Il Consiglio di questa settimana per noi ha segnato una importante novità! In apertura della seduta l’Assemblea si è espressa sulla convalida dell’elezione di Andrea Campotaro alla carica di Consigliere, in sostituzione della Consigliera Cristina Machet (UV), a seguito della sentenza del Tar della Valle d’Aosta che ha assegnato il seggio Alleanza Verdi e Sinistra. Siamo dunque finalmente in tre! L’UV ha fatto ricorso al Consiglio di Stato, ma confidiamo che lo stesso confermerà quanto stabilito dal TAR. Chiara, a nome del gruppo, ha espresso soddisfazione per l’ingresso di Andrea, di cui conosciamo le capacità e la preparazione e la cui presenza consentirà al gruppo di rafforzare il lavoro in Consiglio, in particolare sui dossier per noi prioritari. Come sapete c’era stata un’ingiusta penalizzazione, che trova oggi un motivo di sollievo. La sentenza del Tar ha confermato che le valutazioni sulla validità delle schede erano corrette. Andrea ha quindi prestato giuramento di fedeltà alla Costituzione italiana e allo Statuto speciale per la Valle d’Aosta. Nel suo intervento ha dichiarato di assumere l’incarico con serietà, ascolto e spirito di collaborazione, mettendosi al servizio della comunità valdostana. Consapevole di essere tra i Consiglieri più giovani, ha affermato di voler portare in Aula un contributo concreto, fondato anche sulle proprie competenze maturate in ambito accademico e l’esperienza professionale in una pubblica amministrazione. Tra i temi che intende seguire con particolare attenzione ha indicato infrastrutture, trasporti, ambiente e territorio, nella convinzione che sviluppo e sostenibilità debbano procedere insieme, ma anche impegnandosi per una società attenta alle persone, alle loro esigenze e ai loro diritti.

Il Consiglio ha poi dedicato uno spazio alla celebrazione della Giornata del Ricordo. Chiara è intervenuta per il gruppo ricordando che il dramma delle foibe e dell’esodo dall’Istria e dalla Dalmazia è una pagina di storia segnata da violenze e sofferenze che è giusto ricordare, riconoscendo il dolore umano che quelle vicende hanno prodotto. Sono necessari rigore e responsabilità nel modo in cui questa ricorrenza viene commemorata. Ridurre quei fatti a una narrazione unilaterale o a uno scontro politico, senza analizzare a fondo la storia del confine orientale, alimentando nazionalismi contrapposti, come avviene spesso, tradirebbe il senso stesso del ricordo. Netta la condanna dunque dei massacri delle foibe e di tutte le violenze del Novecento, comprese quelle compiute dal fascismo nei Balcani. In una regione come la Valle d’Aosta fondata sul rispetto delle minoranze, occorre riaffermare la necessità della convivenza, il rifiuto di ogni violenza e l’impegno per una lettura storica seria, critica e completa.

L’ordine del giorno del Consiglio prevedeva 8 nostre iniziative: 1 question time, 3 interrogazioni, 3 interpellanze, 1 mozione (firmata anche da Pd e AdC):

1) Interrogazione a risposta immediata: Situazione degli spazi per le pause pranzo e il servizio mensa dei dipendenti dell’Usl Valle d’Aosta (Chiara, Eugenio)

2) Interrogazione: Composizione e funzionamento del Tavolo permanente sui trasporti delle Regioni Piemonte e Valle d’Aosta (Chiara)

3) Interrogazione: Interventi di edilizia scolastica nelle scuole secondarie di secondo grado di Aosta (Chiara, Eugenio)

4) Interrogazione: Presenza di cloro nell’acqua potabile dell’acquedotto comunale di Challand-Saint-Anselme (Chiara)

5) Interrogazione: Carenza di personale al Tribunale di Aosta e nella sede del Giudice di Pace (Eugenio)

6) Interpellanza: Segretazione del Documento di fattibilità delle alternative progettuali sul collegamento intervallivo Cime Bianche (Chiara, Eugenio)

7) Interpellanza: Iniziative di sostegno alla mobilità ciclistica (Eugenio, Chiara)

8) Mozione: Sollecitare l’approvazione della norma di attuazione sulle concessioni di derivazione d’acqua da parte del Consiglio dei Ministri (Chiara, Eugenio + PD e AdC)

 

Interrogazione a risposta immediata: Situazione degli spazi per le pause pranzo e il servizio mensa dei dipendenti dell’Usl Valle d’Aosta (Chiara, Eugenio)

Il 6 febbraio 2026 alcune organizzazioni sindacali hanno proclamato lo stato di agitazione dei lavoratori dell’Usl, denunciando una situazione ritenuta ormai insostenibile: spazi insufficienti per la pausa pranzo, assenza di un servizio mensa adeguato e, dal 31 dicembre, il divieto di acquistare cibo da asporto nei locali convenzionati, soluzione utilizzata soprattutto da chi dispone di pause di 15 o 30 minuti. A fronte della richiesta di aprire con urgenza un tavolo di confronto e di garantire un servizio mensa o spazi idonei per circa mille dipendenti sul territorio, abbiamo chiesto al Governo come intenda intervenire. L’Assessore alla sanità ha riferito che il 27 gennaio l’Azienda Usl ha incontrato i sindacati, assumendo alcuni impegni concreti: allestire rapidamente un locale interno in via Guido Rey per il consumo dei pasti; aumentare i punti ristoro convenzionati nelle vicinanze e consentire la cessione di alimenti senza obbligo di seduta; istituire una Commissione mensa per monitorare e migliorare il servizio; attivare un Tavolo tecnico per definire l’applicazione contrattuale della pausa mensa e aggiornare il regolamento. L’Assessore ha inoltre precisato che non è stata sospesa la modalità di asporto, in quanto tale servizio non è previsto dal contratto vigente, che contempla la consumazione del pasto nei locali convenzionati, anche per garantire una pausa effettiva. Chiara ha replicato che la priorità resta la creazione di spazi interni alle strutture, non solo in via Guido Rey ma su tutto il territorio. L’aumento dei punti convenzionati non risolve infatti le criticità di chi ha pause molto brevi e deve evitare spostamenti e code. L’auspicio è che gli impegni assunti si traducano rapidamente in soluzioni concrete, a tutela di un diritto riconosciuto a tutti i lavoratori.

 

Interrogazione: Composizione e funzionamento del Tavolo permanente sui trasporti delle Regioni Piemonte e Valle d’Aosta (Chiara)

Il 23 dicembre 2025 i Presidenti della Regione Piemonte e della Regione Valle d’Aosta avevano annunciato l’attivazione di un Tavolo permanente di collaborazione sul tema dei trasporti. Il 14 gennaio in Consiglio il Presidente aveva riferito che si stavano definendo composizione e funzionamento del Tavolo. Chiara ha sottolineato l’importanza strategica di un’azione congiunta sui collegamenti ferroviari interregionali e l’urgenza di decisioni sul potenziamento della linea, in particolare sul raddoppio della tratta Chivasso–Ivrea, passaggio essenziale per migliorare i collegamenti con la Valle d’Aosta. Ha quindi chiesto: se fossero state definite composizione e modalità di funzionamento del Tavolo e con quale atto formale; se fosse stata programmata una prima riunione; se tra i temi all’ordine del giorno figurasse il raddoppio della Chivasso–Aosta. Il Presidente ha risposto negativamente su tutti e tre i punti: il protocollo d’intesa è stato redatto ma è ancora all’esame tecnico-politico delle due Presidenze; solo dopo l’approvazione formale dei due Governi regionali sarà possibile convocare la prima riunione e definirne l’ordine del giorno. Nessuna riunione è quindi stata ancora fissata. Nella replica, Chiara si è dichiarata insoddisfatta: il Tavolo era stato annunciato ma non si è fatto nulla. Ha ribadito che, dopo l’elettrificazione della Ivrea–Aosta, la priorità deve essere il raddoppio dei binari, in particolare sulla Chivasso–Ivrea, insieme a interventi mirati sul territorio valdostano. Ha evidenziato la mancanza di trasparenza su documenti, tempi, costi e scelte di RFI, nonché l’assenza di una chiara volontà politica nel rendere operativo il Tavolo. Ha infine richiamato l’urgenza legata alla chiusura della tratta Ivrea–Chivasso prevista da fine febbraio, chiedendo che il Tavolo permanente diventi rapidamente uno strumento concreto di indirizzo e decisione sulle infrastrutture ferroviarie strategiche per la Valle d’Aosta.

 

Interrogazione: Interventi di edilizia scolastica nelle scuole secondarie di secondo grado di Aosta (Chiara, Eugenio)

L’interrogazione nasce dalla situazione complessa dell’edilizia scolastica delle scuole superiori di Aosta, caratterizzata da numerosi interventi di ristrutturazione, demolizione e ricostruzione che comportano e comporteranno trasferimenti e sistemazioni provvisorie, con conseguenti disagi organizzativi. In particolare abbiamo richiamato le molteplici dislocazioni attuali: il Maria Adelaide trasferito in via Chavanne, con futuro incerto per l’edificio di via Torino; il Liceo Classico in via dei Cappuccini, con ulteriore trasferimento previsto; il Liceo Musicale nei prefabbricati; il Liceo Artistico in viale Matteotti; classi del LICAM distribuite tra corso Padre Lorenzo e Università; il Bérard e il Linguistico nei prefabbricati di viale Chabod; il Corrado Gex con alcune classi ospitate altrove; l’ISITP Manzetti prossimo a lasciare via Festaz per l’avvio dei lavori finanziati con Fondi di coesione (FSC 21-27), soggetti a vincoli stringenti di tempistica e rendicontazione. Abbiamo quindi chiesto: il quadro dettagliato degli interventi e dei finanziamenti; la programmazione dei trasferimenti necessari; la garanzia di una didattica in spazi adeguati, compresi laboratori e palestre, anche nelle fasi provvisorie. L’Assessore ha illustrato il piano complessivo nel cosiddetto “quadrilatero” scolastico: adeguamento del liceo di via dei Cappuccini (5 milioni, conclusione 2027); demolizione e ricostruzione del Manzetti (22,35 milioni, 2027-2031); riqualificazione del Saint-Benin per ampliare il Convitto Chabod (13,8 milioni, 2030); demolizione e ricostruzione dell’ex Maria Adelaide (37 milioni, fondi da reperire); nuovi laboratori nell’area La Rochère per gli istituti agricoli (9,2 milioni). È stata inoltre delineata un’ipotesi di riorganizzazione logistica, tenendo conto anche del calo demografico. Nella replica, Chiara ha ha evidenziato la preoccupazione diffusa tra studenti e famiglie per la complessità del quadro e l’incertezza sui tempi, sottolineando in particolare: la sfida del rispetto dei vincoli FSC per il Manzetti; la necessità di una gestione attenta di laboratori e palestre, centrali per la qualità della didattica; l’importanza di maggiore trasparenza e comunicazione, ad esempio attraverso una sezione dedicata sul sito regionale con cronoprogrammi aggiornati. Occorre garantire chiarezza, tempi certi e condizioni adeguate di studio durante un processo che si protrarrà per diversi anni.

 

Interrogazione: Presenza di cloro nell’acqua potabile dell’acquedotto comunale di Challand-Saint-Anselme (Chiara)

Abbiamo ricevuto segnalazioni e lamentele circa la clorazione dell’acquedotto del Comune di Challand-Saint-Anselme, su cui non è stato possibile per i cittadini avere informazioni esaustive. Chiara ha chiesto quali siano le motivazioni tecniche e sanitarie che hanno determinato la clorazione dell”acqua potabile, con specificazione dei dati o parametri utilizzati per adottare tale trattamento; se la Regione o l’Usl abbiano ricevuto comunicazioni ufficiali – e nel caso con quali contenuti – da parte del Comune o da SEV; quali siano i criteri e le procedure di controllo della qualità dell’acqua potabile adottati da SEV per l’acquedotto di Challand-Saint-Anselme, compresi eventuali campionamenti, analisi e limiti di presenza residua di cloro; quali misure di informazione e trasparenza siano state messe in atto o siano in programma (da parte di SEV e/o del Comune) per dare ai cittadini una informazione chiara e tempestiva sulle condizioni dell’acqua potabile e sulle eventuali modifiche dei trattamenti. L’Assessore Sapinet ha risposto che la clorazione è una misura di disinfezione adottata da SEV per garantire la potabilità in presenza di cariche batteriche, secondo prassi consolidate (0,20–0,50 mg/l di ipoclorito). I controlli recenti hanno confermato la necessità di mantenere attivo il trattamento. I valori di cloro residuo rilevati (0,07–0,24 mg/l) rientrano nella norma. I trattamenti sono attivati autonomamente dal gestore e i dati vengono pubblicati periodicamente sui siti dedicati; eventuali non conformità sono comunicate al sindaco, che emette le ordinanze necessarie. Chiara ha sottolineato che l’interrogazione nasce dalla scarsa informazione sulle ragioni della clorazione. Le cause specifiche non sono state chiarite adeguatamente a livello locale, c’è dunque necessità di maggiore trasparenza e comunicazione, specie in una fase delicata di passaggio della gestione dagli enti comunali a SEV. E’ fondamentale accompagnare i cittadini con informazioni tempestive e comprensibili su un tema sensibile come l’acqua potabile.

 

Interrogazione: Carenza di personale al Tribunale di Aosta e nella sede del Giudice di Pace (Eugenio)

Eugenio ha illustrato l’interpellanza richiamando la grave e perdurante carenza di personale presso il Tribunale e la Procura. Ha premesso che le competenze sull’organico sono ministeriali e riconoscendo tuttavia lo sforzo della Regione nel tentare soluzioni tampone. Ha sottolineato come il problema abbia ormai carattere strutturale, ricordando lo sciopero del 29 maggio 2025 e il ricorso, nel novembre 2025, al supporto volontario dell’Associazione Nazionale Carabinieri in congedo. Ha citato le dichiarazioni del Presidente del Tribunale, che ha segnalato una riduzione del personale amministrativo del 40%, dell’UNEP del 28% e della Procura del 60%, con conseguente riduzione dell’accesso al pubblico e rallentamenti nelle cancellerie. Ha quindi posto quattro quesiti: le ragioni della mancata adesione al progetto ministeriale degli Uffici di prossimità; lo stato di attuazione dell’accordo quadro Regione–Ministero della Giustizia del 21 maggio 2025; le ulteriori misure attivabili nei limiti delle competenze regionali; e le motivazioni della mancata ricollocazione del Giudice di Pace presso Palazzo Ollietti, sede della Corte dei Conti.

Il Presidente della Regione ha spiegato che gli enti locali, pur riconoscendo l’utilità degli Uffici di prossimità, non hanno aderito per la persistente carenza di personale e per la complessità delle funzioni di volontaria giurisdizione. Ha ricordato l’approvazione dell’accordo attuativo per l’utilizzo delle graduatorie regionali e la sottoscrizione di un’intesa con l’Unité Walser, che ha consentito una sola assunzione, oltre a una mobilità verso l’Ufficio del Giudice di Pace. Ha aggiunto che è in corso un concorso regionale per 60 assistenti amministrativo-contabili, auspicando che la graduatoria possa essere utilizzata anche dal Ministero, pur evidenziando la scarsa attrattività del pubblico impiego. Quanto alla sede del Giudice di Pace, ha chiarito che è già previsto il trasferimento a Palazzo Ollietti, con lavori programmati nel 2027.

Nella replica, il Consigliere ha preso atto delle risposte, ribadendo la preoccupazione per la mancata adesione agli Uffici di prossimità e per la limitata efficacia dell’accordo con il Ministero, legata alla ridotta disponibilità di graduatorie capienti. Ha chiarito che le osservazioni sulla sede del Giudice di Pace derivavano da segnalazioni operative e ha chiesto conferma delle tempistiche indicate per il 2027.

 

Interpellanza: Segretazione del Documento di fattibilità delle alternative progettuali sul collegamento intervallivo Cime Bianche (Chiara, Eugenio)

Chiara ha evidenziato che il Docfap, approvato dalle società Monterosa e Cervino a febbraio 2025 in sordina, senza renderlo noto all’opinione pubblica, coincide con gli “Studi propedeutici e preliminari alla valutazione di fattibilità del collegamento intervallivo”, consegnati ben tre anni fa e su cui il Consiglio regionale non si è mai espresso. Il documento (migliaia di pagine) non si configura come un Docfap, non è aggiornato, liquida in poche righe l’opzione zero. Ha quindi chiesto quali siano le effettive differenze tra i due documenti; se la segretazione del Docfap dipenda dalla volontà delle due Società o dell’Amministrazione regionale; se si ritenga questo atteggiamento coerente con una corretta politica di trasparenza e confronto democratico. È stato, inoltre, chiesto se la Regione intenda rendere pubblico il Documento, consentendo ai portatori di interesse di confrontarsi e di esprimere le proprie posizioni. L’Assessore ha detto che gli studi preliminari contengono tutte le caratteristiche e i requisiti per essere qualificati come Docfap ai sensi del “Codice dei contratti pubblici”, comprendendo analisi dettagliate, elaborati grafici, valutazione delle possibili soluzioni progettuali, impatti sul contesto territoriale, ambientale, paesaggistico, culturale e archeologico, oltre a una stima dei costi. Entrambi i documenti analizzano le diverse possibili soluzioni progettuali, compresa l’ipotesi di non realizzazione e quella del tunnel stradale, i cui costi risultano significativamente più elevati rispetto all’opzione del collegamento funiviario. La soluzione deliberata dai Consigli di amministrazione delle Società, per la quale è stata richiesta l’attivazione di una conferenza di programma, è quella ritenuta migliore sotto il profilo tecnico, funzionale e ambientale, nonché quella che comporta la minore interferenza con gli habitat e le specie faunistiche. Riguardo all’accessibilità della documentazione, l’Assessore ha risposto che il Docfap è stato reso disponibile e il documento denominato “Studi propedeutici” è stato trasmesso a tutti i Consiglieri regionali; dal 10 maggio 2025, è disponibile sui siti delle Società, accessibile a chiunque richieda le credenziali. Ad oggi, 208 persone ne hanno già usufruito per garantire piena trasparenza. Abbiamo verificato che questo non corrisponde a verità: la data di maggio 2025 è sbagliata, si tratta di maggio 2023 e le 208 persone che hanno fatto accesso hanno ottenuto lo Studio preliminare, di Docfap non c’è traccia sul sito, non è scritto da nessuna parte che lo Studio preliminare dopo tre anni è diventato Docfap! L’Assessore ha parlato di un percorso di un progetto, che è portato avanti anche attraverso il confronto con il territorio e con le comunità locali, a cui il Governo tiene molto. Chiara ha replicato che si è voluto fare una forzatura, perché lo studio preliminare è datato novembre 2022, poi aggiornato a marzo 2023: tutte le opzioni hanno la Valutazione di incidenza ambientale negativa. L’aggiornamento economico obbligatorio per i Docfap non è stato effettuato, rendendo l’equiparazione fuorviante. Senza contare che non si è mai affrontato compiutamente il nodo della percorribilità giuridica dell’opera, in una zona Zps-Zsc (Zone di protezione speciale e Zone speciali di conservazione). Il gruppo ha lamentato infine che mentre gli studi preliminari sono stati presentati in pompa magna, il Docfap è passato sotto silenzio Ha quindi sollevato dubbi su trasparenza e partecipazione pubblica, esprimendo perplessità sulla modalità di confronto con le comunità.

Interpellanza: Iniziative di sostegno alla mobilità ciclistica (Eugenio, Chiara)

Il Consigliere Torrione ha illustrato l’interpellanza richiamando l’importanza strategica della mobilità ciclistica e, più in generale, della mobilità dolce e sostenibile per le città e i paesi valdostani. Ha evidenziato come progetti quali “Bouza-té” e “BiciBus”, pur avendo prodotto risultati interessanti in alcuni Comuni, rischino di rimanere esperienze episodiche e tra l’altro non sono più state richiamate nei principali strumenti di programmazione regionale, come i più recenti DEFR. Ha sottolineato come circa il 65% degli spostamenti in auto nella plaine sia inferiore ai 5 chilometri, distanza compatibile con l’uso della bicicletta, se sostenuta da adeguate infrastrutture e condizioni di sicurezza. Ha richiamato esperienze virtuose a livello nazionale ed europeo, evidenziando come la mobilità ciclistica rappresenti una risposta concreta alla lotta all’inquinamento, alla congestione del traffico e alla promozione di stili di vita sani. Il Consigliere ha chiesto dati aggiornati sulle iniziative attivate, chiarimenti sullo stato di avanzamento del Piano regionale della mobilità ciclistica e sulle intenzioni della Giunta in merito al rafforzamento di tali misure.

L’Assessore ha riconosciuto la rilevanza del tema, ricordando gli investimenti infrastrutturali in corso e le criticità ancora presenti su alcuni tratti della rete ciclabile. Ha fornito dati relativi all’app “Bouza-té”, attiva in cinque Comuni, con 331 iscritti e oltre 29 mila chilogrammi di CO₂ risparmiati complessivamente. Ha comunicato che, grazie a un finanziamento ministeriale, l’iniziativa sarà estesa a livello regionale con incentivi chilometrici per i percorsi casa-lavoro e casa-scuola, accompagnati da una campagna di comunicazione. Ha inoltre riferito che la bozza del Piano regionale della mobilità ciclistica è stata trasmessa alla consulta competente ed è in fase di aggiornamento, in attesa dell’approvazione del Piano regionale dei trasporti.

Nella replica, il Consigliere si è dichiarato soddisfatto dell’attenzione mostrata dall’amministrazione regionale al tema, ribadendo tuttavia la necessità di una scelta culturale e politica chiara a favore della mobilità ciclistica. Ha sottolineato che il cambiamento richiede tempi lunghi e un’azione di stimolo da parte delle istituzioni, sia sul piano infrastrutturale sia su quello della comunicazione. Ha infine richiamato l’importanza dell’intermodalità, chiedendo se sui nuovi treni siano previsti spazi adeguati per il trasporto delle biciclette.

 

Mozione: Sollecitare l’approvazione della norma di attuazione sulle concessioni di derivazione d’acqua da parte del Consiglio dei Ministri (Chiara, Eugenio + PD e AdC)

Con 7 voti a favore (AVS, PD-FP e AdC) e 27 astensioni (UV, CA, FI, FdI, Lega VdA, La Renaissance), il Consiglio ha respinto la mozione che voleva esprimere preoccupazione per la mancata approvazione, ad un anno dal voto in Consiglio regionale, da parte del Governo italiano del decreto legislativo recante la norma di attuazione dello Statuto speciale in materia di concessioni di derivazione d’acqua. Il testo chiedeva anche al Presidente della Regione di sollecitare la Presidente del Consiglio dei Ministri ad approvare tale decreto e a sensibilizzare i Capigruppo della Camera dei Deputati e del Senato. Nell’illustrazione Chiara ha sottolineato che la mozione riguarda un tema centrale per l’Autonomia valdostana: la titolarità delle acque pubbliche e la possibilità per la Regione di disciplinare con propria legge le concessioni idroelettriche, in vista della scadenza nel 2029 di numerose concessioni oggi in capo alla Cva. Ha ricordato che l’istruttoria è durata sei lunghi anni e che il parere del Consiglio regionale sulla norma, un anno fa, era stato unanime. L’iter è ancora fermo a Roma, nonostante l’accordo tra UV e FI che la indicava come prioritaria. La mozione ribadisce l’urgenza della norma per permettere alla Regione di legiferare e esercitare pienamente le proprie competenze in questo settore strategico. Chiara ha espresso tutto il suo sconcerto nell’apprendere che il decreto non sarà approvato in via definitiva nella forma che era stata votata in Consiglio e ha espresso tutta la sua preoccupazione riguardo al nuovo iter che si apre ora. Nella replica, il Presidente della Regione ha, infatti, ricordato che, dopo l’approvazione all’unanimità in Consiglio regionale, lo schema di norma di attuazione è stato trasmesso al Ministero per gli affari regionali. Il testo dovrà ora essere approvato dal Consiglio dei Ministri, previa acquisizione di nuovi pareri dei Ministeri competenti, già elaborati e attualmente oggetto di confronto politico in vista del via libera definitivo. Secondo Testolin il Governo regionale ha coinvolto i parlamentari valdostani per sollecitare l’approvazione della norma, così come era stata licenziata dal Consiglio, e si sono susseguite diverse interlocuzioni con il Ministro agli affari regionali e i Ministeri incaricati di elaborare i nuovi pareri richiesti. Motivando l’astensione, il Presidente ha sottolineato che è stato fatto tutto il possibile e che si continuerà a lavorare in questa direzione collaborando con tutte le forze politiche, comprese quelle di opposizione interessate a portare a casa il risultato. Nel dibattito è emerso, per bocca di Marguerettaz, che le modifiche non sarebbero meri aggiustamenti tecnici, ma riguarderebbero il principio, contenuto nello schema di decreto approvato, dell’affidamento delle concessioni senza gare a società in house. Se questo aspetto sarà modificato, la norma così come votata dal Consiglio regionale sarà snaturata.