati di Avellino, l’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena e il Carlo Re di Roma. È stato chiesto se sia stata esaminata la proposta di introduzione del codice d’argento, quale sia l’orientamento in merito, se siano stati avviati confronti con i promotori dell’iniziativa e se sia in programma una valutazione tecnica basata sul confronto con le altre esperienze attive. L’Assessore ha riferito che il confronto con i sindacati dei pensionati e le associazioni dei consumatori è costante, registrando un ultimo incontro sul tema in data 13 maggio 2026. Ha evidenziato che la vera sfida strategica consiste nel potenziare l’assistenza territoriale a monte dell’ospedale, riducendo gli accessi impropri al pronto soccorso, in quanto la realtà valdostana — caratterizzata da un unico presidio ospedaliero regionale — non consente l’applicazione di economie di scala replicando modelli tipici di grandi aree metropolitane. L’Assessore ha poi descritto l’attuale organizzazione e i servizi esistenti sul territorio:
- Il triage attuale valuta già l’età e la fragilità del paziente in fase di accettazione, assegnando codici colore con priorità specifica; nei primi sei mesi del 2026 sono stati assistiti oltre 200 over 75 con tempi medi di attesa per la prima visita entro le due ore, anche grazie all’introduzione del bed management;
- L’Unità di Valutazione Multidimensionale (UVMD) effettua valutazioni sociosanitarie integrate sul territorio per intercettare la fragilità a domicilio;
- L’Assistenza Domiciliare Integrata (ADI) è aumentata del 308% rispetto al periodo pre-pandemico, passando da 229 a 3.225 persone assistite;
- La riorganizzazione territoriale prevede strutture intermedie come case della comunità, aggregazioni funzionali territoriali, ospedali di comunità e la Centrale Operativa Territoriale (COT) per il raccordo ospedale-territorio.
L’Assessore ha infine concluso sottolineando che l’introduzione di ulteriori protocolli come il codice d’argento rischierebbe di sovraccaricare il personale e alterare i delicati equilibri di sostenibilità del sistema sanitario valdostano, ribadendo l’importanza dell’organizzazione complessa e silenziosa del sistema sanitario regionale. Chiara, pur accogliendo positivamente i dati relativi al potenziamento dell’ADI e riconoscendo l’enorme dedizione di tutto il personale del pronto soccorso, ha ribadito la necessità di uno strumento specifico per la fase di accoglienza ospedaliera. Riportando un’esperienza diretta di 18 ore di attesa vissuta nell’agosto dell’anno precedente per l’assistenza a un familiare, ha evidenziato come le criticità legate alle lunghe attese degli anziani nei locali di pronto soccorso restino concrete, specialmente nei periodi di forte calore estivo. Poiché l’accesso d’urgenza dovuto a eventi accidentali come le cadute non è eliminabile tramite la sola prevenzione territoriale, ha insistito affinché l’esperienza del codice d’argento non venga esclusa a priori ma adattata flessibilmente, prendendo a modello le implementazioni flessibili e dinamiche realizzate in contesti analoghi per migliorare la presa in carico dei soggetti più deboli.