L’ultimo Consiglio di dicembre era convocato per discutere il Documento di economia e finanza regionale, la legge di stabilità regionale e il bilancio di previsione della Regione per il triennio 2026-2028.
Oltre a ciò era prevista la presa d’atto di sei relazioni della Sezione di controllo della Corte dei Conti: piano di revisione ordinaria delle partecipazioni societarie della Regione; rendiconto 2023 dei Comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti; bilancio di previsione della Regione 2025-2027; gestione 2023 dei cofinanziamenti regionali per interventi sostenuti con fondi europei in Valle d’Aosta; gestione in corso d’esercizio delle Case di Comunità e presa in carico della persona della Regione; gestione in corso d’esercizio del progetto “Arvier agile. La cultura del cambiamento” finanziato nell’ambito del Pnrr. All’esame dell’Aula figurava anche l’atto di razionalizzazione periodica delle partecipazioni pubbliche al 31 dicembre 2024. Come gruppo abbiamo presentato soltanto una question time.
Interrogazione a risposta immediata: Informazioni sulla concentrazione di gas fluorurati a Verrès (Chiara, Eugenio) ![]()
Viste le notizie apparse sugli organi di informazione abbiamo chiesto se l’Arpa o l’Azienda Usl abbiano fatto dei controlli riguardo alle cause e agli effetti di concentrazioni di gas fluorurati nella zona di Verrès.
Chiara ha ricordato che «nella classifica stilata da Greenpeace sulle emissioni di gas fluorurati, Verrès occupa il 7° posto. Tra il 2007 e il 2023 nel cielo sopra Verrès si sono accumulate 65 tonnellate di F-gas, che sono collegati ai Pfas, composti chimici usati nell’industria e considerati altamente inquinanti e potenzialmente pericolosi per la salute (fegato, tiroide, fertilità, obesità).» Nella risposta, l’Assessore Sapinet ha detto che «la Valle d’Aosta è inclusa nell’analisi nazionale, ma non è evidenziata né tra le aree con le emissioni più elevate né tra i casi di studio o le aree di particolare attenzione. Non vi sono attualmente disposizioni normative in materia relativamente alla definizione di limiti sulle concentrazioni in aria. Il gas in questione ha un effetto riconosciuto sull’ambiente legato solo al potenziale climalterante. Non avendo effetti tossici normativamente riconosciuti, per questo tipo di sostanze non sono attualmente previsti limiti di emissione nelle autorizzazioni e relativi controlli. Nel corso degli ultimi anni l’emissione di tali sostanze si è drasticamente ridotta a seguito dell’evoluzione dei processi produttivi.» Chiara ha replicato che non ci sarà obbligo di controlli, ma i dati sono preoccupanti e da non sottovalutare. Sarebbe opportuno che ci fosse un monitoraggio costante e anche un’informativa ai cittadini; ha quindi invitato il Governo a dedicare concreta attenzione alla questione e dare comunicazioni puntuali alla cittadinanza.
Siamo intervenuti entrambi nella discussione generale della manovra di bilancio (Defr e due disegni di legge). Riportiamo qui una breve sintesi e alleghiamo i testi integrali dei nostri interventi.
Chiara ha espresso «un giudizio negativo sull’impostazione e sui contenuti dei provvedimenti nei quali manca una visione strategica e una vera programmazione. Il Defr si limita a descrivere l’esistente, senza indicare priorità né scelte incisive, pur in presenza di risorse ingenti. È un documento privo di respiro, ridotto a un atto burocratico, che riflette un problema di fondo: la cronica refrattarietà dei governi a guida unionista a programmare. Non troviamo nuovi obiettivi strategici e quelli indicati non affrontano temi cruciali come rilancio della sanità pubblica, autonomia energetica, rifiuti zero, contrasto alla povertà e all’abbandono scolastico, riforma enti locali, legge elettorale regionale. Sul Casinò si ipotizza il ritorno alla gestione privata senza rafforzare i controlli, mentre sul tunnel del Monte Bianco si insiste sul raddoppio stradale in contrasto con le indicazioni europee che privilegiano il trasporto merci su ferrovia. La Valle d’Aosta “fossil fuel free” resta uno slogan: il 70% dei consumi dipende ancora da fonti fossili e non c’è una strategia sull’autonomia energetica. Sul collegamento Cime Bianche si registra una grave forzatura, senza alcuna valutazione dello studio commissionato dalla Regione: la nostra proposta è la tutela del vallone attraverso la creazione del Parco del Monte Rosa. Su Cva sono sorti forti interrogativi, ma nel Defr non compare nulla e gli indirizzi sono demandati integralmente alla Società.» (vedi allegato).
Eugenio ha constatato che «il Defr dovrebbe essere la pietra miliare di un governo, un progetto che deve discendere da una visione e da sogni e declinarsi in azioni e obiettivi, con tempi e indicatori certi. Invece, in questo documento – in cui c’è anche una certa trascuratezza nella stesura – non si trova una visione chiara né di sistema né del futuro. In materia di politiche sociali emergono diverse azioni da mettere in atto, alcune delle quali anche condivisibili, ma anche qui non si esce da una logica piccola e limitata. C’è bisogno di una riforma complessiva, che orienti il faro delle politiche mettendo al centro la persona, senza distinguo tra anziani, giovani, disabili, dando a tutti pari dignità e pari diritti. Oggi, c’è troppa frammentazione, troppa settorialità, spesso compartimenti stagni: il risultato è che la Valle d’Aosta ha tante risorse, ma fatica a spenderle. Occorre quindi una riforma che metta attorno al tavolo della programmazione a regia pubblica i dipartimenti sanità, politiche sociali e il terzo settore. Sull’ente strumentale per la gestione dei servizi alla persona, non siamo d’accordo: sembra l’ennesimo intervento tampone che non risolve la situazione, con il rischio di duplicare le criticità della Società di Servizi.» (vedi allegato).
Abbiamo presentato 13 ordini del giorno al Defr (in totale ne sono stati proposti 57), tutti respinti tranne due a prima firma di Eugenio ritirati in aula. Anche gli odg degli altri gruppi sono stati tutti rifiutati, in barba all’annunciata volontà di dialogo della maggioranza e del Governo, che non si è vista in quattro giorni di lavori.
Qui una breve sintesi delle nostre proposte sul Defr.
1) Impegno a riferire sulla futura governance della Casinò de la Vallée spa (Chiara, Eugenio) ![]()
2) Impegno a prevedere un progetto per portare la fibra ottica nelle case e negli uffici con procedure semplificate e costi ridotti (Eugenio, Chiara) ![]()
3) Impegno a predisporre entro sei mesi una bozza di legge per la prevenzione degli incendi boschivi (Chiara, Eugenio) ![]()
4) Impegno a monitorare la situazione della Cogne Acciai Speciali e definire un programma di interventi per il suo processo di decarbonizzazione (Chiara, Eugenio) ![]()
5) Impegno a incentivare l’Alleanza per il lavoro di qualità supportando gli enti locali (Eugenio, Chiara) ![]()
6) Impegno a introdurre la gratuità dei mezzi di trasporto pubblico locale per gli under 21 (Chiara, Eugenio) ![]()
7) Impegno a individuare, nel prossimo bando del servizio Tpl, criteri premiali per l’utilizzo di autobus elettrici (Chiara, Eugenio) ![]()
8) Impegno a promuovere l’escursionismo in media montagna a favore delle scuole valdostane (Chiara, Eugenio) ![]()
9) Impegno a creare un tavolo di lavoro interistituzionale per il contrasto alla dispersione scolastica (Chiara, Eugenio) ![]()
10) Impegno a sollecitare la pubblicazione del Rapporto sulla gestione dei rifiuti e valorizzare il ruolo dell’Osservatorio regionale dei rifiuti (Chiara, Eugenio) ![]()
11) Impegno a elaborare un piano pluriennale di potenziamento del patrimonio di edilizia residenziale pubblica (Chiara, Eugenio) ![]()
12) Impegno a progettazione di un’App VdA per escursionismo e cicloturismo (Eugenio, Chiara) RITIRATO ![]()
13) Impegno a predisposizione di un testo di legge sui caregiver familiari. (Eugenio, Chiara) RITIRATO ![]()
Il nostro voto finale è stato contrario.
Chiara ha parlato di una manovra «inadeguata rispetto alla capacità di avere una visione di lungo periodo, che – nonostante il cambiamento di maggioranza e di collocazione politica – conferma impostazioni e scelte, in particolare su ambiente, energia e trasporti, che non possiamo assolutamente condividere. I 62 no a tutte le proposte della minoranza evidenziano un metodo inaccettabile che spero veder cambiare nel corso della legislatura. Nonostante l’appello al dialogo, è stata fatta una scelta di comodo: meglio non valutare le proposte ma respingere tutto in blocco. Questo non è un segnale di forza ma di debolezza e di chiusura ideologica basata su uno schema concettuale precostituito.» ![]()
Eugenio ha aggiunto «Il nostro voto al Defr è contrario per la mancanza di visione a lungo termine, per le tempistiche e per temi importanti per noi inaccettabili: raddoppio del Tunnel, ferrovia Aosta/Pré Saint Didier, Cime Bianche, collegamenti intervallivi e Ente strumentale. Ci è stato detto che l’impossibilità di arrivare ad un documento così cruciale per il futuro della Valle d’Aosta senza un lavoro corale sia legata ad una questione congiunturale, ma in realtà si è ripetuta in più momenti in passato, quindi è strutturale. Critichiamo anche il metodo: molte pagine del documento sembrano scritte con superficialità. Un copia-incolla con pochi obiettivi strategici e non declinati adeguatamente. Le modalità di approvazione, inoltre, sviliscono il Consiglio e la possibilità dei Consiglieri di dare il proprio contributo. Su questo aspetto, spero di poter intervenire concretamente nella Commissione Regolamento.» ![]()