La seduta si è aperta con la comunicazione del Presidente Aggravi sulla vicenda del parere sui mandati in Giunta, datato 18/11/2024, redatto da Christine Perrin, Segretaria generale del Consiglio, Silvia Menzio, Dirigente struttura Affari generali, e Sonia Grieco, Dirigente struttura Affari legislativi, e mai reso noto al Consiglio. Abbiamo infatti appreso dell’esistenza di tale nota interpretativa solo in data 15/05/26 da un articolo pubblicato su “La Stampa”. Siamo intervenuti tutti e tre.
«È una brutta pagina per il Governo regionale e per il Consiglio, soprattutto per l’Ufficio di Presidenza della scorsa legislatura che ha insabbiato la vicenda – ha evidenziato Chiara –. Con il parere chiaro delle tre massime dirigenti del Consiglio, ma tenuto a noi nascosto, e il nostro redatto dal professor Morrone, che giungevano alle stesse conclusioni, a inizio 2025 – a sette mesi dalle elezioni – il Presidente e il Vicepresidente avevano tutti gli elementi per scegliere: o rinunciare alla Giunta nella prossima legislatura o modificare la legge sui mandati. Il problema è stato ignorato e come AVS abbiamo dovuto spendere oltre 20.000 euro per affermare il rispetto della legalità in Valle d’Aosta e altrettanti dovremo spenderne per resistere al ricorso di Testolin in appello. Ma ben più gravi sono i danni economici e di paralisi amministrativa causati da un Presidente ormai privo di legittimazione politica che dovrebbe dimettersi. Noi continueremo a sostenere che le leggi valgono per tutti e ovunque, anche laddove domina il leone rampante, e andremo fino in fondo, auspicando di non essere soli e che ci sia un sussulto ampio contro abuso di potere, omissioni e arroganza di chi si ritiene sopra le norme.»
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Andrea ha quindi definito la situazione una “telenovela istituzionale surreale che sta arrecando un danno immenso alla credibilità del Consiglio e dell’intera Valle d’Aosta”, suscitando sconcerto non solo tra i cittadini, ma anche a Roma e Bruxelles. Ha denunciato come un fatto gravissimo l’omissione deliberata di un’informazione istituzionalmente rilevante: un parere tecnico, sottoscritto da tre dirigenti, è rimasto nascosto per un anno e mezzo mentre ai consiglieri veniva detto che la questione era puramente “ipotetica”.
Andrea ha puntato il dito contro la gestione opaca dell’Ufficio di Presidenza della scorsa legislatura — composto da Union Valdôtaine (Marguerettaz e Jordan), PD (Bertin) e Lega (Distort e Sammaritani) — accusandolo di aver indebolito le istituzioni. Ha inoltre sollevato dubbi sulla tempistica della diffusione di questo parere, criticando il “delirio comunicativo” di questi giorni, fatto di screenshot e fughe di notizie pilotate, che ha ridotto il Consiglio a essere l’ultimo a conoscere documenti ufficiali che lo riguardano. Infine, ha ribadito come quel parere mettesse nero su bianco l’impossibilità per Testolin e Bertschy di far parte della Giunta a causa del limite dei mandati, sottolineando l’imbarazzo di aver speso soldi pubblici per tentare di sostenere il contrario di quanto affermato dalle figure apicali dell’amministrazione.
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Eugenio ha infine detto che la vicenda sta assumendo le sembianze di un thriller politico che rasenta la fantapolitica, un thriller che se si dovesse tradurlo in una serie cinematografica si potrebbe titolare “La poltrona di spade”. Ma purtroppo tutto è tristemente vero. Eugenio concentra il suo intervento su una questione, cioè l’apparente non casualità delle date. Si parla infatti di un parere che è di un anno prima delle elezioni e che si è svolta una campagna elettorale nella quale due figure centrali di spicco hanno potuto fare campagna senza nessun tipo di ombra, senza nessun tipo di dubbio di immagine. Il potere comunque chiama potere a livello di voti e questo Consiglio e la composizione di questo Consiglio lo dimostra chiaramente.
Eugenio ha quindi aggiunto che questo giallo “rosso-nero” in realtà potrebbe rappresentare non solo una parte di un copione triste e anche avvilente, ma anche una porta che si è aperta, un’opportunità in mano alla Giunta e alla maggioranza di uscire da questo cul-de-sac. Ora più che mai non si può sostenere e banalizzare la vicenda aggrappandosi a un legalitarismo retorico dicendo semplicemente “lasciamo che la giustizia faccia il suo corso”. Può darsi, può anche darsi che nella sentenza di appello la sentenza venga ribaltata, ma questo non cambia la sostanza delle cose. Tutto quello che è successo, è successo. La sentenza c’è stata, le omissioni, il ricorso della ragione, la questione di costituzionalità è stata sollevata ed è altrettanto chiaro che ci aspettano 5-6 mesi di un governo sub iudice. Allora Eugenio ha affermato che questa potrebbe rappresentare un’opportunità per la giunta per la maggioranza, per lo stesso Presidente Testolìn. Un’opportunità politica di dimettersi, di ricostituire una nuova giunta che governi con serenità, legittimità piena, senza ombre, senza spade di Damocle sulla testa, con un’immagine limpida e non offuscata.
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A seguire, fra gli atti da approvare c’erano due schemi di norme di attuazione dello Statuto speciale: in materia di coordinamento della finanza pubblica e di sistema territoriale integrato e in materia di concessioni di derivazioni d’acqua a scopo idroelettrico, da tempo attesa
Coordinamento della finanza pubblica e di sistema territoriale integrato
Eugenio nell’annunciare il voto a favore del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra, ha parlato di una norma che, pur avendo una visibilità e risonanza mediatica inferiore a molti temi affrontati recentemente in questo Consiglio, affronta un tema sostanziale centrale: il rapporto finanziario tra lo Stato e la Valle d’Aosta, rafforzando il quadro dell’Autonomia speciale valdostana, con un elemento positivo rappresentato dal richiamo al principio della leale collaborazione, superando logiche di interventi unilaterali. Resta però un’attenzione necessaria sul rapporto con gli enti locali, per evitare che il rafforzamento del ruolo regionale si traduca in una compressione dell’autonomia dei comuni, che rappresentano un patrimonio democratico fondamentale. Altro punto riguarda i contributi alla finanza pubblica: ciò che nasce come transitorio rischia spesso di diventare permanente, e su questo sarà necessario mantenere attenzione. Il rafforzamento dell’autonomia finanziaria ha senso solo se serve a tutelare concretamente servizi pubblici, welfare, sanità, scuola e coesione territoriale, altrimenti il rischio è quello che l’Autonomia venga ridotta soltanto a un meccanismo tecnico e amministrativo.
Concessioni di derivazioni d’acqua a scopo idroelettrico
Sulla Norma di attuazione relativa alle concessioni idroelettriche, Chiara ha ricordato: «La bozza di questa norma di attuazione era già pronta nel 2019 poi è stata messa in frigorifero per cinque anni e successivamente, nonostante l’approvazione in Consiglio a gennaio del 2025 e i nostri numerosi solleciti, si è arenata per un altro anno sulla scrivania del Governo nazionale.. Ci sono voluti sette anni per una norma che ha sostanzialmente lo stesso impianto della versione del 2019, però con alcuni elementi peggiorativi, e che presenta una scarsa valenza autonomista: buono sarebbe stato assegnare più ampia potestà a una Regione autonoma come la nostra, evitando certi paletti oggi inseriti. Nonostante ciò, è rimasta la possibilità, da approfondire subito, di riassegnare le concessioni senza gara e direttamente a Cva, quale società pubblica regionale. Dobbiamo evitare le gare che rappresenterebbero un rischio troppo grosso per Cva. Occorre ora mettersi seriamente a studiare per scrivere la legge sulle concessioni, siamo a un passaggio politico istituzionale di estrema rilevanza. La legge avrà un enorme impatto. Per noi l’obiettivo è chiaro: mantenere le concessioni in capo a una società interamente pubblica, che sia strumento operativo della Regione e che agisca al servizio della comunità valdostana e della transizione energetica della Valle d’Aosta. Per questo, nonostante le perplessità espresse, il nostro voto è favorevole.»
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Eugenio ha affermato che «la vera partita inizia oggi: abbiamo 12 mesi per poter arrivare ad una legge con cui ci giocheremo il futuro delle concessioni idroelettriche. Il 2029 è alle porte. Questo è un passaggio che va affrontato con un approccio costruttivo e con tutti gli approfondimenti necessari dopo che il Consiglio ha individuato la miglior soluzione possibile e formulato una sintesi democratica delle diverse posizioni. Non abbiamo molto tempo. Non aspettiamo che la norma torni da Roma, iniziamo a lavorarci fin da subito, tutti insieme.»
Per questo consiglio avevamo depositato 21 iniziative: 1 question time, 8 interrogazioni, 9 interpellanze e 3 mozioni (sono state discusse solo due mozioni), tutte le altre iniziative sono state rinviate per mancanza di tempo).
MOZIONI (rinviate da due sedute)
Impegno ad approfondire iter e procedure delle norme di attuazione e funzionamento della Commissione paritetica (AVS, congiunta)
Con la mozione, firmata oltre che da noi di AVS anche da Lega VdA, La Renaissance, PD-FP, FdI, AdC si intendeva impegnare il Presidente della prima Commissione a promuovere un approfondimento, all’interno della Commissione stessa e da inviare entro 90 giorni al Consiglio, sulle criticità legate all’iter di approvazione delle norme di attuazione dello Statuto speciale, sulle modalità di funzionamento della Commissione paritetica Stato-Regione Valle d’Aosta e sulla trasparenza dei suoi atti. Il testo è stato respinto con 19 voti di astensione (UV, CA, FI) e 15 voti a favore (AVS, Lega VdA, La Renaissance, PD-FP, FdI, AdC).
Chiara ha evidenziato che «questa iniziativa, presentata in modo unitario da tutti i gruppi di minoranza due mesi fa, conserva ancora tutta la sua attualità. Le norme di attuazione sono previste dall’articolo 48bis dello Statuto speciale, ma l’iter di approvazione non sta producendo i risultati attesi e numerosi dossier faticano ad arrivare a conclusione. Occorre fare chiarezza, perché le norme di attuazione sono lo strumento attraverso cui si realizza la nostra Autonomia: è quindi necessario disporre di procedure precise e tempistiche definite. L’approfondimento che chiediamo potrebbe rappresentare un’occasione per formulare proposte utili a ottenere uno strumento più efficace. Riteniamo che la Commissione possa svolgere un ruolo importante di contributo e di lavoro comune su questo tema..»
Il Presidente della Regione, Renzo Testolin, ha sottolineato che «sul piano procedurale delle norme di attuazione, esiste una certa “insofferenza”, condivisa anche da parte nostra, quando i testi approvati dalla Commissione paritetica non trovano poi la loro conclusione. Si tratta di un problema ricorrente e trasversale alle Regioni a Statuto speciale, che abbiamo condiviso anche recentemente e che ha portato alla predisposizione di un documento poi approvato in sede di Conferenza delle Regioni, con la richiesta di un intervento di semplificazione per rendere il percorso delle norme di attuazione più lineare ed efficace, evitando duplicazioni di pareri. Alla luce di questo, chiediamo il ritiro del provvedimento in attesa delle valutazioni in merito ai provvedimenti che saranno adottati dal Ministero.»
Chiara ha replicato: “È un peccato che la mozione non venga accolta, perché ancora una volta non si riconosce alla Commissione un ruolo costruttivo su una questione ritenuta rilevante da tutti. Il Consiglio regionale non può limitarsi a nominare i membri della Paritetica e a ratificare gli schemi di decreto senza avere informazioni durante l’iter di elaborazione delle norme, interlocuzioni con la commissione, almeno quella di parte regionale ”
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Raddoppio della tratta Aosta-Quart e riattivazione della stazione di Quart (AVS)
La mozione, illustrata da Andrea, sollecitava la Giunta ad attivarsi presso RFI e gli altri soggetti competenti per creare le condizioni per il raddoppio della tratta ferroviaria Quart/Aosta e per la riattivazione della stazione di Quart, con l’obiettivo di valorizzare la linea ferroviaria come servizio di trasporto urbano lungo l’asse Sarre/Aosta/Quart (denominato Ligne Express Régionale – LER), un’area che conta circa 40.000 abitanti, in coerenza con gli indirizzi già approvati e con gli obiettivi regionali di mobilità sostenibile.
Andrea ha spiegato che oggi la mobilità in quest’area, la più densamente popolata della Regione, grava interamente sulla strada, causando congestione sulla Statale 26. “L’obiettivo è raggiungere un servizio attraente e garantire una frequenza di corsa ogni 20 minuti in entrambi le direzioni, dalle 7 alle 22“. La proposta sfrutta una “finestra di opportunità irripetibile“: l’imminente fine dell’elettrificazione della Aosta-Ivrea e il fatto che RFI stia elaborando proprio ora il DocFAP (Documento di fattibilità delle alternative progettuali) per i raddoppi selettivi.
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Durante la discussione, diversi consiglieri e l’Assessore Bertschy hanno sollevato dubbi tecnici e strategici:
- Il Consigliere Centoz (PD) ha espresso perplessità sulla fattibilità tecnica in termini di spazi e interferenze (come i passaggi a livello) e sulla mancanza di dati certi sui flussi prima di impegnarsi in un raddoppio.
- Il Consigliere Martinet (UV) ha richiamato il dibattito nel Comune di Sarre, dove l’utilità concreta dell’opera per i cittadini è stata messa in discussione.
- Il Consigliere Marguerettaz (UV) ha ricordato come in passato la linea verso l’Alta Valle fosse poco utilizzata, definendo quasi “nostalgica” o “romantica” la visione di un ritorno al treno su quel tratto.
- L’Assessore Bertschy ha infine suggerito il ritiro della mozione, puntando invece sul Piano Regionale dei Trasporti (PRT) che prevede per l’Alta Valle il sistema BRT (Bus Rapid Transit), ovvero autobus rapidi su gomma, anziché il treno.
Andrea ha risposto puntualmente a ogni critica, rivendicando la necessità di un atto politico forte per non perdere l’occasione data dal momento favorevole.
Contro lo scetticismo tecnico di Centoz, Andrea ha chiarito che il momento di agire è adesso, proprio perché RFI sta lavorando al Documento di Fattibilità. “Se adesso non si fa nulla, potrebbe accadere che il raddoppio che chiediamo non comparirà mai nei DOCFAP e avremo perso la finestra utile per ottenerlo“. Sulle interferenze, ha replicato: “In tutte le città ci sono interferenze tra i diversi sistemi di mobilità […] sarà poi oggetto delle fasi successive di progettualità capire come gestirle“.
Riguardo ai dubbi di Martinet della linea in direzione Sarre e al “modello fallimentare” del passato: Andrea ha evidenziato che i cittadini sono stanchi non del treno in sé, ma di un servizio che non funzionava. “Il problema non è l’infrastruttura, è com’è pensata, quanto ci crediamo e quanto decidiamo di investirci“. Ha aggiunto che il rischio è “giudicare il futuro della ferrovia sulla base di un modello che qualcuno ha deciso, oltre dieci anni fa, di non far funzionare“.
Andrea ha quindi replicato duramente a Bertschy in merito alla proposta della Giunta di sostituire i treni con i bus rapidi: “Il BRT dell’Alta Valle sarebbe un autobus dal pianale ribassato, è tutto qua… dove di Rapid, cioè la R di BRT, non c’è nulla […] nella maggior parte di tratta il BRT dovrà viaggiare sulla stessa carreggiata di auto, tir e via dicendo“. Ha poi incalzato l’assessore citando i programmi elettorali della maggioranza che promettevano mobilità sostenibile: “Non posso capire come non si possa condividere l’impegno a chiedere a RFI di impegnarsi, peraltro senza che la Regione in questa fase sborsi un euro“.
A Marguerettaz che accusava la mozione di essere solo un richiamo romantico al passato, Andrea ha risposto che chi ha vissuto fuori Valle o all’estero comprende bene il valore del treno: “Io penso che chi per motivi di lavoro o studio si è trovato a vivere fuori Valle comprende senza esitazione il valore di un trasporto pubblico su rotaia efficiente. Qui invece no“. Ha poi chiesto provocatoriamente a Marguerettaz: “Ma lei cosa ha fatto negli anni che era in assessorato per rendere quella linea attrattiva?“.
Chiara ha rafforzato la proposta spiegando che il raddoppio tra Aosta e Quart è tecnicamente necessario per evitare che i treni urbani interferiscano con i treni regionali verso il Piemonte. Ha definito “miope” la visione della Giunta nel 2026, ricordando che ovunque in Europa si spinge sulla rotaia per ragioni climatiche e di efficienza.
Eugenio ha invece sottolineato che il tema è “assolutamente cogente” e sentito dal territorio, citando la sensibilità dei cittadini verso il trasporto su ferro rispetto a quello su gomma. Ha ribadito che prima bisogna decidere la visione (cosa vogliamo) e poi trovare le soluzioni tecniche, e non il contrario.
Nonostante la richiesta di ritiro da parte della Giunta, i proponenti hanno portato la mozione al voto convintamente. Andrea ha concluso sottolineando il vasto interesse pubblico: un post sul tema ha raggiunto 13.000 visualizzazioni e oltre 150 interazioni, segno che la ferrovia è un tema “che fuori interessa” molto più di quanto emerga dall’Aula.
La mozione è stata RESPINTA con l’astensione di tutti i consiglieri eccetto noi tre e Carrel.
QUESTION TIME
Parere sui limiti di mandato: quando il Presidente ne è venuto a conoscenza? (Chiara, Andrea, Eugenio) RINVIATA
INTERROGAZIONI
Adozione del Piano spostamenti casa-lavoro per le strutture della Regione (Andrea, Eugenio) RINVIATA
Stato di realizzazione della elettrificazione della ferrovia Ivrea-Aosta (Chiara, Andrea, Eugenio) RINVIATA
Criticità situazione dei lavoratori di Telecontact (Chiara) RINVIATA
Collegamento Pila-Cogne. (Eugenio, Andrea) RINVIATA
Aggiornamento sull’iter del progetto del parco giochi tematico al Crest di Ayas (Chiara, Andrea) RINVIATA
Stato di avanzamento del nuovo appalto del servizi di trasporto pubblico locale su gomma (Andrea, Chiara) RINVIATA
Il CSV e la sua sede (Eugenio) RINVIATA
Situazione della direzione della struttura complessa “Tecnico” dell’Azienda USL della Valle d’Aosta e prospettive organizzative (Chiara, Andrea) RINVIATA
INTERPELLANZE
Concorsi pubblici regionali: adeguatezza delle prove, modernizzazione delle selezioni e coerenza con il fabbisogno di personale (Chiara, Andrea, Eugenio) RINVIATA
Modalità di designazione dei rappresentanti delle associazioni ambientaliste nel Comitato regionale per la gestione venatoria e garanzie di rappresentanza (Chiara) RINVIATA
Stato di completamento, criticità e prospettive di sviluppo del Parco archeologico di Saint-Martin-de-Corléans (Andrea, Eugenio) RINVIATA
Il rincaro dei costi dei bus mette in difficoltà le istituzioni scolastiche ed educative (Eugenio, Andrea) RINVIATA
Valorizzazione degli spazi incompiuti dell’ex-cotonificio Brambilla di Verrès (Andrea) RINVIATA
La riforma della disabilità sembra per ora restare sulla carta (Eugenio) RINVIATA
Introduzione del “codice argento” nel Pronto soccorso dell’Ospedale regionale per la presa in carico dei pazienti anziani fragili (Chiara) RINVIATA
Stato e prospettive dei programmi di screening oncologico per la popolazione femminile e continuità della prevenzione oltre le soglie di età previste (Chiara) RINVIATA
MOZIONI
Impegno per il miglioramento delle condizioni lavorative del personale della Società dei servizi (AVS, congiunta) RINVIATA