In apertura del Consiglio è stato discusso il Disegno di legge n.4 Disposizioni per l’organizzazione del Corpo valdostano dei vigili del fuoco. Il nostro gruppo ha presentato una serie di emendamenti, che sono stati respinti in toto, alcuni dei quali di mero valore tecnico e altri più di sostanza, volti a mantenere l’impianto di un testo legislativo che, nella sua prima formulazione, aveva seguito un iter innovativo e valido, vale a dire un lungo lavoro di confronto e concertazione tra Regione e organizzazioni sindacali di categoria, con il supporto esterno per la parte legislativa, vista la complessità della tematica. Cinque anni di lavoro che è poi stato smentito nei fatti da emendamenti presentati all’ultimo dalla maggioranza e che ha prodotto un testo che, invece di definire meglio le competenze del Corpo valdostano dei vigili del fuoco, mantiene una serie di ambiguità e non riconosce adeguatamente prerogative proprie dei vigili.

Nel suo intervento Chiara ha parlato di «un disegno di legge frutto di un iter complesso, durato cinque anni e caratterizzato da un lungo lavoro di mediazione tra le parti, che oggi arriva in Aula con alcuni emendamenti presentati dalla maggioranza solo pochi giorni fa senza una condivisione. Le modifiche proposte intervengono su altri ambiti normativi, come la disciplina della Cus e la legge sul Soccorso alpino valdostano, creando un problema di metodo e di coerenza legislativa. Un disegno di legge che ha l’obiettivo di disciplinare l’organizzazione e le funzioni del Corpo valdostano dei vigili del fuoco dovrebbe, infatti, rimanere concentrato su questo oggetto, senza trasformarsi in un contenitore di modifiche ad altri settori normativi che meriterebbero un confronto specifico e autonomo. Rinviare l’approvazione di questa legge, come richiesto dalla minoranza e dalle rappresentanze sindacali dei vigili del fuoco, e mettere in discussione questi emendamenti – che, invece di chiarire, rischiano di lasciare spazio ad ambiguità e diverse interpretazioni – non significa negare l’importanza del sistema complessivo di soccorso e protezione civile, di cui siamo pienamente consapevoli. Sarebbe solo un atto di buon senso.»

Motivando al termine del dibattito il voto contrario di AVS, Chiara è poi intervenuta sul metodo seguito e nel merito del disegno di legge: «Dopo anni di lavoro condiviso, cambiare adesso punti delicati senza confronto ha minato l’equilibrio che era stato raggiunto. È sbagliato intervenire con questa legge su altre norme che riguardano la Centrale unica di soccorso e il Soccorso alpino. Se l’obiettivo era fare chiarezza sulle responsabilità operative, non è certo stato raggiunto, anzi.»

 

Il nostro gruppo aveva depositato 12 iniziative, 1 question time, 5 interrogazioni, 5 interpellanze e 1 mozione. Solo le interrogazioni sono state discusse, tutte le altre iniziative sono state rinviate al prossimo consiglio, per mancanza di tempo.

 

1) Question Time: Rimozione della registrazione di un dibattito pubblico dal canale YouTube dell’Università (Andrea, Chiara, Eugenio) 

2) Interrogazione: Risultanze dell’incarico sulla revisione dello Statuto speciale (Chiara) 

3) Interrogazione: Missioni o vacanze romane (Eugenio, Andrea)

4) Interrogazione: Tutela dell’accesso digitale al servizio pubblico radiofonico della Valle d’Aosta (Andrea) 

5) Interrogazione: Misure di conciliazione tra tempi di vita e di lavori (Eugenio) 

6) Interrogazione: Infiltrazioni d’acqua e criticità all’Università (Chiara, Andrea)

 

Question Time: Rimozione della registrazione di un dibattito pubblico dal canale YouTube dell’Università (Andrea, Chiara, Eugenio)

Il 4 marzo si è tenuto presso l’Aula Magna dell’Università della Valle d’Aosta un dibattito pubblico sulla riforma dell’ordinamento della magistratura, oggetto del prossimo referendum del 22 e 23 marzo.

L’iniziativa ha visto la partecipazione di magistrati, avvocati e docenti, tra cui il Presidente del Tribunale di Aosta, un Procuratore della Repubblica e rappresentanti delle Camere Penali, offrendo un confronto sulle ragioni del “Sì” e del “No” alla riforma costituzionale. L’evento è stato trasmesso in diretta streaming e la registrazione è rimasta disponibile online per alcune ore prima di essere rimossa.

Abbiamo quindi voluto chiedere al Presidente della Regione, anche nella sua veste di Presidente dell’Università della Valle d’Aosta, di chiarire per quale motivo la registrazione del dibattito fosse stata rimossa dal canale ufficiale dell’Ateneo, considerato il valore informativo dell’iniziativa e l’importanza di rendere accessibili alla cittadinanza momenti di confronto su temi istituzionali rilevanti.

Il Presidente Testolin ha riferito che, secondo quanto comunicato dall’Università, l’evento era stato organizzato esclusivamente in modalità di diretta streaming, senza previsione né autorizzazione alla registrazione. La presenza del video online sarebbe stata determinata da un meccanismo automatico della piattaforma YouTube, attivatosi al termine della diretta e non preventivamente noto all’Ateneo.

Andrea ha replicato evidenziando alcune perplessità, rilevando che la registrazione è rimasta disponibile online per alcune ore, elemento che farebbe presumere la possibilità iniziale di mantenerla accessibile. Ha inoltre evidenziato come l’Università pubblica regolarmente sul proprio canale i contenuti di conferenze ed eventi, elemento che solleva dubbi circa la natura meramente tecnica della rimozione della registrazione. Andrea ha quindi auspicato che, anche alla luce dell’imminenza del referendum, l’Ateneo possa valutare la pubblicazione del dibattito per favorire l’informazione e il confronto pubblico nella comunità valdostana.

Interrogazione: Risultanze dell’incarico sulla revisione dello Statuto speciale (Chiara)

L’interrogazione ha riguardato il percorso di riforma dello Statuto speciale, avviato nel 2024 attraverso consulenze giuridiche specialistiche, in particolare alla professoressa Randazzo, che è anche membro della paritetica (due incarichi da 80 mila euro nel 2024  e da 45 mila euro a febbraio u.s.). Chiara ha chiesto di conoscere i risultati tangibili prodotti da tali incarichi, sollecitando la condivisione dei documenti con il Consiglio. Il Presidente ha dettagliato che la spesa effettiva sostenuta finora è di 21.960 euro, a cui si aggiunge un nuovo impegno di 43.920 euro deliberato nel febbraio 2026. I risultati prodotti consistono in una relazione tecnica; ora ci sarà la redazione di una bozza di legge costituzionale che punta a riformare l’articolo 2 (competenze legislative), l’articolo 31 (controllo statale) e l’articolo 50 (principio dell’intesa).

Chiara si è dichiarata insoddisfatta per la mancata trasmissione della relazione alla Commissione competente, criticando la scelta di concentrarsi su riforme costituzionali di incerta approvazione a fine legislatura, anziché pretendere la piena applicazione dello Statuto, anche attraverso procedure e tempi chiari e definiti per l’approvazione di norme di attuazione, facendo riferimento a schemi già esistenti, come quello relativo alle concessioni idroelettriche, che è bloccato a Roma da un anno, dopo essere stato approvato dalla Paritetica e dal Consiglio regionale all’unanimità.

 

Interrogazione: Missioni o vacanze romane (Eugenio, Andrea)

Eugenio congiuntamente a tutte le forze di minoranza ha presentato un’interrogazione che aveva lo scopo di conoscere quali erano stati i contenuti della riunione a Roma a cui hanno partecipato sia il Presidente Testolin che il Consigliere Marguerettaz con oggetto la Norma di attuazione per le concessioni idroelettriche.

Il Presidente Renzo Testolin non ha fornito di fatto alcuna risposta limitandosi polemicamente a leggere le prime 4 pagine del Programma di legislatura, riconducendo le interlocuzioni con Roma alla necessità di un costante confronto con lo Stato. Testolin ha inoltre sottolineato che tali attività richiedono: tempi lunghi e complessi, interlocuzioni multilivello e un approccio improntato a riservatezza e serietà.

Eugenio ha evidenziato come l’iniziativa nasca da una situazione di frustrazione di tutta la minoranza a seguito della perdurante mancanza di risposte da parte della Giunta. Nel suo intervento ha ricostruito i passaggi recenti, ricordando che:

  • nel Consiglio del 12 febbraio dopo un anno di silenzio erano state annunciate dal collega Marquis delle novità, senza tuttavia fornire dettagli concreti;
  • che il collega Marguerettaz nel medesimo consiglio rientrando in aula dopo aver partecipato ad una riunione online della commissione paritetica aveva detto che non vi era nessun rischio di bocciatura per lo schema di decreto legislativo;
  • successivamente è arrivata a tutti i consiglieri notizia di questa riunione romana.

Eugenio ha contestato l’eccessiva durata del procedimento (circa 7 anni) e la giustificazione basata sulla complessità normativa.

Ha respinto l’accusa di fare polemica, ribadendo che la preoccupazione è condivisa anche dai cittadini ed ha criticato in particolare il deficit di trasparenza, sottolineando che il Consiglio non viene adeguatamente informato sugli sviluppi e sui contenuti delle interlocuzioni istituzionali.

Ha infine sollevato dubbi sulla natura delle modifiche richieste e sulla coerenza con l’impianto originario, evidenziando che il “silenzio istituzionale” rischia di alimentare incertezze e compromettere la fiducia nelle istituzioni. Ha sottolineato che il problema principale non è la complessità dei dossier, ma il deficit di comunicazione.

Il Comunicato stampa congiunto

A seguito della NON risposta del Presidente, i gruppi di minoranza hanno emanato un comunicato congiunto in cui viene segnalato che questo atteggiamento rappresenta una grave mancanza di rispetto nei confronti dell’Istituzione Consiglio regionale e, soprattutto, della comunità valdostana, che hanno diritto ad essere informati su questioni di tale rilevanza. Si biasima inoltre il fatto che un incontro del Presidente della Regione e di un Consigliere che è anche membro della Commissione paritetica con interlocutori romani non meglio precisati su temi strategici per il futuro della Valle d’Aosta, non può essere liquidato con superficialità e arroganza. I gruppi affermano che ancora una volta il Presidente Testolin dimostra di non avere il senso delle istituzioni che il suo ruolo richiederebbe e di non ritenere i cittadini valdostani meritevoli di ricevere informazioni sulle scelte e sulle iniziative assunte dai vertici del Governo regionale. Una situazione questa al limite di un atto di sfiducia.

 

Interrogazione: Tutela dell’accesso digitale al servizio pubblico radiofonico della Valle d’Aosta (Andrea)

Andrea ha richiamato l’attenzione sulla mancata disponibilità della diretta streaming di “Rai Radio Valle d’Aosta” sulla piattaforma digitale RaiPlay Sound, servizio della RAI dedicato alla fruizione online dei contenuti radiofonici. Andrea ha evidenziato come nella sezione delle dirette siano regolarmente presenti altri canali territoriali, tra cui “Trst A”, “Sudtirol” e “San Marino”, mentre il canale valdostano non risulta accessibile in modalità streaming.

I contenuti del Giornale Radio Valle d’Aosta sono quindi consultabili esclusivamente tramite archivio, limitatamente alle edizioni delle 7:20 e 12:10, e non immediatamente dopo la messa in onda. L’edizione delle 18:30 non risulta disponibile. Andrea ha sottolineato come la fruizione digitale rappresenti oggi una componente essenziale del servizio pubblico radiotelevisivo, soprattutto per chi non può seguire la trasmissione radiofonica tradizionale.

Il Presidente Testolin ha ringraziato per la segnalazione e ha comunicato che la questione è stata trasmessa alla Direzione regionale della RAI per la Valle d’Aosta, trattandosi di una competenza dell’emittente pubblica. Ha inoltre precisato che sono state richieste informazioni tecniche e organizzative alla struttura RAI competente e che una volta acquisiti gli elementi necessari, la Giunta provvederà a fornire una risposta puntuale ai quesiti posti.

 

Interrogazione: Misure di conciliazione tra tempi di vita e di lavori (Eugenio)

L’iniziativa si inserisce nell’ambito dell’attuazione della misura regionale di conciliazione vita-lavoro, prevista da DGR 1075/2025 e collegata all’utilizzo dei fondi strutturali europei. L’intervento rappresenta un’azione innovativa per la Regione, finalizzata a sostenere le famiglie attraverso servizi e voucher dedicati.

Eugenio ha chiesto chiarimenti in merito:

  1. agli atti amministrativi e organizzativi adottati per rendere operativa la misura;
  2. alla definizione di sistemi di monitoraggio e valutazione dell’impatto;
  3. all’integrazione delle esperienze pregresse (in particolare il progetto Gold Care);
  4. allo stato di attuazione complessiva e agli eventuali elementi mancanti.

L’Assessore ha evidenziato che la misura è in fase avanzata di implementazione e si fonda su un coordinamento tra:

  • Dipartimento Politiche del Lavoro e della Formazione
  • Dipartimento Politiche Sociali
  • Dipartimento Politiche Strutturali e Affari Europei

Sono stati attivati:

  • un avviso pubblico per la rete territoriale dei servizi;
  • l’adeguamento dei sistemi informativi SISPREC e SOL (in collaborazione con INVA);
  • una gara per la gestione automatizzata dei voucher;
  • l’istituzione dello sportello di conciliazione.

Il sistema di monitoraggio prevede: analisi quantitativa dei flussi e valutazione qualitativa tramite rete e sportello.

La misura, con orizzonte 2029, dispone di circa 16,128 milioni di euro, di cui 15 milioni destinati ai voucher. È prevista un’attivazione progressiva: nel 2026 priorità a servizi per minori, disabilità e anziani; ampliamento nel 2027.

Eugenio ha espresso apprezzamento per la risposta dettagliata, chiedendo ulteriore documentazione e chiarimenti su: inclusione delle attività estive nella misura e vincoli e controlli sull’utilizzo dei voucher e sui soggetti erogatori. Ha sottolineato l’importanza di garantire un uso corretto delle risorse pubbliche, evidenziando anche una funzione educativa nell’erogazione dei contributi.

 

Interrogazione: Infiltrazioni d’acqua e criticità all’Università (Chiara, Andrea)

All’Università della Valle d’Aosta, presso il nuovo polo universitario realizzato nell’area dell’ex caserma Testafochi, permangono infiltrazioni di acqua e altre criticità, il collaudo definitivo previsto per gennaio 2026 è stato sospeso. Abbiamo chiesto:

  1. se, alla luce della sospensione del collaudo definitivo e della persistente presenza di infiltrazioni e fenomeni di fessurazione, sussistano responsabilità e siano state avviate verifiche sull’operato dell’ex Direttore dei lavori;
  2. se analoghe verifiche riguardino l’attività dell’organo di collaudo;
  3. se siano emersi errori di progettazione;
  4. se i costi dei ripristini ricadano interamente sulla garanzia decennale postuma o possano gravare sulla finanza pubblica.

L’Assessore Davide Sapinet ha riferito che l’Università ha richiesto al consorzio di imprese un intervento tecnico definitivo per individuare le cause delle infiltrazioni. La SIV ha sospeso i termini del collaudo definitivo fino alla soluzione del problema. Sono state ricordate diverse verifiche tecniche già effettuate:

  • realizzazione di mock-up della facciata in scala 1:1 con prove di laboratorio certificate;
  • acquisizione delle certificazioni dei materiali e relative verbalizzazioni da parte della direzione lavori;
  • esecuzione di prove di impermeabilità in sito da parte di laboratori qualificati.

Le indagini non hanno ancora individuato con certezza la causa delle infiltrazioni; eventuali responsabilità saranno valutate con tempistiche idonee. Il collaudatore ha svolto le verifiche previste sulla documentazione tecnica. Sono inoltre emerse alcune incongruenze nel progetto esecutivo, in parte corrette in fase di progettazione costruttiva e contestate ai progettisti. Gli interventi di ripristino rientrano nella garanzia decennale postuma, senza oneri per la finanza pubblica.

In replica Chiara ha ricordato che partire dall’estate del 2023 ci siamo occupati in consiglio ripetutamente della questione dei lavori del primo lotto dell’università, della direzione di tali lavori e dell’anomalia per cui ad un certo punto il Direttore in carica ricopriva contemporaneamente anche la carica di Presidente di SIV (cioè la committenza). Le dimissioni da direttore erano poi arrivate nell’autunno del 2023. Avevamo allora chiesto se – qualora fossero emerse criticità circa la regolare esecuzione dei lavori – si sarebbero potute imputare responsabilità al direttore/presidente. Ora, alla luce di quanto appreso e cioè che il collaudo definitivo è stato sospeso, la domanda sulle responsabilità torna di attualità, insieme al resto.

Andrea ha sottolineato che la nuova sede universitaria rappresenta sicuramente un edificio di grande valore simbolico e architettonico per la Regione, ma ha anche evidenziato come la situazione attuale appaia contraddittoria: entrando nell’atrio sono visibili colate d’acqua lungo le centine metalliche della facciata e, alla base, vaschette di plastica utilizzate per raccogliere l’acqua che filtra, immagini che risultano poco compatibili con un edificio appena realizzato e destinato a rappresentare l’ateneo valdostano. Ha inoltre segnalato segni diffusi di degrado superficiale nelle parti basse esterne dell’edificio, con macchie, ingiallimenti ed esfoliazioni. Andrea ha ricordato che nel sistema dei lavori pubblici le responsabilità sono distinte tra progettista, direttore dei lavori, RUP e collaudatore e che la sospensione del collaudo definitivo dichiara in modo preoccupante criticità tecniche non ancora risolte. I proponenti hanno quindi chiesto piena chiarezza sulle cause delle infiltrazioni e sulle eventuali responsabilità, affinché un’opera pubblica di tale valore sia non solo iconica ma anche tecnicamente affidabile e correttamente gestita.