Se una piccola comunità come quella valdostana ha oggi la possibilità di disporre di un importante organo di autogoverno, di competenza legislativa in molte materie e di risorse finanziarie per operare su tutto il territorio, lo deve alla lungimiranza e alla determinazione di chi, al termine della Seconda guerra mondiale, si batté per garantire alla Valle d’Aosta una vera autonomia regionale.
Un’autonomia ampia, della quale sarà celebrato a breve l’80° anniversario, ma che in alcuni ambiti è rimasta nel tempo incompiuta. Proprio per questo lo Statuto speciale ha previsto lo strumento delle Norme di attuazione, finalizzato a definire e precisare l’assetto delle competenze regionali.
Tra i profili rimasti aperti vi è quello relativo alla potestà legislativa in materia di concessioni delle acque per uso idroelettrico. A ottant’anni dalla nascita dell’Autonomia, la piena definizione di tale competenza rappresenta ancora una questione centrale.
Dopo un’istruttoria durata sei anni, il 28 gennaio 2025 si è finalmente giunti a un passaggio significativo: un testo di Norma di attuazione approvato all’unanimità dal Consiglio regionale e successivamente trasmesso al Governo nazionale per l’adozione definitiva mediante decreto legislativo. A distanza di un anno, tuttavia, tale passaggio non risulta ancora concluso.
La Commissione Paritetica Stato-Regione ha varato il testo, acquisendo i pareri di tutti i Ministeri, era presieduta dall’avv. Francesco Saverio Marini, membro di nomina regionale e consulente giuridico della Presidente Meloni. Ed allora perché da un anno tutto è fermo? Perché si parla ora di fare un passo indietro, di ritornare in Commissione Paritetica?
Nell’ultimo Consiglio regionale il voto dell’Union Valdôtaine si è unito a quello del centro-destra per respingere una mozione di sette consiglieri che esprimeva preoccupazione per il blocco della Norma e sollecitava iniziative incisive.
Riteniamo che, su un tema così strategico per l’Autonomia, sia necessario un impegno determinato e unitario da parte di tutte le forze politiche, volto a sollecitare una conclusione positiva dell’iter e a preservare l’impianto del testo approvato dal Consiglio regionale.
Un eventuale arretramento rispetto al percorso compiuto rappresenterebbe un segnale problematico proprio nell’anno in cui si celebra l’80° anniversario dell’Autonomia valdostana.