Il Consiglio era convocato per il 2 e il 3 dicembre ma la trattazione dell’ordine del giorno (38 punti) si è conclusa nella prima giornata. E’ vero che siamo all’inizio della legislatura e che occorre “prendere le misure”, tuttavia l’impressione è che non ci sia una grande attività da parte dei gruppi di opposizione, che sono rimasti abbastanza silenti. Noi abbiamo comunque presentato 11 iniziative ispettive di cui 1 question time e 4 interrogazioni + 6 interpellanze (10 su 27 complessivamente presentate).
In apertura di seduta si è approvato il bilancio di previsione del Consiglio (voto favorevole) e il Disegno di legge n. 1 che contiene interventi regionali a sostegno dell’organizzazione della manifestazione multi-sportiva “Trofeo Coni Winter” 2025. Abbiamo votato a favore, considerata la valenza formativa e educativa dell’evento, ma con alcune osservazioni. Innanzitutto abbiamo osservato che il Trofeo è stato assegnato alla Vda a marzo 2025 e quindi il Dl, con dichiarazione di urgenza, è sicuramente tardivo visto che gli eventi si terranno dal 18 al 21 dicembre. Ancora una volta c’è scarsa programmazione e si arriva all’ultimo minuto utile. Inoltre i costi sembrano piuttosto elevati: in tutto 800 mila euro suddivisi in 400 mila euro della Regione, 350 mila euro del Coni nazionale e 50 mila del Coni regionale, per circa 1100 ragazzi con relativi accompagnatori. L’ospitalità è totalmente a carico degli organizzatori. Eugenio ha sottolineato anche il rammarico perché non è stato previsto un coinvolgimento di ragazzi con disabilità, che avrebbero potuto essere protagonisti di una “simil paralimpiade”, una suggestione proposta per il futuro.
⋅ Question time: Situazione degli autisti soccorritori del sistema dell’emergenza-urgenza (Chiara, Eugenio) ![]()
⋅ Interrogazione: rapporto Fitch e peggioramento affidabilità Cva (Chiara) ![]()
⋅ Interrogazione: organizzazione del servizio di navetta straordinario per il Beauregard (Chiara) ![]()
⋅ Interrogazione: rischio idrogeologico da fusione del ghiaccio del Permafrost (Eugenio) ![]()
⋅ Interrogazione: riapertura della sala dialisi di Donnas (Chiara) ![]()
⋅ Interpellanza: coinvolgimento di enti locali, operatori e popolazione nella scelta fra le due opzioni di chiusura del tunnel del Monte Bianco (Chiara) ![]()
⋅ Interpellanza: abbonamenti alla Saison Culturelle (Chiara) ![]()
⋅ Interpellanza: presenza degli operatori/collaboratori scolastici in ogni plesso (Chiara) ![]()
⋅ Interpellanza: tratto ciclabile fra la Torre Piezometrica e la Dora Baltea dalla strada Pont-Suaz in direzione quartiere Dora (Eugenio) ![]()
⋅ Interpellanza: criticità nella gestione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica al quartiere Cogne di Aosta (Eugenio) ![]()
⋅ Interpellanza: stato dell’arte della legge regionale sul Terzo Settore (Eugenio) ![]()
Question time: Situazione degli autisti soccorritori del sistema dell’emergenza-urgenza (Chiara, Eugenio) ![]()
L’argomento era già stato oggetto di una interrogazione nello scorso Consiglio. Il 28 novembre la Cgil Fp ha inviato una lettera alla Regione e al Consiglio per chiedere la revisione delle due delibere del 2023 e 2024 che hanno stabilito l‘obbligo della tessera di volontariato e delle ore da prestare per ottenerla ai fini dell’esercizio della funzione di autista soccorritore sulle ambulanze. Chiara nel chiedere quale risposta è stata data al sindacato ha sottolineato opportunità di un tavolo di confronto promosso dalla Regione con la partecipazione di Usl, associazioni di volontariato e organizzazioni sindacali. Il nostro auspicio è che si trovi una soluzione positiva che garantisca il buon funzionamento del servizio di emergenza-urgenza nell’interesse di tutta la comunità. L’Assessore ha risposto che sarà fornito riscontro una volta completati gli approfondimenti richiesti. L’Usl e le organizzazioni di volontariato stanno valutando i singoli casi che possono andare in deroga in base all’articolo 15, comma 5, delle disposizioni regionali. Per chi non rientrerà in queste fattispecie, l’Ausl ha evidenziato la possibilità – prevista dalle delibere – di partecipare direttamente agli esami previsti nel prossimo imminente corso, senza ripetere l’intero percorso di formazione. In tal modo sarà possibile l’ottenimento di una nuova tessera di volontario del soccorso. Rimane fermo che, per poter ripristinare il requisito necessario all’eventuale reclutamento come Ots in regime di somministrazione, gli interessati dovranno svolgere 12 mesi di attività di volontariato, così come richiesto dalla disciplina vigente. Per quanto riguarda le delibere, eventuali proposte di revisione dovranno necessariamente essere presentate e discusse nell’ambito del Tavolo di lavoro tecnico, istituito proprio per approfondire e valutare in modo condiviso ogni possibile aggiornamento della disciplina. Chiara ha preso atto della possibilità di evitare il percorso per ottenere una nuova tessera di volontariato, ma ha sottolineato che per un anno gli autisti ora senza contratto non potranno lavorare, con disagio per tutti. La migliore soluzione per entrambe le parti, nell’interesse di tutti, si deve trovare creando un tavolo di tutti i soggetti coinvolti e approfondendo le criticità contenute nelle due delibere che potrebbero generare un contenzioso foriero di pesanti conseguenze per tutti.»
Interrogazione: rapporto Fitch e peggioramento affidabilità Cva (Chiara) ![]()
Nella scorsa legislatura siamo intervenuti più volte sulla situazione di Cva che ad un certo punto, pur essendo società al 100 per cento di proprietà della Regione, è uscita dal controllo regionale, anche perché la Regione ha teorizzato che non doveva controllare. La conseguenza è che Cva ha compiuto scelte strategiche che, a nostro avviso, sono pericolose. Ora l’Agenzia Fitch, specializzata nella valutazione dei rischi delle aziende, ha segnalato un peggioramento dell’affidabilità di Cva. Abbiamo chiesto quali analisi sono state effettuate dalla Regione e da Finaosta sul Rapporto Fitch riguardante Cva Spa reso pubblico il 28 ottobre; quali sono i motivi del peggioramento segnalato dall’Agenzia Fitch; quali interlocuzioni ci sono state con i vertici di CVA Spa per comprendere la situazione. Il Presidente Testolin ha risposto che l’Agenzia ha confermato il rating BBB+ ma al contempo ha segnalato una aspettativa più negativa dovuta a un peggioramento del mix aziendale verso attività più rischiose. Fitch ha rivisto l’outlook da stabile a negativo. Secondo Testolin i parametri di indebitamento nel 2029 potrebbero rientrare nei limiti e la diversificazione portata avanti da CVA è ritenuta anche da Fitch potenzialmente migliorativa nel tempo. Chiara ha rilevato che il rapporto Fitch è l’ennesimo campanello di allarme su CVA che non va sottovalutato. Cva porta in pancia oggi ben 169 società. Nella Relazione sulle società partecipate dello scorso anno, relativa al 2023, risultavano essere 151, una cifra abnorme ed infatti era stata raccomandata una riduzione e razionalizzazione…nel corso del 2024 il numero è cresciuto ancora di 18 unità. L’attività di CVA in varie Regioni italiane suscita reazioni negative e proteste (es. vicenda del progetto di campo eolico nel Nord della Sardegna nel 2024, promosso da Cva Eos con reazioni negative verso la Valle d’Aosta da parte dell’Unione Sarda). In un recente Convegno organizzato dal Pd piemontese l’on. Fornaro ha dichiarato che dietro al progetto di campo agrivoltaico a Rocca Grimalda, provincia di Alessandria, molto criticato dalla popolazione e dagli enti locali, c’era la Valle d’Aosta. Il deputato ha ricostruito la filiera societaria che porta a Cva ed ha commentato “la proprietà risale alla Regione Valle d’Aosta… è politicamente inaccettabile sfruttare terreni agricoli piemontesi per impianti che in Valle d’Aosta non si vogliono o non si possono costruire”. Non una bella pubblicità per la Valle… Alla fine della scorsa legislatura è stata affidata alla competente Commissione consiliare una verifica del funzionamento e della solidità della società, non terminata, e sarebbe bene che tale lavoro riprendesse.
Interrogazione: organizzazione del servizio di navetta straordinario per il Beauregard (Chiara) ![]()
A seguito dei lavori che interessano la strada antistante l’ospedale Beauregard è stata attivata dal 17 novembre una navetta temporanea, più piccola dell’autobus della linea 3, per permettere agli utenti di raggiungere il presidio ospedaliero. Però l’orario previsto è soltanto dalle 8 alle 14, e la navetta parte dall’Arco d’Augusto, cosicché chi deve raggiungere la fermata da piazza Manzetti (da dove parte la linea 3 normalmente usata per arrivare al Beauregard), magari arrivando da fuori Aosta con l’autobus sostitutivo del treno, deve usare un altro mezzo o andare a piedi. Inoltre ci sono in previsione altri lavori nella zona del ponte sul Buthier che richiedono ulteriori modifiche alla circolazione. Abbiamo chiesto quali interlocuzioni ci sono state con il comune di Aosta circa l’organizzazione del servizio temporaneo di navetta per raggiungere il Beauregard; se sia stata presa in considerazione la possibilità di istituire il servizio di navetta direttamente da Piazza Manzetti; perché la navetta straordinaria è attiva solo fino alle ore 14,00; se sono state previste, qualora necessarie, anche le variazioni di percorso della suddetta navetta in relazione ai lavori sul ponte sul torrente Buthier. L’Assessore ha risposto che attualmente i lavori sulla strada per il Beauregard sono sospesi e riprenderanno in primavera e che per allora si cercherà di trovare una soluzione migliore, accedendo all’ospedale attraverso una strada a monte e usando l’autobus della linea 3, invece della navetta piccola. Si cercherà anche di prolungare l’orario al pomeriggio. Le interlocuzioni con il Comune ci sono state e continueranno in modo più puntuale, così come avverrà con l’Assessorato regionale alle Opere pubbliche, per intervenire in caso di lavori. Chiara in replica ha apprezzato la volontà di trovare soluzioni migliorative e ha sottolineato la necessità del prolungamento oltre le 14, perché l’ospedale effettua esami e visite anche nel pomeriggio e sera (es, mammografie), c’è la pediatria con orari più flessibili per le visite. Molta gente non usa l’auto per evitare di intasare la zona e deve poter contare su soluzioni agili.
Interrogazione: rischio idrogeologico da fusione del ghiaccio del Permafrost (Eugenio) ![]()
Il 28 maggio 2025 nella Valle della Lötschental, nelle Alpi svizzere un’enorme valanga di ghiaccio e roccia si è sviluppata sul versante settentrionale del Kleines Nesthorn riversandosi sul fondo valle distruggendo e seppellendo il villaggio di Blatten. Durante il Convegno “METEOLAB XVI. Ghiacciai tra ricerca e diritto: nuove regole per un nuovo futuro“, tenutosi il 15 Novembre 2025 presso il Forte di Bard, è stata presentata dagli Esperti Marta Chiarle e Marco Giardino della Fondazione Glaciologica Italiana una relazione su tale evento catastrofico. Nella medesima Relazione i due esperti hanno ravvisato una correlazione causale fra la composizione geologica del terreno, la fusione del ghiaccio del Permafrost a causa dei cambiamenti climatici e l’entità dell’evento catastrofico, rintracciando in tale correlazione degli importanti possibili segnali predittivi. Gli stessi esperti hanno sottolineato l’importanza della Previsione, del Monitoraggio e in ultimo della Comunicazione; tutti fattori determinanti che hanno permesso che nel corso dell’evento tragico non vi siano state perdite di vite umane. In considerazione del fatto che la Valle d’Aosta è soggetta, come tutte le regioni alpine, a subire in modo ancora più marcato, a causa delle altitudini elevate dei propri territori, gli effetti dei cambiamenti climatici ed in particolare della fusione del ghiaccio del Permafrost con il verificarsi di crolli, smottamenti e frane in montagna soprattutto dalla quota di 2500m con l’interrogazione si è chiesto alla Giunta se:
- Se sono stati fatti degli studi per verificare se la stratificazione e la composizione geologica delle montagne della nostra regione presenta delle similitudini con quelle della Valle della Lötschental nelle Alpi svizzere;
- Se vi è una mappatura delle possibili zone della Valle d’Aosta a rischio di crolli, legati alla fusione del ghiaccio del Permafrost, sia a carattere locale di dimensioni ridotte sia tali da eventualmente coinvolgere il fondovalle;
- Quali sono attualmente le aree della nostra regione sottoposte a monitoraggio di rischio idrogeologico da fusione del ghiaccio del Permafrost.
L’assessore Sapinet ha spiegato che l’evento di Blatten del 28 maggio 2025 — un collasso combinato di roccia e ghiaccio in permafrost degradato — si inserisce in un quadro di fenomeni gravitativo-glaciali in aumento a causa del riscaldamento climatico. Ha ricordato episodi simili nelle Alpi e anche in Valle d’Aosta (Triolet 1717, Becca di Luseney 1952, Brenva 1997), che portarono alla nascita del monitoraggio strutturato della criosfera e, nel 2002, della Fondazione Montagna Sicura.
Ha illustrato l’articolato sistema di monitoraggio regionale:
- studi diagnostici sulla fratturazione dei versanti (con ISPRA – progetto CARG),
- mappatura del permafrost degradante (progetti Permanet, Permamont, Glacic Risk),
- rete di sensori in alta quota (Capanna Carrel, Cime Bianche, Val Ferret, Brenva),
- cartografia della pericolosità aggiornata,
- monitoraggio satellitare interferometrico attivo sull’80% del territorio.
Ad oggi non risultano scenari catastrofici paragonabili al caso svizzero, ma alcune zone — soprattutto Monte Bianco e Val Ferret — richiedono attenzione rafforzata con monitoraggi dedicati e piani di protezione civile. Ha concluso sottolineando che, in un clima che cambia rapidamente, serviranno vigilanza, investimenti e collaborazione scientifica continua per tutelare sicurezza e resilienza del territorio. Ringraziando l’assessore, Eugenio ha espresso soddisfazione per la risposta, ritenendo fondamentale mantenere alta l’attenzione su un fenomeno che, con il cambiamento climatico, è destinato a intensificarsi come emerso alla 16ª edizione di MeteoLab in cui si è detto che il calore sta penetrando nel permafrost a profondità un tempo impensabili (da 4 a 7 metri). Eugenio ha voluto anche sottolineare il ruolo centrale della scienza specialmente di fronte a negazionismi, fake news e interessi economici che talvolta prevalgono sulla verità scientifica — come ricordato dal prof. Pievani all’inaugurazione dell’anno accademico dell’Univda. Eugenio inoltre espresso rammarico per la scarsa attenzione dimostrata dall’Italia in sede internazionale (COP30 di Belém).
Interrogazione: riapertura della sala dialisi di Donnas (Chiara) ![]()
La Sala Dialisi di Donnas è chiusa dal gennaio 2024 e riaprirà a breve. I pazienti da quasi due anni sono seguiti al Centro di Saint-Vincent che ora chiuderà e i residenti da Chambave in giù andranno a Donnas, mentre quelli da Fénis in su in ospedale ad Aosta. A Saint-Vincent ora si accolgono 6/7 pazienti per turno, tutti i giorni dal lunedì al sabato, mattina e pomeriggio, mentre l’orario previsto a Donnas sarà di soli tre giorni (lunedì, mercoledì e venerdì), per circa 8/9 pazienti per turno. Vi opereranno solo 3 infermieri professionali e una OSS per ogni turno di 12 ore (dodici ore consecutive, pausa di max 15 minuti per il pasto – non c’è servizio mensa -, durante il cambio dei pazienti del mattino con quelli del pomeriggio). Il personale rimanente, ora in forze a Saint-Vincent (2 infermieri e 1 OSS), fra cui lavoratori residenti nelle vallate laterali, sarà trasferito ad Aosta e potrebbe essere richiesta loro anche la reperibilità per urgenze extra orario del turno. Abbiamo chiesto se la ricostruzione è corretta; perché la Sala Dialisi di Donnas sarà operativa solo tre giorni a settimana; perché con numero invariato di pazienti il personale eccedente ora impiegato a Saint-Vincent sarà trasferito ad Aosta; se esistono forme di rimborso per gli spostamenti del personale. L’Assessore ha risposto che le informazioni riportate sono sostanzialmente corrette e ha confermato orari e distribuzione dei dipendenti. Ha detto che per il pasto si studierà una soluzione ma per il resto non ha dato risposte confortanti…La riorganizzazione del servizio richiede il trasferimento di parte del personale ad Aosta, che raccoglierà tutti i dializzati del Distretto 1, mentre quelli del Distretto 2 andranno a Donnas. Le valutazioni sono state fatte sulla base dell’utenza attuale e tenendo conto della possibilità di avere temporaneamente qualche turista dializzato. Nulla sui possibili rimborsi spese di viaggio. Chiara in replica ha lamentato che mantenendo più o meno il numero degli utenti, a Donnas non ci dovrebbe essere contrazione di personale, che non si tiene conto delle obiettive difficoltà di chi abita in bassa valle e che, dopo un turno di 12 ore, deve magari partire per una urgenza e andare fino ad Aosta. Infermieri e Oss stanno facendo degli sforzi non indifferenti e una maggiore attenzione al loro benessere sarebbe necessaria, magari anche attraverso un rimborso delle spese di viaggio. Per quanto riguarda la nuova sala dialisi di Donnas, l’utenza e gli operatori auspicavano un miglioramento e anche un ampliamento del servizio, ma non sarà così ed è difficile per loro capire perché la sala sarà aperta solo tre giorni a settimana.
Interpellanza: coinvolgimento di enti locali, operatori e popolazione nella scelta fra le due opzioni di chiusura del tunnel del Monte Bianco (Chiara) ![]()
A breve la Commissione Intergovernativa Italia-Francia, a cui competono le decisioni sul Tunnel del Monte Bianco, dovrà esprimersi sulle modalità di prosecuzione dei lavori di risanamento della volta del Tunnel. Sono stati condotti lo scorso anno e quest’anno due cantieri test e adesso la Commissione deve fare una scelta fra due opzioni alternative a) chiusura per 15 settimane consecutive (in autunno) per 15 anni; b) chiusura totale per tre anni e mezzo consecutivi. La scelta comporta implicazioni importanti sulle attività economiche e sulla mobilità transfrontaliera e quindi è bene che si sentano i tecnici, ma anche le istituzioni, gli enti locali, la popolazione. Sul versante francese alcune forme di consultazione sono state avviate, ed anche sul sito ufficiale della Società del traforo del Monte Bianco si trovano alcuni accenni. Sul versante valdostano non ci risulta sia decollata una indagine e comunque essa rischia di non svolgersi tempestivamente, visto che già a metà dicembre la Commissione Intergovernativa TMB valuterà le due opzioni. Non sappiamo se ci sarà in quel momento una decisione, ma in ogni caso secondo noi sarebbe bene arrivarci preparati. Abbiamo quindi interpellato il Governo regionale per sapere: se ha invitato i Sindaci e le amministrazioni comunali della Valdigne ad esprimersi rispetto alle due opzioni; se e quali associazioni di operatori economici sono state coinvolte nell’indagine sulle due possibili opzioni; quali azioni intende assumere affinché la consultazione coinvolga l’intera popolazione valdostana. Il presidente Testolin ha premesso che sarebbe più utile chiedere l’opinione sulla costruzione di una seconda canna per motivi principalmente di sicurezza, piuttosto che pensare alle opzioni sui lavori. Poi ha affermato che la Regione non ha ricevuto richieste di sondare le opinioni e di esprimere un parere, di conseguenza non ha ritenuto di aprire una consultazione fra Comuni e operatori economici. Chiara ha replicato riaffermando la contrarietà al raddoppio del tunnel e ha evidenziato che in Savoia la prefettura ha richiesto agli eletti al Parlamento di sondare le preferenze della popolazione che risiede nel territorio circostante il tunnel; il deputato Xavier Roseren ha avviato una consultazione, che ha avuto un buon riscontro e ha evidenziato una netta maggioranza di consensi all’opzione della chiusura dei tre mesi in autunno per 15 anni. In Valle d’Aosta la testata Aostasera ha avviato un sondaggio a cui hanno risposto 1642 persone, un dato che evidenzia molto interesse: 56% pro chiusure trimestrali per 15 anni, 40% pro chiusura per tre anni, 4% incerto. insistere sull’importanza di sentire Comuni, operatori economici e cittadini. Secondo i due sondaggi l’orientamento prevalente è per la chiusura nei tre mesi autunnali per 15 anni. Noi riteniamo che occorra ulteriormente approfondire e crediamo che sia opportuno attivarsi subito in questo senso. Promuoveremo pertanto una consultazione in Valdigne attraverso i nostri aderenti.
Interpellanza: abbonamenti alla Saison Culturelle (Chiara) ![]()
L’interpellanza riguardava gli abbonamenti alla Saison culturelle. Ci sono alcune criticità che riguardano in particolare la disponibilità degli abbonamenti e le modalità di prenotazione degli stessi: vari utenti che il giorno stabilito si sono messi in coda fin dal mattino molto presto per sottoscrivere l’abbonamento, sono tornati a casa nel pomeriggio con un nulla di fatto perché le disponibilità erano esaurite. Altri hanno invece sottolineato un aumento dei costi. Alcuni spettacoli sono fuori abbonamento, visto che sono attrattivi, ma questa soluzione riguarda anche lo spettacolo in francese, che di norma attira quasi ed esclusivamente gli abbonati; la pièce è proposta a pagamento nell’ambito delle Journées de la francophonie, lo scorso anno era gratuita. Pare assurdo che nel 2025 non sia prevista la possibilità di sottoscrivere, prenotare o acquistare abbonamenti in via telematica, attraverso apposita piattaforma, come avviene per i singoli biglietti. Abbiamo chiesto di conoscere le ragioni degli aumenti di alcuni abbonamenti e del costo dei singoli biglietti, fino al 25% in più rispetto al passato; se c’è l’intenzione rivedere e migliorare le modalità di sottoscrizione e acquisto degli abbonamenti, anche attraverso l’utilizzo aggiuntivo di prenotazioni e acquisti telematici; se è stata presa in considerazione – o se si intende farlo per il futuro – la possibilità di organizzare la replica di spettacoli di cui, per il loro elevato livello di qualità, è possibile prevedere fin da subito una forte partecipazione di pubblico. Chiara ha anche chiesto, oralmente, se c’è una disponibilità a ripristinare il servizio di autobus esistente in passato per permettere ai cittadini residenti in bassa e alta Valle di partecipare alla Saison. L’Assessore ha convenuto che la modalità di acquisto degli abbonamenti è poco efficace e ha dato disponibilità a lavorare per apportare migliorie. Ha poi sottolineato che nel tempo gli aumenti sono stati contenuti rispetto a quello che accade per rassegne simili in altre regioni. Ha fatto una apertura sulla possibillità di avere un bus dedicato, ma ha messo le mani avanti sui costi e anche sulle repliche di spettacoli attrattivi. Chiara si è dichiarata complessivamente soddisfatta dalla risposta, cero la cultura ha un costo, ma così come si prevedono sconti significativi sugli skipass dei residenti e dei giovani in particolare, si potrebbero prevedere interventi economici volti a sostenere ancora di più le rassegne culturali come la Saison, dal valore riconosciuto da tutti, e promuovere con convinzione gli eventi proposti fra la cittadinanza.
Interpellanza: presenza degli operatori/collaboratori scolastici in ogni plesso (Chiara) ![]()
Il Ministero dell’istruzione introdurrà stabilmente dal 2025-2026 la figura dell’operatore scolastico, che sostituirà progressivamente i collaboratori scolastici (bidelli), svolgendo funzioni più qualificate, dall’assistenza agli alunni con disabilità al supporto tecnico. Molti plessi valdostani, soprattutto nei piccoli comuni sedi di scuola primaria e dell’infanzia, sono oggi privi di collaboratori. Gli insegnanti spesso sono gli unici adulti presenti e devono svolgere attività legate ad esempio all’accudimento dei minori o alla portineria. Chiara ha chiesto quanti sono i plessi senza personale dedicato, quali soluzioni vengono adottate e se il Governo intende attivare, con gli enti locali, misure che garantiscano adeguate condizioni di assistenza e sicurezza in tutte le scuole della regione. L’Assessore ha risposto che le 18 istituzioni scolastiche di base (infanzia, primaria e secondaria di primo grado) contano 106 plessi , di cui 73 risultano senza un collaboratore scolastico per tutta la durata delle attività, circa il 69%. Il Comune di Aosta supplisce alle carenze ricorrendo a ditte esterne per la “guardiania” che, in alcuni plessi, è integrata con i lavoratori dei Progetti di inclusione attiva (Pia), usati anche altrove. Dove non sono disponibili né ditte né lavoratori dei Pia, i Comuni concordano con le scuole momenti di compresenza del personale comunale e installano sistemi di sicurezza dedicati. Lavevaz si è detto disponibile ad aprire un confronto con il Celva per affrontare le situazioni più delicate legate alla presenza di alunni con disabilità, in particolare durante la pausa mensa. In Valle d’Aosta il personale Ata rientra nel comparto unico regionale: contratto e inquadramenti sono quindi definiti dalla normativa regionale e non da quella del mondo della scuola. Chiara ha replicato che questa è un’annosa questione che si ripresenta negli anni, apparentemente senza trovare una soluzione definitiva, e i dati riportati lo confermano. Continuiamo a raccogliere un fortissimo disagio sul territorio con insegnanti unici che devono gestire situazioni complicate, anche in assenza di alunni con disabilità. Di concerto con gli enti locali sono state adottate delle misure tampone, ma bisogna mettere mano alla questione e intervenire in maniera strutturale sul problema dell’assistenza nelle scuole. L’anno scolastico è già iniziato e speriamo di vedere presto qualche proposta da parte di questo Governo che sia concertata non solo con i sindacati ma anche con le istituzioni scolastiche. Monitoreremo attentamente le future azioni.
Interpellanza: tratto ciclabile fra la Torre Piezometrica e la Dora Baltea dalla strada Pont-Suaz in direzione quartiere Dora (Eugenio) ![]()
L’interpellanza verte su un tratto di pista ciclabile chiuso da anni. Tale tratto si trova nella zona del Pont Suaz e si sviluppa sulla sinistra orografica della Dora a partire dalla Strada Pont Suaz in prossimità del Ponte sulla Dora Baltea e, passando dietro alla Torre Piezometrica, prosegue tra La Pépinière d’Entreprise, gli stabili che ospitano Vda Structure, gli ex Capannoni industriali (dove ora vi sono diverse attività commerciali) e la Dora per arrivare fino al Torrente Buthier dove, costeggiandolo, dovrebbe giungere al Quartiere Dora;
Da ciclista urbano ed extraurbano Eugenio ritiene che potrebbe essere un collegamento molto utile per evitare tratti di traffico intenso, ma purtroppo risulta inaccessibile da tempo e comunque mai completato nella parte terminale. Di questo tracciato, che sembrerebbe essere di competenza regionale si sono trovate tracce solo nella Mappa del Progetto esecutivo “Aosta in bicicletta” in cui tale tracciato è catalogato tra i “Percorsi ciclabili esistenti” e segnalato con colore azzurro.
Espresse tutte queste premesse l’interpellanza mira pertanto a conoscere:
- se effettivamente tale tratto è di competenza regionale e, in caso di risposta affermativa, a quali Atti, Documenti, Progetti si fa riferimento;
- quali sono i motivi per cui il tratto di ciclabile succitato è chiuso e da quando. O meglio ancora se mai è stato aperto;
- quali sono le ragioni per cui tale tragitto non è stato completato che anticipando una possibile risposta potrebbero essere le stesse per cui è chiuso;
- se è intenzione dell’Amministrazione regionale completare il percorso e riaprirlo al pubblico e, in caso di risposta affermativa, secondo quale Progettazione e tempistiche
Si tratta di un intervento piccolo ma importante nella logica per cui le opera pubbliche vanno completate e rese fruibili, non lasciate a degradarsi. L’assessore Davide Sapinet ha spiegato che il tratto in questione è stato realizzato da VdA Structure nell’ambito della riqualificazione delle ex aree Cogne e si trova su proprietà privata della stessa società. Non è classificato come pista di interesse regionale e non rientra nella rete ciclabile di fondovalle, quindi la Regione non è responsabile della gestione né di eventuali interventi di sistemazione. Ha tuttavia ricordato che la tratta era già stata aperta in passato e risulta chiusa solo da circa un anno o due. Pur non avendo competenza diretta, la Regione ha già interloquito con VdA Structure e vede possibili sviluppi:
- valutare un inserimento nel progetto “Aosta in bicicletta” tramite aggiornamento dell’Accordo di Programma del 2011 con il Comune;
- considerare la riqualificazione in relazione alle opere in corso nel quartiere Dora, inclusa la nuova via Page;
- coordinare gli interventi con tutti i soggetti coinvolti, vista la presenza di vincoli idraulici e industriali (Dora, Butier, area ex acciaieria).
Eugenio ha ringraziato per la risposta precisa e ha colto l’apertura come un impegno politico verso una soluzione. Quel tratto, se completato e riaperto, sarebbe un tassello prezioso della mobilità ciclabile cittadina.
Interpellanza: criticità nella gestione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica al quartiere Cogne di Aosta (Eugenio) ![]()
Il maxi-cantiere del Progetto di riqualificazione del quartiere Cogne si sta avviando alla conclusione. Un termine obbligato in quanto il PNRR (che ha assorbito il cosiddetto Progetto Pingua – il Programma innovativo per la qualità dell’abitare) con i cui fondi si sono finanziati i lavori non transige e la scadenza è il 2026. Nel marzo 2026 il nuovo quartiere Cogne deve essere consegnato. Il superbonus 110% è stato affidato all’ARER e anche la competenza di alcuni cantieri tra cui le case Filippini e Stura. Lavori che hanno riguardato le facciate, i cappotti termici, e l’allacciamento di oltre 300 unità immobiliari, il teleriscaldamento, i tetti, la sostituzione di tutti i serramenti, l’ammodernamento degli ascensori, la pavimentazione del piazzale centrale con il mantenimento degli alberi. E’ proprio da diversi assegnatari di alloggi di questi due stabili che sono giunte molteplici segnalazioni in merito alla qualità di tali lavori, in particolare nelle esecuzioni delle opere di finitura, nel malfunzionamento degli impianti TV e nella gestione dei rifiuti di cantiere.
Oltre a tali lamentele specifiche sugli attuali interventi di riqualificazione sono state rilevate numerose rimostranze, che si ripetono da molti anni, di inquilini, che in alcuni casi hanno addirittura ritenuto adire le vie Legali, in merito a diverse criticità e disservizi nella gestione degli stabili dell’A.R.E.R, come ad esempio:
- la lentezza nelle risposte a seguito di segnalazioni di varia natura;
- l‘inefficacia nella presa in carico delle problematiche relative a interventi di manutenzione straordinaria;
- la scarsa cortesia del personale degli uffici;
- la non adeguata competenza e professionalità dei manutentori che si sono occupati dei lavori;
- l’assenza di una sala di attesa negli uffici ARER dotata di sedie che ha costretto anche persone anziane ad aspettare il proprio turno in piedi.
Si ricorda inoltre che un problema cogente riguarda il perdurante malfunzionamento dei portoni di accesso ad alcuni stabili (il cui chiudiporta non funziona e non permette alla porta di serrarsi) comportando una importante conseguente questione di sicurezza per gli abitanti, legata all’eventuale accesso di persone indesiderate.Trattandosi di Lavori di manutenzione straordinaria, tali interventi sono quindi di competenza, anche nel loro monitoraggio e controllo, dell’A.R.E.R, come peraltro riportato nell’elenco delle “funzioni” dell’Ente economico pubblico strumentale della Regione tra cui si cita appunto: “gestisce i servizi attinenti al soddisfacimento delle esigenze abitative delle famiglie”. Quindi l’interpellanza vuole capire se l’ARER è consapevole delle criticità, che sistemi di controllo di qualità adotta, come monitora gli interventi e vuole sondare le azioni che l’ARER intende mettere in atto per migliorare la propria capacità di “ascolto” delle problematiche degli inquilini, le modalità di accoglienza degli stessi nel front office degli uffici, la celerità nelle risposte alle segnalazioni degli abitanti e nell’implementazione di un sistema di qualità nella gestione del monitoraggio. Si chiede inoltre se vi sono alloggi sfitti come alcuni inquilini hanno segnalato.
L’Assessore ha ricordato che ARER gestisce oltre 1650 alloggi più box e locali sul territorio. Gli alloggi attualmente sfitti sono tali perché oggetto di lavori di riqualificazione prima di essere rimessi in graduatoria: non rimangono vuoti senza motivo. Sul piano finanziario, il governo ha destinato risorse significative:
- 1 milione €/anno per il triennio 2026-2028 (totale 3 milioni)
- 2 milioni € nell’assestamento 2025 per manutenzioni e recupero alloggi
- nuova convenzione: circa 30 nuovi alloggi nelle ex soffitte delle case Giacchetti (4 milioni €)
ARER ha eseguito negli ultimi anni numerosissimi interventi nel quartiere Cogne: contabilizzatori di calore, reti idriche e di scarico, isolamento, coperture, serramenti, 526 alloggi efficientati, 255 recuperati dagli sfitti, oltre 700 interventi ordinari/anno. Sono numeri molto elevati e qualche criticità può verificarsi, ma l’ente interviene quando vi sono segnalazioni. Quanto ai controlli l’Assessore segnala che ogni appalto ha i propri responsabili di progetto, direttori lavori, collaudo, ecc., interni o esterni, regolarmente abilitati. Tutte le richieste vengono gestite tramite database, con priorità, sopralluoghi e ordini all’impresa. E’ in arrivo una nuova piattaforma per ridurre i tempi di risposta. Per il front office: sono in corso lavori per creare una migliore sala d’attesa, più riservata e confortevole. ARER dichiara invece di non aver riscontro di episodi di scortesia del personale. L’assessore ha apprezzato l’approccio costruttivo e si è impegnato a continuare un monitoraggio costante sull’operato di ARER. Eugenio: ci si rende conto che la gestione è complessa, ma il nostro ruolo è ascoltare i cittadini e segnalare ciò che non funziona. Piccole attenzioni, dalla cortesia al corretto invio dei tecnici, fanno la differenza soprattutto per le persone anziane.
Interpellanza: stato dell’arte della legge regionale sul Terzo Settore (Eugenio) ![]()
Questa interpellanza mira a riportare l’attenzione sulla legge regionale per il Terzo Settore, già presentata come DDL n.198 nel giugno 2025 e poi decaduta con la fine della legislatura. Si ribadisce quanto sia urgente approvarla per recepire pienamente, anche in Valle d’Aosta, la riforma nazionale del Terzo Settore, che attribuisce alle Regioni un ruolo centrale nella fase attuativa in particolar modo rispetto:
- al tema dei rapporti con la pubblica amministrazione (art. 55 Cts), che rimanda chiaramente al ruolo che ciascuna amministrazione, anche territoriale, deve svolgere nell’assicurare il “coinvolgimento attivo” degli enti del Terzo settore nell’esercizio delle proprie funzioni, anche declinando – nel rispetto di quanto previsto dalla legge 241/90 – un proprio procedimento di “amministrazione condivisa” (co-programmazione, co-progettazione).
- alle misure a carattere fiscale e alla possibilità di definire misure di vantaggio per i tributi regionali (art. 82 Cts),
- oltre all’istituzione dell’ufficio regionale del registro unico del Terzo settore (art. 45 Cts)
- all’accesso al fondo sociale europeo (69).
Si sottolinea il concetto di amministrazione condivisa, che riconosce agli enti del Terzo Settore finalità di interesse generale convergenti con quelle pubbliche, in una logica di sussidiarietà verticale e orizzontale (art. 118 della Costituzione). Serve una norma che renda strutturale questa collaborazione, facilitando procedure, sinergie e la piena legittimazione degli ETS come partner istituzionali. Si evidenzia inoltre una criticità contingente: il CSV della Valle d’Aosta non ha risorse sufficienti per sostenere l’aumento dei compiti legati all’iscrizione al RUNTS. In VdA ci sono 240 Associazioni di Volontariato, di cui la maggior parte di dimensioni medio-piccole e non sufficientemente dotate delle strutture necessarie per ottemperare agli obblighi procedurali e burocratici da tale iscrizione e che quindi si sono rivolte al CSV per avere un supporto organizzativo.
Alla luce di tutte queste premesse con l’interpellanza si intende chiedere:
- Se è intenzione della Maggioranza riportare la Legge regionale sul TS in V Commissione e con che tempistica;
- In caso di risposta affermativa quale sarà lo spirito con cui la Maggioranza ha intenzione di connotare la predisposizione della Legge. Ovvero se il principio fondante di tale Legge sarà quello di considerare il TS nella logica dell’Amministrazione condivisa;
- Se il CSV è stato audito in V Commissione della precedente legislatura;
- Se è intenzione dell’Amministrazione regionale inserire nella suddetta Legge adeguati finanziamenti strutturali al CSV alla luce dell’importante, e in continuo incremento di richieste di supporto al CSV avanzati dalle associazioni di volontariato.
L’assessore Marzi ha confermato che l’iter è stato riavviato subito dopo l’insediamento e che il disegno di legge sarà approvato entro il primo semestre del 2026. Il testo, già frutto di un’ampia concertazione nella scorsa legislatura, è ora in verifica tecnica e finanziaria presso gli uffici, poi tornerà in Giunta e in Consiglio. Durante la stesura si è svolto un confronto continuo con tutte le componenti del Terzo Settore e con gli enti locali, con il supporto scientifico della Scuola Sant’Anna di Pisa. Il testo prevede:
- spazi permanenti di consultazione (Consulta regionale del Terzo Settore, Osservatorio regionale);
- finanziamenti strutturali a ETS e CSV per promuovere volontariato, innovazione sociale e supporto organizzativo;
- 250.000 €/anno per 3 anni nel bilancio 2026-2028, per un totale di 750.000 € destinati al CSV e alle attività correlate.
L’amministrazione riconosce il ruolo essenziale delle organizzazioni di volontariato e delle associazioni di promozione sociale nel benessere della comunità. Eugenio ha espresso due considerazioni. Con la prima si è fatto notare che sei mesi di tempo per approvare una legge che è già in fase molto avanzata di stesura sembrano tanti. La seconda è per segnalare che nella risposta dell’Assessore non si è percepita una sufficiente attenzione verso le cooperative sociali e verso i nodi centrali della co-programmazione e co-progettazione chiedendo che questi aspetti vengano valorizzati nella scrittura della norma e che siano audite anche le Centrali cooperative. Si è confermata la nostra piena disponibilità a lavorare attivamente sul testo in Commissione.