LA POLITICA NON PUÒ SFUGGIRE AL MERITO DELLA QUESTIONE

Nel corso del dibattito consiliare relativo alla presa d’atto del reintegro di Renzo Testolin  alla carica di Presidente della Regione, abbiamo espresso una dura critica alla scelta della maggioranza di proseguire con l’attuale assetto di governo regionale dopo la sentenza del Tribunale di Aosta.

Aprendo gli interventi, Chiara ha richiamato il recente saggio pubblicato sulla rivista Federalismi dai docenti Antonio Mastropaolo e Nicolò Alessi, che hanno esaminato la situazione politica valdostana alla luce degli avvenimenti dell’ultimo anno: la mini modifica del sistema elettorale approvata alla vigilia delle elezioni del 2025, il surreale referendum statutario del 10 agosto scorso, la vicenda sui limiti di mandato in Giunta. Il testo è stato scritto prima della sentenza del Tribunale di Aosta, anticipandone – sul piano del diritto e a livello accademico – le argomentazioni. Si conclude affermando che le vicende studiate costituiscono “un segnale d’allarme, sono il segno di una crisi del sistema politico regionale, delle condizioni che consentono all’autonomia speciale di funzionare come progetto democratico coerente”.

Un ragionamento interessante che fotografa nitidamente la situazione in cui ci troviamo.

Oggi – ha dichiarato Chiara – siamo di fronte ad un passaggio che riteniamo cinico e irresponsabile. Un consigliere che a novembre 2025 non poteva essere eletto Presidente, che il Tribunale di Aosta ha appena dichiarato ineleggibile e decaduto, decide di proseguire come se niente fosse, sostenuto dal suo movimento politico e dalla maggioranza”.

La scelta di presentare ricorso e mantenere l’attuale Giunta “non guarda certo all’interesse della comunità valdostana”, ma rischia di produrre “un ulteriore indebolimento della capacità di governo e della fiducia dei cittadini nelle istituzioni”.

Chiara ha inoltre criticato la scelta di fissare l’udienza d’appello al 28 settembre: “Volete tirare avanti con un Presidente dichiarato ineleggibile ed un Vicepresidente nella stessa identica situazione”, sottolineando come i tempi della procedura possano allungarsi ulteriormente.

Entrando nel merito dell’atto di citazione in appello, Chiara ha osservato come “altre novità argomentative rispetto alla memoria depositata ad Aosta non emergano”, evidenziando invece il continuo richiamo al parere del professor Enrico Grosso, definito “un boomerang” alla luce delle polemiche suscitate dal noto fuori onda all’UniVdA riguardante la vicenda.

🎥 Mediateca ConsVdA

Andrea ha quindi posto l’accento sul “continuo tentativo di rifugiarsi in questioni procedurali, in eccezioni, pur di non affrontare il merito della questione”.

È certamente un diritto del collega Testolin difendersi nel merito – ha affermato – ma quello che non è accettabile è cercare di sfuggire al merito con delle scuse procedurali. E chiunque, in quest’Aula, avalli questa linea difensiva si assume inevitabilmente anche la responsabilità politica del voler difendere ad ogni costo una poltrona”.

Andrea ha contestato in particolare le tesi contenute nel ricorso riguardo all’inapplicabilità dei limiti di mandato in Valle d’Aosta: “La legge regionale che pone la limitazione esiste e non si può ignorare”, ricordando inoltre che in Valle d’Aosta “il potere del Presidente è molto più alto che altrove” e che proprio per questo “i principi di ricambio e limitazione della concentrazione del potere sono qui ancora più necessari”.

Ha inoltre annunciato che ci costituiremo in opposizione al ricorso, valutando anche la possibilità di chiedere un’anticipazione dell’udienzaper evitare mesi di incertezza istituzionale”.

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Nel suo intervento conclusivo, Eugenio ha evidenziato il peso politico della sentenza di primo grado, indipendentemente dall’esito finale dell’appello.

Una sentenza c’è stata – ha dichiarato – una sentenza chiara, netta, che ha riconosciuto l’esistenza di una violazione della legge regionale del 2007 e che ha dichiarato decaduto il Presidente della Regione. La sospensione degli effetti è un atto formale, ma la sostanza politica rimane”.

Eugenio ha ricordato come la ratio della legge approvata nel 2007 fosse “limpida e incontestabile: limitare il numero dei mandati”, denunciando inoltre “la decisione assurda e irrispettosa di fare un ricorso a spese dei cittadini valdostani in difesa del diritto soggettivo del signor Testolin”.

Rivolgendosi infine alla maggioranza, Eugenio ha affermato: “Avete perso una grande occasione per fare la cosa giusta per i valdostani e anche per voi stessi. Potevate nominare una Giunta nuova, pienamente legittimata, evitando di trascinare la Regione dentro una lunga fase di incertezza”.

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Questa vicenda rappresenta ormai non soltanto un nodo giuridico, ma una questione politica e istituzionale che coinvolge direttamente la credibilità dell’autonomia valdostana e delle sue istituzioni democratiche.

Riportiamo i testi integrali dei nostri interventi pronunciati nel dibattito del Consiglio regionale: