La seduta è iniziata in un contesto istituzionale particolarmente delicato: nella stessa mattinata veniva infatti discusso presso il Tribunale di Aosta il ricorso promosso da Chiara e Eugenio in merito alla possibilità per il Presidente Testolin di ricoprire un quarto mandato consecutivo in Giunta.

COSA DICE LA LEGGE?

Il testo (art.3 Legge Regionale 21/2007) stabilisce che chi ha ricoperto cariche in Giunta per due legislature consecutive non è rieleggibile per la legislatura successiva. La norma prevede un’unica eccezione (la cosiddetta “deroga del mandato breve”): è possibile accedere a un terzo mandato consecutivo solo se in una delle due legislature precedenti la carica è durata meno di due anni, sei mesi e un giorno.

La ratio della legge è quella di porre un limite temporale all’esercizio del potere esecutivo. Cosa sta succedendo?

  • Da ottobre 2025, siamo nella 17a legislatura.
  • Nella 16a legislatura (dal 20 ottobre 2020 al 27 ottobre 2025): Testolin è Presidente della Regione per 2 anni, 7 mesi e 25 giorni.
  • Nella 15a legislatura (dal 26 giugno 2018 al 19 ottobre 2020): Testolin è prima Assessore e poi Presidente della Regione per 1 anno, 10 mesi e 9 giorni.
  • Nella 14a legislatura (dal 1 luglio 2013 al 25 giugno 2018): Testolin è Assessore per 4 anni, 1 mese e 17 giorni.

COSA DICE IL PRESIDENTE DELLA REGIONE?

La linea difensiva dei legali del Presidente Testolin sostiene che il computo dei mandati debba guardare sempre e solo alle ultime due legislature. Quindi ignorando la 14a legislatura.

Secondo questa tesi, se in questo arco temporale una legislatura è stata “breve” (inferiore ai 2 anni, 6 mesi e 1 giorno), il soggetto risulterebbe rieleggibile anche oltre il terzo mandato consecutivo.

In via subordinata, qualora questa interpretazione non venisse accolta, la difesa ha chiesto di sollevare una questione di legittimità costituzionale proprio sull’articolo 3 della legge regionale 21/2007.

COSA DICE LA GIUNTA?

La Giunta regionale ha deliberato di costituirsi in giudizio a fianco del Presidente, impegnando oltre 21 mila euro di risorse pubbliche per sostenere la medesima linea difensiva.

Questa scelta è stata duramente criticata dalle minoranze, poiché la Regione si ritrova a finanziare legali che chiedono di dichiarare incostituzionale una propria legge regionale.

COSA DICE IL CONSIGLIO?

Sulla vicenda, i consiglieri di Fratelli d’Italia hanno inviato, in data 16 aprile, una lettera al Presidente del Consiglio Aggravi per esprimere preoccupazione sulla strategia difensiva che mette in dubbio la validità delle norme regionali.

Pertanto, in apertura di seduta, il Presidente del Consiglio Aggravi ha dato atto della lettera, comunicando di aver inviato una risposta a tutti i consiglieri il 21 aprile in un’ottica di trasparenza, invitando l’Aula a tenere conto dell’udienza in corso durante gli interventi.

Per il nostro gruppo ha preso la parola Andrea, non direttamente coinvolto nella vicenda processuale, che, definendo la situazione un pericoloso paradosso ai danni dell’Autonomia, ha ricordato che “il ricorso depositato dai colleghi non impugnava alcun atto amministrativo della Regione ma mirava esclusivamente ad accertare il diritto soggettivo del Presidente Testolin a ricoprire una carica in Giunta per la quarta legislatura consecutiva.

Ha poi sottolineato che “è singolare che la Giunta abbia scelto di intervenire in giudizio impegnando oltre 21.000 euro di risorse pubbliche per sostenere, con ulteriori legali, una posizione che attiene alla sfera personale del singolo e non all’interesse generale dell’Amministrazione. Ancor più grave e inaccettabile è la linea difensiva adottata: promuovere una questione di legittimità costituzionale sulla legge elettorale regionale è un precedente pesantissimo perché si chiede di abrogare una norma approvata da questo Consiglio pur di applicarla al caso specifico. Come può una maggioranza autonomista avallare questa linea difensiva che vuole indebolire la potestà legislativa della Valle d’Aosta?»

Andrea ha quindi definito insoddisfacente la risposta del Presidente Aggravi, esortandolo a chiedere ufficialmente lo stralcio del ricorso alla Corte Costituzionale. Infine, ha citato provocatoriamente l’intelligenza artificiale «Consilium», strumento digitale a disposizione dei lavori del Consiglio, sottolineando come persino un algoritmo, interrogato sulla questione, abbia mostrato più rispetto per la ratio delle leggi regionali, di quanto non faccia chi quelle leggi dovrebbe proteggerle e attuarle.

È poi stata la volta delle comunicazioni del Presidente Testolin che ha riferito “il Presidente della Commissione paritetica, Vincenzo Nunziata, mi ha personalmente informato che la Commissione, nell’ultima sua seduta, ha approvato tre schemi di norme di attuazione dello Statuto speciale della Valle d’Aosta riguardanti le concessioni di derivazione d’acqua, le modifiche alla sezione di controllo della Corte dei Conti e le modifiche al coordinamento della finanza pubblica e di sistema territoriale integrato. Attendiamo ora l’invio ufficiale dei testi definitivi degli schemi approvati dalla Commissione paritetica, al termine di un intenso percorso politico e amministrativo che ci ha impegnato in questi ultimi mesi e che ha permesso di superare alcune osservazioni contenute nei pareri dei Ministeri competenti.»

Chiara ha preso la parola e ha dichiarato: “Ancora una volta siamo di fronte a un problema serio di metodo e di rispetto istituzionale. Tutti noi abbiamo appreso dai giornali e dalle agenzie dello sblocco della norma di attuazione sulle concessioni idroelettriche, annunciato dal Ministro Tajani a un congresso di partito. Un fatto che parla da solo e che dice una cosa molto chiara: le sedi istituzionali vengono dopo, o peggio vengono bypassate. Questo Consiglio, il 28 gennaio 2025, ha approvato all’unanimità lo schema di decreto che era stato a sua volta approvato e licenziato dalla Paritetica. Da allora il nulla: non abbiamo più avuto informazioni e ad oggi noi non sappiamo cosa sia cambiato e quale equilibrio si stia delineando. Se le scelte sulle nostre risorse vengono annunciate altrove rispetto alle sedi istituzionali e il Consiglio viene tenuto all’oscuro, allora il tema non è soltanto la norma di attuazione: è il rispetto delle prerogative stesse di quest’Aula e di ciò che rappresenta per la nostra comunità. Per questo chiediamo che il Presidente della Regione riferisca immediatamente, oggi, sui contenuti e sulle modifiche della norma.»

Dopo le comunicazioni iniziali, all’ordine del giorno era prevista l’illustrazione e votazione di 3 leggi. La discussione ha occupato quasi interamente le due giornate di Consiglio.

Legge 12 – Disposizioni per il potenziamento della capacità di risposta del sistema regionale di protezione civile e per l’adeguamento della rete regionale di radiocomunicazioni.

In accordo con i gruppi di minoranza abbiamo deciso di uscire dall’Aula su questo punto, una scelta politica per protestare contro l’atteggiamento della Giunta che è arrivata a impugnare e a richiedere l’incostituzionalità di una legge approvata dal Consiglio Valle. Abbiamo ritenuto quindi opportuno lanciare un segnale, anche ai Consiglieri di maggioranza, chiedendo di seguirci se avessero condiviso la necessità di affermare la centralità del Consiglio regionale, del potere legislativo e della difesa della nostra Autonomia.

Avevamo in ogni caso analizzato il DDL 12 che punta a rafforzare le radiocomunicazioni della protezione civile, obiettivo da noi condiviso, aggiornando la rete TETRA verso tecnologie più avanzate. Tuttavia, emergono dubbi sul fatto che l’intervento sia guidato da una reale priorità strategica o dalla sola necessità di utilizzare fondi disponibili. Inoltre, mancano analisi chiare sui bisogni operativi, un confronto tra soluzioni tecnologiche alternative e una valutazione dei costi nel lungo periodo. Per questo, pur condividendo l’obiettivo, crediamo che il provvedimento avrebbe necessitato di maggiori approfondimenti; se avessimo votato ci saremmo astenuti.

Legge 13 – Primo provvedimento di variazione al bilancio di previsione finanziario per il triennio 2026/2028

Per il nostro gruppo è intervenuta Chiara, dichiarando:  «In questa prima variazione di bilancio alcuni elementi sono positivi, come le misure per il Terzo settore e il sostegno alle cooperative sociali per i rinnovi contrattuali, anche se con risorse ancora insufficienti e modalità da migliorare. Permangono però criticità: sui trasferimenti agli enti locali restano da chiarire criteri di riparto e programmazione; sull’edilizia residenziale pubblica, il trasferimento straordinario ad ARER evidenzia una questione strutturale: da tempo si attende la revisione della legge del 2013, necessaria per affrontare non solo l’emergenza abitativa ma anche il disagio di famiglie e ceti medi. Sull’anticipazione al Comune di Arvier per il progetto Pnrr, comprendiamo le esigenze di liquidità, ma sarebbe stato utile un quadro informativo più completo in Commissione sullo stato dell’arte. Le nostre domande non erano un attacco al Comune, ma una richiesta di maggiore chiarezza su un progetto complesso per una piccola realtà. Le Commissioni hanno un ruolo centrale come luogo di confronto e informazione: limitarlo riduce la possibilità del Consiglio di valutare pienamente le scelte presenti nei provvedimenti. Nel merito della legge, voteremo alcuni articoli e altri no: il nostro sarà, nel complesso, un voto di astensione, perché permangono elementi condivisibili ma anche criticità che richiedono maggiore chiarezza.»

Legge 9 – Disposizioni per il sostegno e la promozione del Terzo settore, dell’amministrazione condivisa e della cittadinanza attiva.

Eugenio ha detto che il disegno di legge sul terzo settore è un tema di grande rilevanza generale, non riservato agli addetti ai lavori, e che rappresenta un passaggio obbligato per il recepimento del Codice del Terzo Settore. Ha ringraziato i due relatori per la qualità delle relazioni, sottolineando però come il tema sociale non susciti purtroppo sempre l’attenzione che meriterebbe. Ha riconosciuto il lavoro partecipato svolto in Commissione e ancora prima con i tavoli di concertazione, definendo il testo complessivamente condivisibile e che verrà votato a prescindere dall’accoglimento o meno degli emendamenti. Ha evidenziato che la legge introduce un altro importante cambio di paradigma nel sistema sociale, paragonabile a quello che sta avvenendo nell’ambito della disabilità. Ha spiegato che sono stati presentati, insieme al PD, 12 emendamenti con l’obiettivo di migliorare il testo, in particolare sulla rappresentanza nella consulta, sulla dotazione finanziaria dell’osservatorio e sul rafforzamento del ruolo della cooperazione sociale. Eugenio ha ribadito l’importanza di riconoscere pienamente il ruolo delle cooperative sociali accanto al volontariato, sottolineando la differenza tra enti no profit e imprese profit e ribadendo il ruolo del Terzo Settore in ambito di amministrazione condivisa. Ha richiamato anche il tema delle esternalizzazioni alle cooperative sociali che purtroppo per le cattive azioni di grandi cooperative poco aderenti ai principi cooperativi (si pensi alle cooperative rosse e a Buzzi a Roma) sono state mal considerate. In questa cornice dell’amministrazione condivisa e all’interno di un serio percorso di co-programmazione e co-progettazione si può ripensare il sistema dei servizi sociali in Valle d’Aosta in particolare per le persone anziane e con disabilità.

Eugenio ha insistito inoltre sulla necessità di sostenere, in questa nuova frontiera dell’amministrazione condivisa, le piccole organizzazioni e gli enti locali attraverso formazione e accompagnamento, per rendere effettivi i nuovi strumenti previsti dalla legge.

Infine, Eugenio ha criticato il metodo politico della maggioranza, accusata di respingere sistematicamente le proposte della minoranza indipendentemente dal merito. Ha rivendicato un approccio costruttivo e collaborativo della minoranza, auspicando un confronto più aperto e utile al miglioramento delle leggi, e ha concluso confermando il voto favorevole finale pur con alcune criticità.

Per questo consiglio avevamo depositato 14 iniziative: 1 question time, 4 interrogazioni, 6 interpellanze e 3 mozioni (sono state discusse solo la prima iniziativa e una mozione, tutte le altre sono state rinviate per mancanza di tempo).

Premendo sull’immagine accanto al titolo dell’iniziativa, si apre il podcast del Consiglio Regionale, attraverso il quale è possibile vedere e ascoltare l’iniziativa.

QUESTION TIME

Norma di attuazione in materia di concessioni d’acqua: quali modifiche? (Chiara, Andrea, Eugenio) 

INTERROGAZIONI

Adozione del Piano spostamenti casa-lavoro per le strutture della Regione (Andrea, Eugenio) RINVIATA

Stato di realizzazione della elettrificazione della ferrovia Ivrea-Aosta (Chiara, Andrea, Eugenio) RINVIATA

Criticità situazione dei lavoratori di Telecontact (Chiara) RINVIATA

Collegamento Pila-Cogne. (Eugenio, Andrea) RINVIATA

INTERPELLANZE

Concorsi pubblici regionali: adeguatezza delle prove, modernizzazione delle selezioni e coerenza con il fabbisogno di personale (Chiara, Andrea, Eugenio) RINVIATA

Modalità di designazione dei rappresentanti delle associazioni ambientaliste nel Comitato regionale per la gestione venatoria e garanzie di rappresentanza (Chiara) RINVIATA

Valorizzazione degli spazi incompiuti dell’ex-cotonificio Brambilla di Verrès (Andrea) RINVIATA

La riforma della disabilità sembra per ora restare sulla carta (Eugenio) RINVIATA

Introduzione del “codice argento” nel Pronto soccorso dell’Ospedale regionale per la presa in carico dei pazienti anziani fragili (Chiara) RINVIATA

MOZIONI

Revisione della disciplina sull’origine doganale dei prodotti agricoli e alimentari (AVS, congiunta)

Impegno ad approfondire iter e procedure delle norme di attuazione e funzionamento della Commissione paritetica (AVS, congiunta) RINVIATA

Raddoppio della tratta Aosta-Quart e riattivazione della stazione di Quart (AVS) RINVIATA

Question Time: Norma di attuazione in materia di concessioni d’acqua: quali modifiche? (Chiara, Andrea, Eugenio)

Chiara ha illustrato la question evidenziando innanzitutto l’anomalia di una comunicazione così importante fatta ad un congresso di partito invece che attraverso i corretti canali istituzionali. Secondo dichiarazioni riportate dalla stampa, la Segretaria regionale di FI avrebbe indicato che il varo delle modifiche sarebbe avvenuto il 9 aprile durante una riunione della Commissione paritetica. Ancora una volta, il Consiglio regionale è stato tenuto totalmente all’oscuro rispetto ai contenuti delle modifiche, sia prima sia dopo il lavoro della Commissione paritetica. Ha quindi chiesto di fare il punto sull’iter della norma di attuazione in materia di concessioni di grande derivazione d’acqua a scopo idroelettrico. Il Presidente Testolin ha detto poco e niente: “Lo schema di norma di attuazione in questione, nella sua nuova formulazione, come anticipatoci dal Presidente della Commissione paritetica, è finalizzato a superare alcune osservazioni che erano state presentate dai Ministeri competenti durante la loro disamina; ci sono modifiche apportate il 9 aprile senza stravolgere l’impianto originario della norma, del quale viene confermata la validità, con minime variazioni di adattamento conseguenti alle osservazioni dei Ministeri competenti. Rimaniamo però in attesa della formale trasmissione del testo. Non ho l’abitudine di dire cose che non conosco: quando tutti i passaggi formali saranno completati prenderemo visione del testo e lo analizzeremo.» Chiara ha replicato: «Ancora una volta il Presidente della Regione ci dice che non sa nulla, anche se la Segretaria di Forza Italia Valle d’Aosta ha detto urbi et orbi che lei sa già tutto. Ci sono dei componenti della Paritetica che siedono anche in quest’Aula: mi riesce quindi difficile credere che il Presidente non sappia niente, ammesso che la norma sia stata effettivamente approvata.»

Mozione: Revisione della disciplina sull’origine doganale dei prodotti agricoli e alimentari (AVS, congiunta)

La mozione, depositata dai componenti della III Commissione (di cui Andrea e Chiara fanno parte) ad inizio marzo 2026 e discussa dopo due sedute consiliari, affronta il tema della disciplina europea sull’origine doganale, definita dal regolamento (UE) n. 952/2013. I proponenti evidenziano come il criterio dell’“ultima trasformazione sostanziale” non garantisca una piena trasparenza sull’origine reale delle materie prime.

In particolare, è stato sottolineato come tale criterio consenta che un prodotto venga considerato originario di un determinato Paese anche quando le materie prime provengono da altri territori, purché l’ultima fase di lavorazione sia avvenuta in quel Paese. Questo può tradursi, ad esempio, in prodotti trasformati o confezionati in Italia ma realizzati con ingredienti di provenienza estera, che risultano comunque formalmente “originari” ai fini doganali.

Tale impostazione può generare effetti distorsivi per i consumatori, soprattutto in presenza di etichettature non sufficientemente chiare, e favorire fenomeni di Italian sounding, in cui richiami grafici, denominazioni o comunicazioni commerciali evocano un’origine italiana non corrispondente alla reale provenienza delle materie prime.

I proponenti hanno quindi impegnato la Giunta a promuovere iniziative, in sede nazionale ed europea, finalizzate a:

  • rafforzare la coerenza tra origine doganale e provenienza delle materie prime;
  • migliorare la trasparenza dell’etichettatura;
  • tutelare le produzioni agroalimentari regionali;
  • contrastare fenomeni di falsa evocazione dell’origine, anche in relazione agli accordi commerciali internazionali.

Durante la discussione è emerso come il tema della tutela agroalimentare sia stato recentemente oggetto di un disegno di legge di iniziativa del Governo nazionale, approvato in data 15 aprile 2026, a conferma della crescente attenzione normativa sul rafforzamento della tracciabilità e della corretta informazione al consumatore.

Andrea, intervenendo in discussione generale, ha evidenziato come la questione assuma una rilevanza particolare per il contesto valdostano, caratterizzato da un territorio montano, da comunità diffuse e da un sistema produttivo strettamente legato alla dimensione locale. Ha sottolineato come, in questo contesto, la qualità delle produzioni e la loro riconoscibilità siano elementi essenziali non solo sotto il profilo economico, ma anche per garantire trasparenza verso i consumatori ed evitare distorsioni generate da regole che non riflettono la reale provenienza delle materie prime.

Andrea ha quindi richiamato il rischio che meccanismi normativi non sufficientemente chiari possano favorire pratiche di falsa evocazione dell’origine, penalizzando proprio le realtà locali che basano il proprio valore sulla tracciabilità e sul legame con il territorio. In questo quadro, ha evidenziato anche il ruolo degli operatori del settore agricolo come elemento fondamentale per la tenuta del territorio e delle comunità montane. È stato infine evidenziato il lavoro svolto in III Commissione, che ha consentito di migliorare il testo della mozione accogliendo le indicazioni emerse, in particolare sugli aspetti di sostenibilità ambientale e sociale delle filiere.

Andrea ha quindi confermato il voto favorevole, sottolineando la necessità di rafforzare strumenti normativi più coerenti con gli obiettivi di trasparenza, tutela delle produzioni di qualità e corretta informazione al consumatore.

Il Consiglio ha approvato la mozione.