Gran fibrillazione a Palazzo regionale. Manovre in corso in piazza Deffeyes e anche in Avenue des Maquisards. La permanenza di Presidente e Vicepresidente nella Giunta regionale potrebbe concludersi nel giro di poche settimane, a seguito dell’azione intrapresa da AVS volta a far rispettare la legge regionale sui limiti ai mandati consecutivi nella Giunta regionale. Il Tribunale di Aosta aveva già stabilito il 2 maggio scorso l’ineleggibilità del Presidente, che ha fatto ricorso alla Corte d’Appello di Torino, di cui vedremo presto le decisioni.

Quello che sorprende è la totale dipendenza dell’Union Valdôtaine e dei suoi alleati dalle decisioni dei giudici, senza un ragionamento concreto e responsabile sulle conseguenze politiche e istituzionali di questa vicenda. Tutto sembra sospeso in attesa del 13 ottobre, dopodiché chi vivrà vedrà.
L’atteggiamento irrispettoso delle leggi e delle regole democratiche ha portato Testolin e Bertschy a insistere per ricoprire cariche in Giunta anche in una quarta legislatura, nonostante il parere negativo delle tre principali dirigenti della Presidenza del Consiglio.
Alla illegittimità della nomina, che avrebbe richiesto un passo indietro a maggio, si aggiunge la responsabilità di gravi incoerenze e forzature amministrative.
Procedendo in tandem, Presidente e Vicepresidente hanno lasciato per anni CVA senza indirizzi regionali, consentendo ad un Amministratore delegato fuori controllo – e oggi indagato nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Palermo – di approvare un Piano strategico pericoloso per la Valle d’Aosta. Siamo a poco di più di due anni dalla scadenza di 29 concessioni idroelettriche in capo a CVA, ma Presidente e Assessore all’energia non dicono ancora cosa intendono fare per conservare a CVA tali concessioni.
Il Presidente della Regione ha compiuto lo scorso anno il capolavoro di modificare la legge elettorale alla vigilia delle votazioni e di mandare i valdostani a votare per un importante referendum a ridosso di Ferragosto, facendo crollare al 16% la partecipazione.
Il Vicepresidente con deleghe ai trasporti e all’energia è responsabile di un flop clamoroso sulla costituzione delle Comunità di energia rinnovabile. Nonostante la legge regionale apposita e le risorse finanziarie a disposizione, in due anni e mezzo non è stata realizzata neppure una CER attraverso questo specifico strumento.
Il cronoprogramma dell’elettrificazione della tratta ferroviaria Ivrea-Aosta, nonostante i tre anni di sospensione del servizio per procedere rapidamente nei lavori, non sarà rispettato; a dicembre la ferrovia sarà ancora inagibile e non si conosce neppure la nuova data di riapertura.
Sulla Aosta-Pré-Saint-Didier il Vicepresidente, che nel dicembre 2015 – quando era all’opposizione – partecipava alle manifestazioni contro la sospensione del servizio, ora sostiene la tesi dello smantellamento della tratta.
E sono solo alcuni esempi.
Un modo di amministrare insoddisfacente e incoerente, un atteggiamento sprezzante nei confronti della legge, che non può continuare.