UNA SEDUTA STRAVOLTA DALLA SENTENZA
Il Consiglio Valle era stato convocato in sessione europea e internazionale e in riunione ordinaria martedì pomeriggio 5 maggio 2026, mercoledì 6 e giovedì 7 maggio per discutere un ordine del giorno di 75 punti. Come gruppo avevamo presentato 20 iniziative tra interrogazioni, interpellanze e mozioni.
Tutto però è cambiato sabato 2 maggio, con il deposito della sentenza del Tribunale di Aosta sul nostro ricorso relativo all’ineleggibilità del Presidente Renzo Testolin per gli effetti della legge regionale 21/2007 sui limiti di mandato.
Il Tribunale ci ha dato pienamente ragione, dichiarando l’immediata decadenza del Presidente della Regione e giudicando inammissibile anche il ricorso presentato dalla Regione a sostegno di Testolin, ricorso pagato con risorse pubbliche.
Di conseguenza, la Conferenza dei capigruppo del 4 maggio ha concordato che il Consiglio sarebbe stato chiamato esclusivamente a prendere atto della decadenza del Presidente. Tutti gli altri punti all’ordine del giorno sono stati rinviati.
60 GIORNI PER FORMARE UN NUOVO GOVERNO
La seduta si è aperta con la comunicazione del Presidente del Consiglio regionale sull’esito della sentenza e sull’avvio dei 60 giorni previsti dalla legge per formare un nuovo governo regionale.
Con la decadenza del Presidente decade infatti anche la Giunta, che può operare soltanto in regime di prorogatio per l’ordinaria amministrazione.
Una situazione resa ancora più paradossale dal fatto che anche il Vicepresidente Bertschy si trova nelle stesse condizioni di Testolin rispetto ai limiti di mandato.
UNA QUESTIONE CHE NON SAREBBE MAI DOVUTA SORGERE
Come ha ricordato Chiara nel suo intervento, questa era “una questione che non sarebbe mai dovuta sorgere”, perché il problema era stato segnalato già nel 2024 agli organi regionali, senza che maggioranza e Giunta volessero affrontarlo seriamente.
🎥 Mediateca ConsVdA
IL “PARADOSSO AUTONOMISTA”
Nel dibattito è emerso con forza anche il tema dell’utilizzo della Regione nel contenzioso giudiziario. Andrea ha parlato di un vero e proprio paradosso autonomista: mentre la nostra iniziativa difendeva una legge regionale approvata dal Consiglio Valle nel 2007, la Regione e i legali incaricati hanno tentato di far dichiarare incostituzionale quella stessa norma. “Avete usato il peso, il nome e le risorse della Regione Valle d’Aosta per dare forza a una battaglia privata”, ha affermato in Aula.
🎥 Mediateca ConsVdA
UNA BATTAGLIA PER LA LEGALITÀ
Eugenio ha invece richiamato il senso civico e morale della nostra iniziativa: “Non è stato un attacco personale, è stata un’azione di tutela della legalità”. Un ricorso che, ha spiegato, nasce dal dovere di far rispettare le regole e dal rifiuto dell’omertà e del quieto vivere di fronte a quella che ritenevamo una violazione della legge.
🎥 Mediateca ConsVdA
UNA REGIONE SOSPESA NELL’INCERTEZZA
Durante la discussione generale abbiamo sottolineato come l’unica scelta davvero responsabile, per garantire stabilità amministrativa e piena governabilità alla Valle d’Aosta, sarebbe stata quella delle dimissioni del Presidente Testolin, libero naturalmente di difendersi sul piano personale senza però trascinare l’intera Regione in una lunga fase di incertezza istituzionale.
Sapevamo già durante il Consiglio che il Presidente avrebbe potuto ricorrere in Corte d’Appello ottenendo la sospensione immediata degli effetti della sentenza. Puntualmente, venerdì 8 maggio, il suo avvocato ha depositato la citazione in appello nei nostri confronti. L’udienza è stata fissata al 28 settembre.
Per oltre quattro mesi la Valle d’Aosta vivrà dunque una situazione di precarietà politica e istituzionale: una Giunta che continua a operare ma “sub iudice”, senza alcuna certezza sulla propria legittimazione futura, e con un presidente facente funzioni che si trova nella stessa identica situazione giuridica di Testolin.
Una condizione che produce esattamente il contrario della stabilità e della governabilità tanto invocate dall’Union Valdôtaine.
LA RISOLUZIONE RESPINTA
Tutti i gruppi di minoranza hanno inoltre presentato una risoluzione per chiedere formalmente alla Giunta regionale di non ricorrere in appello utilizzando ancora risorse pubbliche, dopo che il Tribunale aveva già escluso la legittimazione della Regione a partecipare al giudizio.
Nel suo intervento sulla risoluzione, Chiara ha ricordato che la maggioranza aveva avuto tutto il tempo, già dal 2024, per modificare eventualmente la legge sui limiti di mandato, se davvero la riteneva sbagliata o incostituzionale.
Non lo ha fatto. Ha invece scelto di ignorare il problema fino allo scontro giudiziario.
La risoluzione è stata respinta con voto segreto:
14 contrari, 15 favorevoli e 6 astensioni.
🎥 Mediateca ConsVdA
Riportiamo i testi integrali dei nostri interventi pronunciati nel dibattito del Consiglio regionale: