Nella seduta mattutina del 25 marzo 2026, il Consiglio regionale ha concluso la discussione generale sul disegno di legge che contiene Disposizioni sull’ordinamento e sul funzionamento del Corpo forestale della Valle d’Aosta e sulla disciplina del relativo personale. Sul testo abbiamo presentato insieme a Lega e La Renaissance 22.  Chiara, nel suo intervento, ha evidenziato che «il disegno di legge, come quello sui vigili del fuoco discusso di recente, nasce da un percorso inizialmente condiviso con sindacati e membri del Corpo forestale, poi interrotto: le modifiche successive della maggioranza non sono state concordate e hanno inciso su punti fondamentali della legge. Il limite del testo è che non chiarisce sufficientemente il profilo del Corpo, anzi in alcuni punti lo indebolisce. I suoi componenti oltre a specifici compiti tecnici hanno le stesse qualifiche di ufficiali e agenti di polizia giudiziaria dei corpi nazionali e operano su un ampio spettro di reati, non solo ambientali, ma il provvedimento rischia di non valorizzare questa funzione. Per questo, con gli emendamenti depositati insieme ad altri gruppi, abbiamo chiesto di chiarire che la funzione di polizia giudiziaria del Corpo è generale e non settoriale. Un altro punto critico riguarda la gestione degli incendi boschivi: come evidenziato nella lettera dei sottufficiali forestali, ricevuta da tutto il Consiglio, il riferimento alle infrastrutture rischia di creare confusione e limitare l’ambito di intervento, complicando la catena decisionale e incidendo su tempestività ed efficacia. Critico è anche il punto sull’introduzione dei funzionari forestali: la novità, principale elemento caratterizzante del testo di legge, non è accompagnata da una definizione chiara di compiti, competenze e requisiti, rischiando di creare ruoli deboli. Gli emendamenti presentati, già bocciati in Commissione e ora riproposti, non sono certo ostruzionistici, ma proposte puntuali per migliorare il testo. La legge contiene vari elementi positivi che condividiamo, ma potrebbe essere più chiara, coraggiosa e condivisa, e soprattutto dovrebbe dare al Corpo forestale una identità più definita, all’altezza dei molteplici compiti, aumentati nel tempo, che devono essere affrontati anche attraverso una migliore declinazione della formazione.» Al termine del dibattito Chiara ha poi annunciato il voto di astensione: «Sono stati respinti tutti i nostri emendamenti, anche quelli che non avevano carattere ostruzionistico, ma erano finalizzati a migliorare alcuni aspetti del disegno di legge. L’Assessora Girod ha riconosciuto la validità di alcune proposte, rinviandone però la valutazione a futuri interventi normativi… ma la genesi di questo Dl, come ci ha ricordato, è durata ben 8 anni! Certe modifiche potevano essere sicuramente affrontate nel tempo e anche in queste ultime settimane. Rileviamo, ancora una volta, una scarsa disponibilità al confronto su proposte anche minimali, e questo ci dispiace: il miglioramento di un testo di legge può e deve passare anche dal contributo delle minoranze e dal lavoro delle Commissioni.»

Per questo consiglio avevamo depositato 10 iniziative, 1 question time, 3 interrogazioni, 5 interpellanze e 1 mozione (rinviata per mancanza di tempo). Eugenio era assente, le sue iniziative sono state rinviate al prossimo consiglio.

 

1) Question Time: Ritardi nei lavori ferroviari Ivrea-Aosta: cosa sta succedendo? (Andrea, Chiara)

2) Interrogazione: Mancanza attivazione della frequenza in modalità sincrona presso l’Università della Valle d’Aosta per i percorsi abilitanti dei docenti per l’anno accademico in corso (Andrea, Chiara) 

3) Interrogazione: Rimborsi per mobilità degli studenti e delle studentesse fuori Valle (Andrea, Chiara)

4) Interrogazione: Aggiornamento sui risultati del progetto “Lo sci per tutte le abilità” (Chiara, Andrea)

5) Interpellanza: Revisione delibera su smart working (Chiara, Andrea)

6) Interpellanza: Criticità del bando per i contributi alloggio per studenti universitari fuori sede (Chiara, Andrea)

7) Interpellanza: Stato dell’autonomia energetica della Valle d’Aosta (Chiara, Andrea)

8) Interpellanza: Stato dell’arte del DOCFAP per raddoppio binari della tratta ferroviaria Chivasso-Ivrea e raddoppi selettivi sulla Ivrea-Aosta (Chiara, Andrea)

9) Interpellanza: Disparità tra Comuni nella gestione dell’imposta di soggiorno per le locazioni turistiche(Andrea, Chiara)

 

Question Time: Ritardi nei lavori ferroviari Ivrea-Aosta: cosa sta succedendo? (Andrea, Chiara)

L’iniziativa trae origine dalla comunicazione dell’Assessorato alle Opere pubbliche relativa alla chiusura della strada regionale in località Grande Charrière (Saint-Christophe) dal 23 marzo al 31 dicembre 2026, per lavori connessi all’elettrificazione della linea ferroviaria. 

Andrea ha richiamato le assicurazioni di RFI, dell’Assessorato ai Trasporti e del Ministero, che indicano il completamento dei lavori entro il 30 giugno 2026, in coerenza con le scadenze vincolanti del PNRR. Il cronoprogramma del progetto di elettrificazione prevedeva infatti la conclusione dei lavori entro il primo semestre 2026, seguita da prove, verifiche e autorizzazioni entro fine anno. 

Andrea ha quindi chiesto se la nuova tempistica comunicata sia frutto di un errore oppure indichi un ritardo significativo.

L’Assessore Bertschy ha risposto che le tempistiche sono corrette e riferite a opere “sopra la linea”, ribadendo che RFI è responsabile dell’intervento e che vi è un monitoraggio costante per garantire il rispetto degli obiettivi, pur in presenza di criticità operative legate ai sottoservizi e alla complessità del cantiere.

In replica, Andrea ha evidenziato che l’intervento sul sovrappasso risulta inserito nel cronoprogramma complessivo dell’opera finanziata dal PNRR, e non può quindi essere considerato disgiunto. Ha inoltre segnalato uno slittamento delle tempistiche di circa un anno (da marzo 2025–marzo 2026 a marzo–dicembre 2026) e una conseguente compressione delle fasi finali. Ha infine sottolineato una criticità tecnica: la difficoltà di conciliare il collaudo del sovrappasso previsto entro dicembre 2026 con lo svolgimento, nello stesso periodo, delle prove ferroviarie sulla linea, evidenziando un potenziale problema di coerenza nella sequenza delle lavorazioni. Andrea ha quindi richiesto la pubblicazione di un cronoprogramma aggiornato, fase per fase, per verificarne la coerenza complessiva.

Interrogazione: Mancanza attivazione della frequenza in modalità sincrona presso l’Università della Valle d’Aosta per i percorsi abilitanti dei docenti per l’anno accademico in corso (Andrea, Chiara)

Con questa interrogazione abbiamo voluto richiamare la centralità dei percorsi abilitanti per il personale docente, fondamentali per l’accesso ai concorsi pubblici e l’immissione in ruolo, e le criticità già emerse nel 2025, quando il Consiglio regionale aveva più volte affrontato il tema. 

È stata ricordata la soluzione adottata nell’anno accademico 2024-2025, resa possibile anche dalla nota CRUI del 12 maggio 2025, che aveva consentito la frequenza in modalità sincrona presso l’Università della Valle d’Aosta, riducendo i disagi legati agli spostamenti, aggravati dalle criticità della tratta ferroviaria Aosta–Ivrea–Torino.

Abbiamo chiesto:

  • le motivazioni della mancata attivazione della modalità sincrona per il 2026;
  • se siano state avviate interlocuzioni con Ministero dell’Università, CRUI e altri enti;

L’Assessore Lavevaz ha precisato che:

    • il Ministero ha autorizzato i percorsi a fine gennaio 2026;
    • una nota ministeriale del 6 marzo 2026 ha invitato a favorire la frequenza presso sedi più vicine;
    • UniVdA e CIFIS hanno dato disponibilità a valutare la soluzione anche per il 2025-2026, subordinandola al numero di docenti coinvolti;
  • ad oggi non risultano richieste formali per attivare tale modalità.

Andrea ha evidenziato come i disagi siano già concreti: orari incompatibili con il lavoro, trasferte frequenti verso Torino, costi elevati, 120-180 ore di tirocinio concentrate e criticità nei trasporti. Ha segnalato episodi di aule sovraffollate, con persone in piedi e un recente caso di malore. Ha ribadito che la soluzione del 2025, seppur tardiva, era efficace e oggi non è ancora disponibile, sottolineando la necessità di un intervento urgente della Regione. Ha concluso richiamando l’importanza di investire nel capitale umano, criticando una gestione ancora legata a logiche di breve periodo.

Interrogazione: Rimborsi per mobilità degli studenti e delle studentesse fuori Valle (Andrea, Chiara

Abbiamo richiamato la normativa regionale su mobilità sostenibile e diritto allo studio, evidenziando che è previsto – anche senza presentazione di certificazione ISEE – un rimborso minimo del 25% dei titoli di viaggio acquistati per raggiungere le sedi di studio, con un ulteriore 10% legato ai crediti formativi. L’iniziativa nasceva anche a seguito della temporanea sospensione del portale regionale per l’accesso ai rimborsi e di segnalazioni di informazioni discordanti fornite agli studenti.

Abbiamo chiesto chiarimenti su:

  • eventuale obbligo dell’ISEE per accedere ai rimborsi;
  • coerenza delle informazioni fornite dagli uffici al pubblico;
  • modalità di comunicazione agli studenti;
  • tempistiche di riattivazione del portale.

L’Assessore Bertschy ha richiamato la DGR n. 51 del 23 gennaio 2026, che ha aggiornato il sistema, confermando:

  • rimborso fino al 35% complessivo anche senza ISEE;
  • attività informativa tramite sito regionale, canali tematici e collaborazione con l’Università della Valle d’Aosta;
  • riattivazione del portale dal 16 marzo 2026, a seguito di un processo di semplificazione con INVA.

Andrea ha accolto positivamente la riattivazione del portale, sottolineando però come l’interrogazione abbia chiarito pubblicamente le incertezze legate all’ISEE.. Ha evidenziato criticità nella comunicazione, ritenuta poco immediata e potenzialmente fuorviante, e ha sollecitato strumenti più accessibili, come infografiche e canali digitali diretti (whatsapp, social, …). Ha inoltre invitato a verificare la reale semplicità delle procedure e ribadito che la mobilità studentesca è parte integrante del diritto allo studio.

Interrogazione: Aggiornamento sui risultati del progetto “Lo sci per tutte le abilità” (Chiara, Andrea

L’interrogazione voleva fare il punto sul progetto “Lo sci per tutte le abilità”, che ha ricevuto finanziamenti statali e regionali significativi, terminato lo scorso anno ma che è comunque continuato attraverso altre iniziative analoghe Abbiamo quindi chiesto: 1) quali siano i principali dati di partecipazione al progetto (numero di persone con disabilità e relative persone accompagnatrici; 2) quali siano i principali dati di utilizzo e di gradimento relativi agli impianti di risalita, alle piste di sci alpino e di fondo e alle strutture ricettive coinvolti nel progetto; 3) quali infrastrutture e servizi siano stati effettivamente realizzati o attivati nell’ambito del progetto; 4) quali sono le valutazioni dell’Amministrazione regionale sul livello di accessibilità e fruibilità dell’offerta sciistica per le persone con disabilità, quali siano le eventuali criticità o ambiti di miglioramento emersi. L‘Assessore ha risposto che il progetto ha coinvolto 5 strutture e 6 partner, tra cui l’Office, l’Associazione Valdostana Maestri, l’Unione Guide di Alta Montagna e il Comitato di disabilità valdostana. Non ha fornito dati numerici precisi sulla partecipazione poiché non è stata fatta una rilevazione sul collegamento diretto tra partecipazione e progetto. L’iniziativa si è estesa a tutti i comprensori con politiche tariffarie specifiche. Lo strumento di riferimento è la Disability Card. Il 7% dei partecipanti era formato da persone con disabilità. Per lo sci alpino, i disabili hanno diritto a uno sconto del 50% sul biglietto intero; per i residenti l’abbattimento è del 50% sulla tariffa residenti (doppio sconto). Si è registrato un incremento del 18% degli skipass venduti; per l’estate 2025 l’affluenza è cresciuta del 48%. A Gressoney-Saint-Jean è stata realizzata una struttura accessibile con servizi igienici e spogliatoi, oltre a segnaletica e un maxi schermo informativo. Sono stati installati totem dedicati in vari comuni ed è stata attivata la sezione “turismo accessibile” sul sito VDA. I maestri di sci specializzati sono 165, formati anche nella comunicazione aumentativa alternativa. Nella replica Chiara ha sottolineato la necessità di superare il concetto di “giornate dedicate” per garantire un’inclusività reale e permanente basata sul “progetto di vita” della persona, sollecitando al contempo un monitoraggio più rigoroso dei dati per orientare le scelte future e l’estensione delle agevolazioni ai luoghi di cultura.

Interpellanza: Revisione delibera su smart working (Chiara, Andrea

Chiara ha ricordato che «la delibera 1167/2024, in vigore dal 1° gennaio 2025, limita la possibilità di ricorrere al lavoro agile e al lavoro da remoto ai soli dipendenti del comparto unico con contratto a tempo pieno. Una disposizione che penalizza in particolare le lavoratrici, che statisticamente ricorrono più spesso al part-time perché impegnate in attività di cura e assistenza a figli o familiari anziani. Considerato che con un ordine del giorno dell’allora gruppo PCP, approvato il 26 marzo 2025 con un emendamento del Presidente della Regione, era stato assunto l’impegno di verificare la possibilità di estendere lo smart working a tutto il personale regionale, chiediamo quale sia stato l’esito di questa verifica, in quali enti del comparto pubblico regionale i dipendenti part-time possano accedere al lavoro agile e con quali modalità, e se, nelle more della revisione del contratto del comparto unico, si intenda modificare la delibera per garantire maggiormente le pari opportunità.» Il Presidente della Regione ha risposto: «il lavoro agile non è un diritto del lavoratore, ma una modalità organizzativa che ogni ente può adottare e modulare secondo le proprie esigenze», e ha spiegato: «La verifica effettuata dal Comitato regionale per le politiche contrattuali (Corepoc) ha evidenziato diversi livelli di attuazione del lavoro agile negli enti del comparto unico, con regolamentazioni differenziate in ragione delle specifiche organizzazioni. Per quanto riguarda l’accesso simultaneo al lavoro agile e al part-time, con la Direttiva 2 del 7 agosto 2025, il Corepoc ha stabilito che anche i dipendenti con contratto a tempo parziale possano accedere al lavoro agile, rispettando il principio della prevalenza del lavoro in presenza e condizioni specifiche: percentuale di riduzione della prestazione non superiore al 25-30%, numero massimo di giornate settimanali di lavoro agile (due per il part-time orizzontale, uno per quello verticale), possibilità di deroghe per lavoratori con disabilità o con particolari esigenze familiari, e priorità ai lavoratori a tempo pieno laddove l’organizzazione dell’ente non consenta di garantire l’accesso a tutti.» Ha poi aggiunto che non si hanno informazioni precise sulla situazione degli altri enti del comparto unico. Ha poi aggiunto: “La contrattazione in corso, conforme alla Direttiva 2/2025, dovrebbe concludersi a breve, e l’accesso al lavoro agile ai lavoratori part-time che soddisfano le condizioni previste è già in fase di autorizzazione.» Chiara ha replicato: «Tra i vari punti elencati dal Presidente emerge che sono previste alcune deroghe, ma lo smart working è concesso prioritariamente ai lavoratori a tempo pieno. Stupisce che non siano disponibili dati, visto che l’ordine del giorno approvato nel 2025 prevedeva di verificare la possibilità di accesso al lavoro agile per tutto il personale del comparto unico. Ci interessa chiarire cosa sia effettivamente autorizzato: lo smart working per i part-time è previsto dal decreto legislativo 61/2000, che garantisce gli stessi diritti e opportunità dei lavoratori a tempo pieno. Auspichiamo che le autorizzazioni in corso comprendano anche i part-time, perché intercettare le esigenze di questa parte del personale sarebbe un segnale concreto e positivo, in un contesto in cui la Regione fatica ad attrarre lavoratori.»

Interpellanza: Criticità del bando per i contributi alloggio per studenti universitari fuori sede (Chiara, Andrea)

L’iniziativa muove dall’analisi della delibera n. 1.411 di ottobre 2025, che ha anticipato la scadenza per la richiesta di contributi alloggio al 19 dicembre 2025. Chiara ha evidenziato come tale modifica abbia generato criticità per molti utenti che, non essendo stati adeguatamente informati, sono rimasti esclusi. È stato chiesto se la Giunta intenda riaprire i termini, se sia possibile accettare l’ISEE 2026 per l’anno di transizione e se si preveda un adeguamento delle soglie all’inflazione, prendendo come riferimento l’incremento dell’1,4% previsto a livello nazionale per l’assegno unico. L’Amministrazione ha risposto che l’anticipazione mira a sincronizzare i bandi regionali con i tempi degli enti nazionali per il diritto allo studio, permettendo erogazioni più tempestive. Tecnicamente, non è possibile accettare l’ISEE 2026 per un bando in scadenza nel 2025 poiché, ai sensi del DPCM 159/2013, la DSU scade il 31 dicembre dell’anno di presentazione; inoltre, la soglia valdostana di 44.000 euro è già superiore ai 28.000 euro nazionali. La campagna informativa ha incluso il BUR n. 59 del 18 novembre, comunicati stampa e email di alert agli utenti degli anni precedenti. Chiara ha replicato criticando la rigidità amministrativa e suggerendo una proroga di un mese che avrebbe consentito agli studenti di scegliere tra l’ISEE 2025 e quello del 2026, particolarmente rilevante per i lavoratori autonomi i cui redditi possono variare sensibilmente. Ha infine proposto la valutazione di un bonus straordinario per gli esclusi, ribadendo che la mobilità studentesca è un investimento per l’intera comunità.

Interpellanza: Stato dell’autonomia energetica della Valle d’Aosta (Chiara, Andrea)

Chiara ha richiamato il percorso avviato dalla Regione con il voto unanime del 2018 verso l’obiettivo di una Valle d’Aosta fossil fuel free entro il 2040, poi declinato nella roadmap del 2021 e nel PEAR 2030. Ha sottolineato come tale obiettivo sia stato ribadito anche nel programma di legislatura e sia coerente con le potenzialità del territorio; ha anche ricordato che le recenti tensioni geopolitiche rendono strategica l’autonomia energetica regionale. Ha evidenziato una forte criticità: nonostante l’elevata produzione idroelettrica, la maggior parte dei consumi regionali è rimasta legata ai combustibili fossili, soprattutto nei settori trasporti, riscaldamento e industria, con un impatto rilevante sulle emissioni. Considerato inoltre il limite strutturale dello sfruttamento idrico e gli effetti del cambiamento climatico, ha sottolineato che è necessario puntare maggiormente su fotovoltaico e microeolico. L’interpellanza ha quindi posto richieste puntuali: dati sulla ripartizione dei consumi (per il 2019, il 2025 e le prospettive per il 2030), valutazione sull’adeguatezza delle politiche in atto rispetto all’obiettivo 2040, chiarimento sul ruolo della CVA, ritenuto poco orientato alla transizione energetica regionale. L’assessore ha riconosciuto la complessità del tema e la necessità di un approfondimento più ampio, anche in sede di commissione. Ha fornito i dati relativi al 2019: consumi per il 67% da fonti non rinnovabili e 33% da rinnovabili, con prevalenza di prodotti petroliferi (46%) e gas naturale (18%), seguiti da elettricità (21%) e biomasse (10%). Per quanto riguarda i dati più recenti, ha segnalato che il monitoraggio 2020–2024 non è ancora completato e sarà disponibile entro giugno 2026, mentre i dati 2025 arriveranno successivamente. Sugli obiettivi al 2030 ha confermato quelli già previsti dal PEAR, sottolineando però che il contesto internazionale e geopolitico ha inciso sulle condizioni di attuazione. Ha quindi rivendicato le misure messe in campo: investimenti su edilizia pubblica e privata, comunità energetiche, sostegno alle imprese, mobilità sostenibile (con incremento significativo delle domande per veicoli elettrici), trasporto pubblico e azioni di sensibilizzazione. L’approccio, ha affermato, è stato quello di accompagnare una trasformazione anche culturale, i cui effetti saranno valutati con i dati di monitoraggio. Chiara ha espresso insoddisfazione, soprattutto per l’assenza di dati aggiornati che impedisce un confronto concreto con il 2019, un limite serio rispetto all’obbligo di monitoraggio continuo previsto dal piano. Ha rilevato come i progressi nella decarbonizzazione siano stati finora insufficienti e che gli obiettivi al 2030 siano già di per sé poco ambiziosi rispetto al traguardo 2040. Ha inoltre sottolineato alcune lacune nella risposta: nessun chiarimento sull’incremento del fotovoltaico (a fronte di obblighi nazionali precisi) e sul ruolo della CVA. Ha ribadito la necessità di un’accelerazione nelle politiche energetiche, con scelte più incisive sia sul lato della produzione da rinnovabili sia su quello dei consumi, e con un maggiore coinvolgimento della comunità valdostana. Ha concluso evidenziando il rischio che la transizione energetica sia rimasta, allo stato attuale, più un obiettivo dichiarato che un percorso realmente in linea con i tempi necessari per raggiungerlo.

Interpellanza: Stato dell’arte del DOCFAP per raddoppio binari della tratta ferroviaria Chivasso-Ivrea e raddoppi selettivi sulla Ivrea-Aosta (Chiara, Andrea

L’interpellanza affronta nuovamente il tema del potenziamento della linea ferroviaria Chivasso-Ivrea-Aosta, già discusso nel Consiglio del 15 gennaio 2026, quando era stata respinta una mozione che impegnava le Regioni coinvolte ad attivarsi per il raddoppio della tratta. Tale decisione era stata giustificata dalla Giunta con l’avanzamento del Documento di fattibilità delle alternative progettuali (DOCFAP) previsto dal Protocollo di intesa dell’ottobre 2024 con RFI. Tuttavia, a distanza di oltre un anno, permane l’assenza del cosiddetto “quadro esigenziale”, che avrebbe dovuto essere disponibile entro metà 2025, e si registra una crescente preoccupazione per i ritardi, già evidenziata nell’incontro istituzionale del 28 febbraio 2026 a Ivrea.

Abbiamo chiesto alla Giunta di chiarire quali indicazioni siano state fornite sui contenuti del DOCFAP, a che punto si trovi la sua elaborazione e quando sarà reso disponibile. Ha inoltre domandato se siano state intraprese azioni congiunte con la Regione Piemonte per sollecitare RFI e quali iniziative concrete si intendano adottare per affrontare il raddoppio della linea.

L’Assessore Bertschy ha ripetuto che il Protocollo del 2024 rappresenta una base strategica e che la Regione ha operato principalmente attraverso un gruppo tecnico, fornendo dati e indicazioni sulle esigenze del territorio. In particolare, è stata sottolineata la necessità di una infrastruttura moderna, con miglioramenti legati al cadenzamento dei servizi, alla possibilità di incroci ferroviari più efficienti e alla prospettiva di utilizzo anche per il traffico merci. Il DOCFAP, pur non essendo direttamente redatto dalla Regione dovrebbe essere disponibile entro fine 2026. L’Assessore ha parlato di un’interlocuzione costante con la Regione Piemonte, con il Comune di Ivrea e con altri attori istituzionali, precisando tuttavia che i tempi dipendono da RFI, soggetto attuatore degli studi.

Chiara ha espresso insoddisfazione, rilevando una contraddizione tra le dichiarazioni di avanzamento e la mancanza di elementi concreti. Ha sottolineato che “non si può costruire un DOCFAP senza conoscere il quadro esigenziale”, documento a oggi secretato e non disponibile neppure alle Regioni. Ha inoltre richiamato informazioni contrastanti sui tempi, che arriverebbero fino a metà 2027, giudicando inaccettabile una tempistica così dilatata per un passaggio preliminare. Ha infine denunciato il rischio di un rallentamento complessivo dell’opera. Ci vogliono scadenze certe, maggiore trasparenza e un coinvolgimento reale degli enti e degli utenti, ribadendo l’urgenza di rispettare il termine di dicembre 2026 per l’elettrificazione della linea e anche per il Docfap.

Interpellanza: Disparità tra Comuni nella gestione dell’imposta di soggiorno per le locazioni turistiche (Andrea, Chiara)

Andrea ha richiamato il quadro normativo sull’imposta di soggiorno su suolo valdostano introdotto dalla l.r. 10/2023 e dalla DGR n. 1534/2024, evidenziando come tramite il portale del CELVA è stato attivato il servizio online 36.t, basato sulla modulistica FINES, e finalizzato al calcolo e al pagamento dell’imposta tramite pagoPA. Ha tuttavia sottolineato che il servizio non è adottato uniformemente: 26 Comuni su 74, tra cui Aosta, Châtillon, Courmayeur e Saint-Vincent, utilizzano sistemi alternativi.

Andrea ha evidenziato una criticità principale: la duplicazione (o triplicazione) degli adempimenti, in quanto i locatori devono inserire i medesimi dati su:

  • Alloggiati Web (Polizia di Stato),
  • piattaforma regionale ISTAT “Locazioni turistiche”,
  • sistemi comunali per l’imposta di soggiorno.

Ha richiamato il principio europeo del “once only”, rilevando l’assenza di interoperabilità tra i sistemi e la presenza di ulteriori oneri manuali anche con il sistema 36.t. Ha quindi chiesto:

  • le ragioni della mancata adesione di alcuni Comuni al sistema unificato;
  • se la Regione abbia promosso un confronto per l’uniformità delle procedure;
  • se sia prevista l’integrazione tra le piattaforme esistenti.

L’Assessore Grosjacques ha risposto evidenziando la presenza di 7.972 alloggi turistici e la forte eterogeneità del settore. Ha chiarito che i dati richiesti dai diversi sistemi in realtà non coincidono. Ha ribadito il principio di autonomia comunale, precisando che la Regione e il CELVA non hanno imposto un unico sistema. Ha indicato che alcuni Comuni hanno adottato software alternativi per esigenze organizzative. 

Andrea, nella replica, si è dichiarato non pienamente soddisfatto, ritenendo irrisolto il problema della duplicazione dei dati. Ha evidenziato come, pur trattandosi formalmente di flussi informativi differenti, nella sostanza le informazioni richieste siano in larga parte coincidenti e vengano ripetute più volte dai cittadini. Infatti:

  • alla Polizia di Stato (Alloggiati Web) vengono trasmesse le generalità degli ospiti e la durata del soggiorno;
  • alla piattaforma regionale ISTAT vengono nuovamente comunicati il numero degli ospiti, la provenienza — già desumibile dai dati trasmessi alla Questura — e la durata del soggiorno;
  • nei sistemi comunali per l’imposta di soggiorno vengono ancora richiesti il numero degli ospiti e la durata del soggiorno, che devono però essere ulteriormente aggregati per periodo e distinti tra tariffe intere, ridotte ed esenzioni.

Ha quindi sottolineato che il cittadino è di fatto costretto a ripetere più volte le medesime informazioni, rielaborandole secondo formati diversi, con un evidente aggravio burocratico.

Andrea ha ribadito che, pur nel rispetto dell’autonomia comunale, la Regione dovrebbe esercitare un ruolo di coordinamento almeno sui sistemi digitali, al fine di garantire una reale interoperabilità tra le piattaforme e una concreta semplificazione amministrativa, auspicando l’apertura di un confronto con i Comuni per migliorare il sistema.