Dopo mesi di attesa e rinvii, siamo finalmente riusciti a portare in Consiglio regionale molte delle questioni sulle quali da tempo chiedevamo risposte alla Giunta.

Le sedute di luglio e settembre erano state infatti assorbite dall’esame di importanti provvedimenti, tra cui il Piano regionale per la qualità dell’aria, il Piano regionale dei trasporti e due manovre finanziarie. Documenti che avevano occupato gran parte dei lavori dell’Aula, lasciando inevitabilmente in sospeso numerose interrogazioni, interpellanze e mozioni già depositate.

Nell’ultima seduta, abbiamo così potuto affrontare diversi temi sui quali avevamo sollecitato chiarimenti, impegni e interventi da parte dell’Amministrazione regionale. Non tutte le risposte sono state soddisfacenti e, in alcuni casi, hanno fatto emergere nuove criticità. È proprio per questo che vale la pena raccontare quanto è successo in Aula.

Il nostro gruppo aveva depositato complessivamente 33 iniziative: 3 question time, 13 interrogazioni, 16 interpellanze e 1 mozione (per mancanza di tempo 11 interpellanze sono rinviate).

In apertura di seduta, nelle sue comunicazioni, il Presidente della Regione ha fatto riferimento all’inchiesta giudiziaria della Procura della Repubblica di Palermo, che coinvolge la CVA. Due giorni prima durante la riunione dei capigruppo Chiara gli aveva espressamente chiesto se ne avrebbe parlato, vista l’importanza e la gravità della vicenda: Testolin aveva risposto di NO, aggiungendo che non ne vedeva il bisogno. Poi ha cambiato idea…e ha affermato che  «L’Amministrazione regionale ha appreso quanto reso noto dalla stampa in merito alle iniziative assunte nell’ambito dell’inchiesta giudiziaria della Procura della Repubblica di Palermo, riguardante, tra gli altri, un amministratore e un ex amministratore di società appartenenti al gruppo CVA Spa.. Così come già comunicato dalla stessa società agli organi di stampa lo scorso venerdì, anche l’Amministrazione regionale, nel rispetto dell’attività della magistratura e dei soggetti coinvolti nell’inchiesta, seguirà con attenzione gli sviluppi della vicenda. L’Amministrazione ha, peraltro, già avuto modo di invitare la società, per il tramite di Finaosta Spa, a monitorare l’evoluzione della situazione giudiziaria, anche al fine di attivare tutte le iniziative ritenute utili a tutela della società e del socio.» Chiara è intervenuta dicendo “Prendiamo atto del ripensamento – non sappiamo se spontaneo o sollecitato – e del fatto che l’Amministrazione regionale stia seguendo una vicenda preoccupante. Per anni, quando segnalavamo criticità nella gestione di Cva, ci è stato risposto che tutto funzionava e che la società doveva agire autonomamente. Oggi emerge invece che autorizzazioni richieste per conto della nostra società, partecipata al 100% dalla Regione, potrebbero avere profili di corruzione. La magistratura farà il suo corso, ma l’indagine ha già conseguenze negative sull’immagine di Cva e della Valle d’Aosta.” Ha poi annunciato il ritiro della question time sullo stesso argomento e ha preannunciato il deposito di una risoluzione consiliare volta a riesaminare la disciplina delle attività di direzione e coordinamento della Regione e di Finaosta sulla partecipata (ex art. 2497 c.c.), a contenere la proliferazione di società controllate e a rivedere il piano strategico 2025-2029.

Chiara ha infine espresso sconcerto per la mancata comunicazione della notizia della pubblicazione della norma di attuazione sulle concessioni idroelettriche sulla Gazzetta Ufficiale: dopo sette anni e mezzo, si apre finalmente la possibilità di scrivere la legge nei prossimi dodici mesi e non lo si annuncia pubblicamente in Aula!

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Durante la prosecuzione dei lavori Chiara ha chiesto l’inversione dell’ordine del giorno per discutere la risoluzione su CVA. Il consigliere Marguerettaz ha espresso il parere contrario della maggioranza, proponendo di demandare il confronto all’audizione di Finaosta e dei nuovi vertici societari in Commissione consiliare. La richiesta di inversione è stata respinta dal Consiglio (a favore della discussione noi, Lega, Renaissance e Pla, contro i 20 della maggioranza, astenuti FdI).

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INDICE INIZIATIVE

MOZIONI

QUESTION TIME

 

INTERROGAZIONI

 

INTERPELLANZE

 

 

MOZIONI

Tutela di specie vulnerabili della fauna alpina, criteri di gestione del monitoraggio faunistico e del calendario venatorio regionale (Chiara, Andrea, Eugenio) 🎥 Guarda e ascolta sulla Mediateca ConsVdA

L’iniziativa si inserisce nel percorso intrapreso dal nostro gruppo per garantire che la gestione faunistica poggi su dati scientifici solidi e indipendenti e sul principio di precauzione a tutela di specie ad elevata vulnerabilità (come pernice bianca, lepre variabile, coturnice e gallo forcello), colpite dai cambiamenti climatici e dalla frammentazione degli habitat, come confermato anche dal recente blocco della caccia alla pernice disposto dal TAR Piemonte. Chiara ha illustrato la mozione e in particolare i  quattro impegni precisi:

  • Verificare entro 30 giorni le misure amministrative o gestionali per limitare o sospendere il prelievo delle specie vulnerabili per la stagione 2026-2027;
  • Escludere tali specie dai futuri calendari venatori in assenza di dati scientifici indipendenti;
  • Estendere i divieti e le limitazioni all’uso di munizioni contenenti piombo all’intero territorio regionale;
  • Riorganizzare i censimenti e i monitoraggi faunistici secondo criteri di terzietà e validazione scientifica, superando la prevalenza dei soggetti portatori di interesse.

L‘Assessora all’Agricoltura e Risorse naturali ha espresso parere contrario, sostenendo che le tutele e i protocolli vigenti sono già conformi alle linee guida nazionali, che il prelievo è controllato dal Corpo Forestale della Valle d’Aosta, che l‘uso di munizioni atossiche è già obbligatorio in tutta la rete Natura 2000 e che i monitoraggi (che nel 2026 hanno visto impegnati 48 operatori, tra cui 29 agenti forestali) sono svolti in collaborazione con ISPRA e con l’ausilio di nuove tecnologie. Nella replica finale, Chiara si è detta del tutto insoddisfatta delle argomentazioni portate. Ha denunciato lo sbilanciamento della Consulta faunistica venatoria a favore dei cacciatori e ha sottolineato come il contingente ridottissimo autorizzato nel calendario venatorio (appena 8 esemplari di pernice bianca su tutto il territorio regionale) sia la prova evidente della loro estrema fragilità. La mozione è stata mantenuta per il voto ed è stata respinta.

QUESTION TIME

Indagine della Procura di Palermo e coinvolgimento di amministratori di CVA (Chiara, Andrea, Eugenio) RITIRATA

Lo scopo della question era chiedere al Presidente quali informazioni erano state acquisite in merito alla vicenda e quali indicazioni erano state date ai vertici della società rispetto alle ricadute sugli assetti interni. A seguito delle comunicazioni iniziali di Testolin, la QT è stata ritirata.

Utilizzo del Castello di Introd per la celebrazione dell’81° anniversario dell’Union Valdôtaine (Andrea, Chiara, Eugenio) 🎥 Guarda e ascolta sulla Mediateca ConsVdA

Il 13 settembre 2026 si è svolta presso il Castello di Introd, bene culturale di proprietà regionale, l’iniziativa celebrativa dell’81° anniversario dell’Union Valdôtaine. Andrea ha ricordato che l’utilizzo del Castello da parte del Comune è disciplinato da un Protocollo d’Intesa approvato dalla Giunta regionale nel febbraio 2025, che prevede la comunicazione preventiva delle attività, degli spazi utilizzati, degli orari e della documentazione relativa alla sicurezza, con un preavviso ordinario di almeno 30 giorni.

Andrea ha evidenziato che dalle fotografie diffuse dal movimento politico risultavano allestimenti per un buffet nelle pertinenze interne del Castello, sotto il porticato e nel cortile. Ha inoltre riferito che la comunicazione del Comune alla Soprintendenza era stata trasmessa l’8 settembre, appena cinque giorni prima dell’iniziativa, indicando esclusivamente una visita al Castello. Ha quindi chiesto se la Regione avesse autorizzato l’utilizzo degli spazi e sulla base di quali prescrizioni.

L’assessore Erik Lavevaz ha chiarito che la Soprintendenza non aveva rilasciato alcuna autorizzazione alle celebrazioni e che la documentazione inviata dal Comune non aveva consentito le necessarie valutazioni preventive. Ha inoltre riferito che, dopo aver esaminato le fotografie, la Soprintendenza aveva contestato al Comune le modalità effettive di svolgimento dell’iniziativa. Lavevaz, anche in qualità di membro dell’Union Valdôtaine, ha riconosciuto una leggerezza organizzativa nell’allestimento del catering all’interno del Castello, porgendo le proprie scuse a nome del movimento.

Nella replica, Andrea ha contestato quella che ha definito una mancanza di rispetto del luogo, del Protocollo d’Intesa e della Soprintendenza, sottolineando la necessità di distinguere la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale dalle celebrazioni di un partito politico, che, come evidenziato dalla Soprintendenza, non si sarebbero mai potute autorizzare all’interno di un bene pubblico. Ha infine annunciato di voler approfondire se l’utilizzo del bene sia avvenuto gratuitamente.

Esiti dell’incontro sulla situazione del complesso Courmaison (Andrea, Chiara, Eugenio) 🎥 Guarda e ascolta sulla Mediateca ConsVdA

A seguito degli eventi franosi di marzo 2026, iniziati nell’ottobre 2024, in località Palleusieux, a Pré-Saint-Didier, cinque condomìni del complesso Courmaison risultano ancora evacuati e inaccessibili. Andrea ha chiesto aggiornamenti sugli esiti dell’incontro del 16 luglio 2026, del quale eravamo venuti a conoscenza durante la discussione di un nostro precedente ordine del giorno, e sugli sviluppi relativi alla messa in sicurezza e alla tutela dei residenti.

L’Assessore Davide Sapinet ha riferito che il Comune, con il supporto dell’Amministrazione regionale, ha avviato ulteriori approfondimenti tecnici e giuridici. Sono in corso valutazioni sulle opere di protezione del versante e sui possibili interventi per migliorare la resilienza degli edifici, con il coinvolgimento di professionisti specializzati e competenze universitarie. Gli studi sono ancora in fase di elaborazione e verifica. L’Assessore ha inoltre precisato che le risorse previste dalla legge regionale n. 5/2001 sarebbero già stanziate, ma che restano da chiarire le condizioni per consentire agli enti pubblici di intervenire a sostegno dei privati. Ha infine richiamato la pronuncia cautelare del TAR della Valle d’Aosta, che ha respinto le richieste di sospensione delle ordinanze di evacuazione.

Nella replica, Andrea ha evidenziato il permanere di numerose incognite e criticità, a partire dai ritardi nella trasmissione della documentazione richiesta con accesso agli atti il 23 luglio. Restano senza risposte le questioni relative  al pagamento o esenzione della TARI, alla programmazione delle finestre in cui è ammesso l’accesso agli immobili e alla gestione delle manutenzioni e della vigilanza.

INTERROGAZIONI

Chiarimenti sull’intervento di soccorso del 25 giugno 2026 nel Comune di Cogne (Chiara, Eugenio) 🎥 Guarda e ascolta sulla Mediateca ConsVdA

In relazione ad un’intervento di soccorso effettuato il 25 giugno 2026 a Cogne, nel torrente Valleille, sono emersi rallentamenti operativi dovuti al mancato tempestivo raggiungimento del sito delle operazioni da parte del personale specializzato del Corpo Valdostano dei Vigili del Fuoco, sbarcati a 5 km di distanza.. Chiara ha chiesto di conoscere gli esiti delle analisi svolte dal Comitato di pilotaggio della Centrale Unica del Soccorso (CUS), se siano stati rilevati altri casi analoghi e quali correttivi organizzativi siano stati previsti.

Il Presidente della Regione ha evidenziato che il Comitato di pilotaggio (ai sensi dell’art. 6 della L.R. 7/2008) è un organo di coordinamento e non di verifica ispettiva. Ha spiegato che lo sbarco dei Vigili del Fuoco in una posizione diversa dal punto dell’evento è derivato da valutazioni operative dell’equipaggio previste dalla procedura PCUS 16 in materia di sicurezza del volo e di modalità di recupero. Ha annunciato l’avvio della revisione della procedura PCUS 16 per precisare i criteri di attivazione del cambio di assetto e i flussi informativi tra le componenti della CUS.

Nella replica, Chiara ha precisato che l’iniziativa non puntava a ricercare responsabilità personali ma a verificare il rispetto delle competenze e delle procedure vigenti, nello specifico la procedura 16 in vigore. Ha espresso forte perplessità per lo sbarco del personale a 5 chilometri di distanza dal luogo dell’emergenza e ha preannunciato un formale accesso agli atti per acquisire verbali e registrazioni, ricordando che la CUS deve operare per coordinare e valorizzare le singole competenze senza sovrapporsi alle responsabilità operative previste dalla legge. Cosa che sembrerebbe avvenire spesso.

Norma di attuazione per le Concessioni Idroelettriche: il Decreto scomparso  (Chiara, Eugenio, Andrea) 🎥 Guarda e ascolta sulla Mediateca ConsVdA

L’interrogazione ha ripercorso l’iter della norma di attuazione dello Statuto speciale in materia di concessioni idroelettriche, approvata dal Consiglio dei Ministri il 4 agosto 2026 ma pubblicata in Gazzetta Ufficiale solo il 2 ottobre 2026 (D.Lgs. n. 172). Chiara ha chiesto chiarimenti sulle ragioni dell’abnorme intervallo temporale (51 giorni) prima della firma presidenziale dell’11 settembre 2026, lamentando la scarsa attenzione e la mancanza di comunicazioni tempestive da parte della Presidenza della Regione in Aula.

Il Presidente, ha sostenuto che l’iter si è svolto nei tempi ordinari senza alcuna anomalia istituzionale, precisando di aver evitato comunicazioni preventive in Aula al momento delle comunicazioni iniziali proprio in vista della presenza dell’interrogazione.

Nella replica, Chiara ha ribadito che i tempi registrati sono stati nettamente superiori alla media di altre norme di attuazione regionali e che non c’è stato da parte della Regione un impegno adeguato sul tema. Ha poi espresso soddisfazione per l’entrata in vigore del decreto prevista per il 17 ottobre 2026, ricordando la proposta di legge depositata dal gruppo per approfondire l’opzione della gestione in house e auspicando il voto in Aula al primo Consiglio di novembre.

Disability Card: aggiornamenti sull’attivazione delle convenzioni (Chiara, Eugenio, Andrea) 🎥 Guarda e ascolta sulla Mediateca ConsVdA

L’iniziativa ha fatto il punto sull’operatività della Carta europea della disabilità per l’accesso ai servizi e ai beni culturali regionali.

Chiara ha chiesto aggiornamenti e in particolare se la convenzione con il Dipartimento statale per le politiche in favore delle persone con disabilità fosse stata finalmente perfezionata e quali agevolazioni risultino concretamente attive sul territorio. L’Assessore Lavevaz, ha confermato che la convenzione (approvata con DGR n. 725/2025) è stata firmata a fine luglio ed è operativa. Ha elencato le deliberazioni vigenti per la gratuità d’ingresso (estesa agli accompagnatori) nei castelli e musei regionali e per le agevolazioni sui trasporti pubblici (DGR n. 1051/2024), evidenziando che la Valle d’Aosta è stata la prima regione italiana ad aderire come ente unitario.

Nella replica, Chiara ha espresso soddisfazione per la stipula, che aspettavamo da tre anni abbondanti, cioè da quando l’abbiamo richiesta. Ha poi sollecitato un’adeguata campagna informativa. Ha tuttavia rilevato il nodo dell’applicabilità ai non residenti, auspicando l’estensione del riconoscimento della Carta anche ai turisti e visitatori con disabilità provenienti da fuori regione per garantire una piena inclusione turistica.

Collaboratori scolastici nei plessi scolastici regionali: facciamo il punto (Chiara, Eugenio, Andrea) 🎥 Guarda e ascolta sulla Mediateca ConsVdA

L’interrogazione ha affrontato la gravosa carenza di collaboratori scolastici (ex bidelli) nelle scuole dell’infanzia e primarie dei Comuni valdostani.

Chiara, che aveva depositato un ordine del giorno sul tema già a dicembre 2025,  ha chiesto l’esito dei confronti con gli enti locali – annunciato allora dall’assessore –  per garantire la presenza continuativa di tali figure a tutela della sicurezza dei minori e del supporto alla didattica.

L’Assessore Lavevaz, ha sottolineato la complessità gestionale ed economica della materia, evidenziando che il problema principale risiede nella difficoltà di reperire personale disponibile ad accettare contratti frazionati di sole 1-2 ore giornaliere per il servizio mensa. Ha annunciato l’imminente svolgimento di un tavolo di confronto specifico con gli enti locali e i sindaci delle Unités.

Nella replica, Chiara ha espresso delusione per l’assenza di soluzioni concrete a distanza di dieci mesi dai primi impegni assunti dalla Giunta. Ha chiarito che la richiesta riguarda la presenza strutturale dei collaboratori durante l’intero orario scolastico e non solo la copertura della mensa, sollecitando sostegni finanziari ai Comuni e l’individuazione di soluzioni definitive entro l’inizio del prossimo anno scolastico.

Aggiornamento sul rischio di perdita dei finanziamenti per i “Laboratori professionali” dell’Istituto Manzetti (Andrea) 🎥 Guarda e ascolta sulla Mediateca ConsVdA

Andrea è tornato sullo stato di attuazione dei progetti finanziati nell’ambito dell’Avviso MIM n. 88643 del 3 giugno 2025, destinato alla realizzazione di laboratori professionali innovativi e avanzati. In Valle d’Aosta erano stati ammessi a finanziamento due progetti, presentati dall’Istituto tecnico e professionale regionale C. Gex e dall’Istituzione scolastica di istruzione tecnica I. Manzetti, per un totale di 402.000 euro.

L’iniziativa riprendeva l’interrogazione discussa a giugno, quando l’Assessore aveva riferito che il Manzetti era in attesa di un riscontro ministeriale e che, concludendo la progettazione entro luglio, sarebbe stato possibile completare acquisti e collaudi entro ottobre, con rendicontazione entro dicembre.

Nella risposta, l’Assessore ha comunicato che il Manzetti procederà alla rinuncia al finanziamento di circa 201.000 euro: in assenza di riscontri del Ministero e di una proroga dei termini, la dirigenza scolastica aveva sospeso le procedure di acquisizione delle attrezzature. Diversa la situazione del Corrado Gex, per il quale le forniture dei tre laboratori sono state affidate e il materiale risulta in gran parte consegnato. Gli impegni di spesa ammontano a 192.509 euro; i collaudi saranno effettuati entro i termini previsti e le liquidazioni potranno avvenire dopo la validazione ministeriale della rendicontazione.

Nella replica, Andrea ha espresso preoccupazione per la perdita delle risorse destinate al Manzetti, che avrebbero consentito di arricchire i laboratori e ampliare le opportunità formative degli studenti. Ha inoltre sottolineato l’impegno del personale scolastico nella predisposizione del progetto e la necessità di analizzare le criticità emerse nella gestione di procedure e scadenze complesse, affinché situazioni analoghe non si ripetano.

Aggiornamento sullo stato di avanzamento del progetto “Fattoria solare Pioule” nel Comune di Saint-Vincent (Andrea) 🎥 Guarda e ascolta sulla Mediateca ConsVdA

Il progetto “Fattoria solare Pioule”, impianto fotovoltaico da 2,249 MW promosso da CVA EOS S.r.l., era stato oggetto di precedenti iniziative consiliari a partire dall’ottobre 2022. Nonostante lo studio preliminare del maggio 2025 prevedesse la realizzazione delle opere entro il primo trimestre del 2026 e il successivo rilascio dell’autorizzazione unica, i lavori non risultavano ancora avviati.

Andrea ha chiesto aggiornamenti sull’affidamento della progettazione esecutiva e della realizzazione dell’impianto, sul completamento degli adempimenti amministrativi necessari e sulle tempistiche previste per l’apertura del cantiere e la conclusione dell’intervento.

L’Assessore Bertschy ha comunicato che RS Service S.r.l., società del gruppo CVA, è stata individuata come operatore incaricato della progettazione esecutiva e della realizzazione dell’impianto. La maggior parte delle attività amministrative propedeutiche all’avvio dei lavori risulta completata e sono consolidati gli effetti dell’autorizzazione unica, così come la disponibilità delle aree e le servitù necessarie. Tuttavia, non risulta ancora presentata la comunicazione di avvio dei lavori. L’Assessore ha riferito che, secondo le informazioni ricevute informalmente dai responsabili di CVA, l’avvio del cantiere sarebbe previsto nel primo trimestre del 2027, riservandosi di fornire ulteriori chiarimenti sulle motivazioni del ritardo.

Nella replica, Andrea ha evidenziato il mancato rispetto sia del cronoprogramma iniziale, che prevedeva la conclusione dell’opera entro il primo trimestre del 2026, sia delle tempistiche prospettate in Aula l’8 aprile 2026, quando si ipotizzava l’avvio dei lavori dopo il consolidamento dell’autorizzazione e una durata di circa quattro mesi, con completamento entro fine anno. Il nuovo slittamento solleva interrogativi sulla credibilità della programmazione regionale e sulla capacità di monitorare l’attuazione degli interventi.

Ritardi nella riattivazione della linea ferroviaria elettrificata Ivrea-Aosta (Chiara, Eugenio, Andrea) 🎥 Guarda e ascolta sulla Mediateca ConsVdA

Scopo dell’iniziativa era avere chiarimenti sull’ufficializzazione dello slittamento della riapertura della tratta ferroviaria Ivrea-Aosta, fissata originariamente dal cronoprogramma RFI e PNRR a dicembre 2026.

Chiara ha chiesto le motivazioni dei ritardi, le modalità di riapertura parziale fino a Pont-Saint-Martin dall’11 gennaio 2027, l’organizzazione dei bus sostitutivi e la data certa per il ritorno dei treni ad Aosta.

L’Assessore Bertschy ha attribuito i ritardi a imprevisti di cantiere (presenza di amianto a Piazza Perrone ad Ivrea, varianti sui ponti e interferenze con i sottoservizi a Châtillon) e alla difficile morfologia della Valle oltre che alla presenza di gallerie . Ha confermato che dall’11 gennaio 2027 il servizio ferroviario tornerà attivo fino a Pont-Saint-Martin con i nuovi treni e coincidenze con bus navetta per Aosta, mentre la riapertura dell’intera linea fino al capoluogo è riprogrammata per la primavera 2027, ma non ha indicato una data precisa.

Nella replica, Chiara ha espresso forte contrarietà per la mancata scadenza di dicembre 2026, più volte assicurata dai vertici di RFI e dalla Giunta. Ha evidenziato le incertezze che ancora gravano sulla data primaverile (ventilata a mezzo stampa persino verso l’estate 2027) e ha criticato la debolezza dell’azione di rivalsa istituzionale della Regione nei confronti di RFI a tutela del diritto alla mobilità dei cittadini valdostani.

Ampliamento del bacino artificiale del Leissé a Pila e incremento della derivazione dal Plan de l’Eyve: bilancio idrico, monitoraggio e tutela degli altri usi della risorsa (Andrea, Eugenio) 🎥 Guarda e ascolta sulla Mediateca ConsVdA

Abbiamo interrogato la Giunta sull’ampliamento del bacino del Leissé a Pila e sull‘incremento del volume annuo di acqua derivabile dal torrente Plan de l’Eyve, evidenziando le implicazioni dell’intervento per l’equilibrio idrico e la gestione della risorsa in un contesto di crescente incertezza climatica.

Il nuovo invaso avrà una capacità geometrica massima di 152.000 m³, rispetto ai precedenti 38.500 m³, mentre il volume annuo derivabile passerà da 114.000 a 224.000 m³, con un incremento di circa il 95%. Andrea ha sottolineato la rilevanza economica e ambientale dell’opera, chiedendo chiarimenti anche sulla possibilità di destinare l’acqua accumulata ad altri usi, in particolare agricoli, e sugli eventuali adempimenti necessari.

L’assessore ha precisato che la derivazione è attualmente autorizzata per il solo uso industriale, legato all’innevamento programmato. Tra gli utilizzi secondari considerati nel progetto rientra quello irriguo per il golf di proprietà del Comune di Gressan, sulla base di accordi preesistenti. Ha inoltre richiamato la possibilità di impiegare il bacino, in situazioni di emergenza, per l’abbeveraggio del bestiame degli alpeggi vicini e per gli interventi antincendio.

Per un utilizzo irriguo più ampio, anche da parte del Consorzio di miglioramento fondiario di Gressan, l’assessore ha riferito che sono in corso valutazioni complessive sul sistema dei bacini, senza tuttavia indicare specifiche concessioni, autorizzazioni, accordi o opere infrastrutturali necessari a rendere concretamente attuabile questa possibilità.

Nella replica, Andrea ha evidenziato che la multifunzionalità del bacino rappresenta, allo stato attuale, una prospettiva futura e non un utilizzo già disponibile. Ha quindi sottolineato la necessità di chiarire quali condizioni giuridiche, amministrative e infrastrutturali consentirebbero di destinare effettivamente la risorsa idrica all’agricoltura, distinguendo le possibilità teoriche dagli impieghi concretamente praticabili.

Parco giochi tematico al Crest di Ayas: ragioni del blocco dei lavori (Chiara) 🎥 Guarda e ascolta sulla Mediateca ConsVdA

L’interrogazione ha chiesto chiarimenti sul blocco dei lavori del parco giochi tematico al Crest di Ayas, avviati in estate con la procedura SCIA e successivamente sospesi.

Chiara ha chiesto i motivi del blocco, la tipologia di titolo edilizio necessario, la regolarità del finanziamento ex L.R. 6/2018 per impianti a fune e la risoluzione dei problemi di viabilità per residenti e operatori.

L’Assessore Bertschy ha risposto che a seguito di approfondimenti legali promossi dal Comune di Ayas e dal CELVA, si è accertata la necessità di un permesso di costruire, conclusosi e rilasciato il 2 ottobre 2026. Ha aggiunto che la società Monterosa S.p.A. sta verificando con i residenti soluzioni per la viabilità e la realizzazione di una nuova area di parcheggio.

Nella replica, Chiara ha ricordato come il gruppo avesse denunciato fin da aprile l’illegittimità del ricorso alla SCIA per opere con basamenti in cemento armato. Ha contestato la forzatura dell’utilizzo dei fondi della L.R. 6/2018 per strutture tematiche (riproduzioni di fontina, mucche e bidoni del latte) del tutto estranee al servizio funiviario. Ha rinnovato il giudizio negativo sull’impatto paesaggistico, sulla bruttezza dei mastodontici giochi ed ha espresso preoccupazione sulla gestione dei contenziosi ancora aperti con i residenti del Crest.

Aggiornamento dati dei suicidi in Valle d’Aosta (Chiara) 🎥 Guarda e ascolta sulla Mediateca ConsVdA

L’iniziativa ha affrontato nuovamente il tragico fenomeno dei suicidi in Valle d’Aosta, che nei primi 8 mesi del 2026 ha registrato 14 casi (9 uomini e 5 donne).

Chiara ha evidenziato che 7 delle 14 persone (il 50%) risultavano già in carico ai servizi di salute mentale ed ha chiesto la valutazione dell’efficacia del lavoro dei servizi ed in particolare dei protocolli post-dimissione e del monitoraggio telefonico.

L’Assessore Marzi, ha illustrato le attività svolte dall’USL e dal Dipartimento di Salute Mentale, evidenziando che nel 2026 le telefonate di monitoraggio sono salite a 860 (+29%) per 56 pazienti. Ha ricordato gli investimenti da 190.000 euro per la formazione, la riorganizzazione dell’accesso libero ai Centri di Salute Mentale e l’avvio dal 1° novembre 2026 delle attività di ascolto con 16 nuovi psicologi nelle 4 Case di Comunità.

Nella replica, Chiara ha concordato sull’importanza dei servizi erogati ma ha sottolineato la gravità del dato relativo alla metà delle vittime già note ai servizi. Pur riconoscendo l’aumento dell’attività degli operatori, ha sollecitato un’analisi critica sull’adeguatezza e continuità della presa in carico nei momenti di maggiore vulnerabilità, come i mesi estivi, nei quali la sospensione delle routine e le ferie dei caregiver richiedono un potenziamento dei servizi territoriali.

Riparazione degli ausili per persone con disabilità (Andrea, Eugenio) 🎥 Guarda e ascolta sulla Mediateca ConsVdA

Abbiamo chiesto chiarimenti sui tempi di riparazione degli ausili per persone con disabilità e sui criteri adottati per dichiarare un ausilio non riparabile, a seguito di una segnalazione relativa a una richiesta di intervento rimasta irrisolta per diverse settimane.

L’Assessore ha riferito che la vicenda è stata ricostruita dall’Azienda USL, che ha individuato un errore nell’identificazione dell’ausilio: il codice inizialmente comunicato rimandava a un dispositivo datato, considerato da sostituire. Una volta verificato il codice corretto, è stato accertato che l’ausilio fosse nuovo e riparabile. Il direttore generale facente funzione ha contattato personalmente l’utente per chiarire l’equivoco.

L’Assessore ha inoltre precisato che i tempi previsti sono di 5 giorni lavorativi per gli interventi ordinari e le eventuali sostituzioni, ridotti a 24 ore in caso di urgenza. Tra il 1° gennaio 2025 e il 30 luglio 2026, il servizio ha effettuato 1.113 interventi, di cui 387 oltre i termini per indisponibilità immediata dei ricambi, mentre 74 ausili sono stati dichiarati irreperibili. Il servizio gestisce circa 8.500 ausili, che salgono a 22.500 considerando gli accessori, per circa 3.000 utenti. La valutazione sulla riparabilità compete alla ditta manutentrice, sulla base di criteri economici, tecnici e di sicurezza; il controllo contrattuale spetta al RUP.

Nella replica, Andrea ha evidenziato che l’equivoco non chiarisce perché la valutazione di non riparabilità sia arrivata soltanto a settembre, ben oltre i tempi previsti. Ha inoltre richiamato la responsabilità dell’USL nel controllo del servizio affidato e sottolineato che la spesa di 13,99 euro sostenuta autonomamente dal caregiver, pur non essendo direttamente comparabile con il costo di un intervento professionale, rende legittimo approfondire i criteri utilizzati per giudicare una riparazione non sostenibile.

Inaugurazione ad Aosta della Casa della Salute (Eugenio) 🎥 Guarda e ascolta sulla Mediateca ConsVdA

Alla recente inaugurazione della nuova sede della Casa della Salute in corso Padre Lorenzo ad Aosta ha partecipato una nutrita rappresentanza della Giunta regionale. La struttura è privata ed è operativa dal 1° ottobre 2026.

Eugenio ha chiesto alla Giunta:

  • se fosse opportuna una presenza istituzionale così numerosa all’inaugurazione di una struttura privata;
  • a che punto sia l’iter di autorizzazione e accreditamento della società;
  • come valuti il ricorso al privato accreditato;
  • se siano state chieste modifiche al vincolo che grava sul prato retrostante l’edificio, in vista della realizzazione di parcheggi.

L’Assessore alla Sanità, Salute e Politiche sociali, Carlo Marzi, ha giudicato positiva l’attenzione istituzionale verso un arricchimento dell’offerta sanitaria. Ha poi fornito questi elementi:

  • il privato convenzionato pesa in Valle d’Aosta per circa il 5%, contro una media nazionale del 20% e quasi il 30% nella regione che vi ricorre di più. Il tetto è fissato dall’allegato A alla DGR 1182/2024, e l’accesso avviene tramite il CUP pagando il solo ticket;
  • nella sede operano due soggetti distinti. Tecnosmedica S.r.l. vi ha trasferito da Saint-Christophe la diagnostica per immagini ed è autorizzata e accreditata per questa e per la polispecialistica ambulatoriale. Casa della Salute S.p.A. opera invece sulla base di un nulla osta dell’Azienda USL per attività specialistiche a minore invasività;
  • i parcheggi riguarderebbero accordi tra privati, mentre urbanistica e vincoli paesaggistici sono di competenza del Comune di Aosta.

Nella replica Eugenio ha escluso qualsiasi intento polemico. Ha ricordato che la spesa sanitaria privata dei valdostani è tra le più alte d’Italia: chi paga di tasca propria aggira le liste d’attesa senza ridurle, e ne falsa la lettura, perché molti non vi si iscrivono nemmeno. Ha infine rilevato due risposte mancate. La prima riguarda l’iter della Casa della Salute, perché il nulla osta ne è solo il primo passo. La seconda riguarda il vincolo sull’area verde, che è materia della pubblica amministrazione e non solo dei privati.

Aggiornamento sullo stato di attuazione del progetto Maison de la Montagne (Andrea, Eugenio) 🎥 Guarda e ascolta sulla Mediateca ConsVdA

Con un contributo regionale di quasi 5 milioni di euro, la Maison de la Montagne è stata presentata come un intervento da finanziare con urgenza. Eppure, a oltre tre anni dall’avvio della vicenda, il progetto è ancora bloccato nell’iter autorizzativo, tra richieste di integrazione e proroghe. Un esito che solleva interrogativi sulla gestione dell’intervento e sugli approfondimenti svolti prima di impegnare una somma così rilevante di risorse pubbliche.

Rispondendo all’interrogazione, l’Assessore Giulio Grosjacques ha riferito che la nuova istanza di permesso di costruire è stata depositata il 6 febbraio 2026. Dopo l’avvio dell’istruttoria comunale e l’acquisizione dei pareri delle strutture regionali e comunali competenti, dell’AUSL e dell’ARPA, sono emerse prescrizioni che richiedono ulteriori adeguamenti progettuali. L’Associazione Valdostana Maestri di Sci ha ottenuto due proroghe e dovrà presentare la documentazione integrativa entro il 15 novembre 2026. Il cronoprogramma dei lavori resta quindi indefinito.

Nella replica, Andrea ha contestato la gestione dell’intervento, ricordando che entrambi i precedenti procedimenti per il rilascio del permesso di costruire si sono conclusi negativamente per la mancata presentazione della documentazione richiesta nei termini. Il dato è particolarmente significativo se confrontato con le rassicurazioni rese dal Governo: il 29 gennaio 2026 l’Assessore confidava nella ripresentazione della domanda in tempi brevissimi e nell’avvio dei lavori nel più breve tempo possibile. A distanza di mesi, il procedimento è ancora sospeso in attesa di modifiche progettuali.

La critica riguarda anche le scelte iniziali: l’urgenza invocata per stanziare rapidamente le risorse non è stata accompagnata da un adeguato approfondimento delle alternative localizzative, del dimensionamento e della funzionalità dell’opera. Andrea ha inoltre contestato l’assenza di un controllo sufficientemente attento sulla qualità della progettazione, richiamando l’esempio della facciata del progetto originario, una quinta architettonica altissima, costosa e priva di una corrispondente utilità funzionale, definita provocatoriamente una scenografia «da Gardaland».

La posizione di AVS non si limita dunque a chiedere quando partiranno i lavori: contesta il metodo con cui è stata concepita e finanziata l’opera. L’impiego di quasi 5 milioni di euro avrebbe richiesto una valutazione preventiva più rigorosa, affinché ogni scelta progettuale fosse necessaria, funzionale e proporzionata alla spesa.

INTERPELLANZE

Carico di lavoro e dotazione di personale degli uffici tecnici comunali (Andrea) 🎥 Guarda e ascolta sulla Mediateca ConsVdA

L’iniziativa prende le mosse dal dibattito svoltosi durante la variazione di bilancio, quando la Giunta ha richiamato il carico di lavoro degli uffici tecnici comunali come elemento condizionante per la programmazione delle opere pubbliche (con specifico riferimento alla viabilità della Valle del Lys e alla strettoia di Fontainemore). Andrea ha chiesto se la Regione disponga di un quadro aggiornato sulla dotazione organica e sul carico di lavoro degli uffici tecnici (specie nei Comuni più piccoli), quali criticità siano state rappresentate dal Comune di Fontainemore e se si intenda promuovere un piano organico di rafforzamento della capacità amministrativa degli enti locali per garantire la messa a terra dei finanziamenti regionali.

Il Presidente della Regione ha ricordato che la gestione del personale rientra nell’autonomia organizzativa e finanziaria dei Comuni. Ha tuttavia riferito gli esiti di un monitoraggio straordinario svolto, in ragione dell’interpellanza, dalla struttura enti locali su 62 Comuni, da cui emergono 247 dipendenti a tempo pieno, 33 a tempo parziale, 59 in convenzione e 24 segretari con funzioni tecniche, confermando una generalizzata carenza di organico e l’aumento della burocrazia. Ha precisato che il Comune di Fontainemore non ha segnalato criticità specifiche oltre alla complessità procedurale aggravata dagli strascichi dell’alluvione del giugno 2024 e che la Regione interviene nel reclutamento solo tramite le procedure uniche condotte con il CELVA e le Unités des Communes.

Nella replica, Andrea ha evidenziato la discrepanza tra le motivazioni addotte in Aula durante la Variazione di bilancio e la realtà dei fatti. Ha rimarcato il paradosso di un sistema che concorre per i 20 milioni di euro del Bando Borghi e poi stalla di fronte a un DOCFAP da 110.000 euro che verrebbe comunque affidato a professionisti esterni, sollecitando la Regione a monitorare preventivamente e a sostenere la capacità amministrativa dei Comuni per evitare che la carenza di personale diventi un alibi per bloccare gli investimenti.

Coerenza del Progetto Bandiera con gli adempimenti digitali relativi alle locazioni turistiche (Andrea, Eugenio) 🎥 Guarda e ascolta sulla Mediateca ConsVdA

L’interpellanza affronta il tema dell’eccessiva frammentazione degli adempimenti digitali a carico dei gestori di strutture ricettive e locazioni turistiche, costretti a inserire ripetutamente le medesime informazioni su Alloggiati Web (Questura), sulla piattaforma regionale per la rilevazione statistica ISTAT e sul portale per l’imposta di soggiorno (36T-Fines di Inva o applicativi comunali autonomi).

Andrea ha chiesto se tali procedimenti rientrino nel Progetto Bandiera (programma di digitalizzazione da 6 milioni di euro), quali siano le ragioni del mancato dialogo tra le banche dati regionali in violazione del principio del once only e quali siano i tempi previsti per l’integrazione delle piattaforme.

L’Assessore Leonardo Lotto ha ammesso che i procedimenti sulle locazioni turistiche e sul portale 36T (basato su un’architettura tecnologica obsoleta) non sono attualmente inseriti nel Progetto Bandiera. Ha precisato che la ridondanza nell’inserimento dei dati è una condizione transitoria derivante dallo sviluppo storico separato dei software e ha annunciato l’avvio di un percorso tecnico tra Regione, CELVA e Inva per integrare progressivamente i servizi nell’ecosistema digitale unico regionale a garanzia dell’interoperabilità.

Nella replica, Andrea si è detto soddisfatto dell’impegno assunto dall’Assessorato, auspicando il rapido superamento della frammentazione attuale e la realizzazione di un portale unico e smart per cittadini e operatori.

Antenna di Arpuilles e pianificazione regionale (Chiara) 🎥 Guarda e ascolta sulla Mediateca ConsVdA

L’interpellanza prende le mosse dall’allarme lanciato dal comitato di residenti ad Arpuilles, Excenex e Entrebin “La voix du Pays” per il progetto di installazione di una torre per le telecomunicazioni alta oltre 30 metri in località Arpuilles ad Aosta, in area agricola soggetta a vincolo paesaggistico di vallone. Chiara ha criticato l’assenza di un confronto preventivo con la popolazione e la mancanza di una regia pubblica, ed ha chiesto alla Giunta se sia stato dato riscontro all’appello del comitato, come si intendano esercitare le competenze di pianificazione ex L.R. 25/2005 e L.R. 16/2024, e se la Regione intenda promuovere un tavolo di confronto con Comune, gestori (Cellnex/Wind3) e cittadini per favorire soluzioni alternative o il riutilizzo di infrastrutture esistenti.

L’Assessore Lotto ha risposto che la Giunta non ha dato riscontro formale all’appello in quanto il procedimento autorizzativo fa capo esclusivamente al Comune di Aosta (conclusosi peraltro con parere negativo dello sportello unico SUEL per violazione delle norme del PRG). Ha chiarito che l’area non è soggetta a vincolo paesaggistico statale e che la Giunta ha già istituito un gruppo di lavoro con il CELVA e gli esperti del PNRR per aggiornare entro i primi mesi del 2027 la legge regionale alla luce dei decreti nazionali di semplificazione.

In replica Chiara ha replicato che la legge regionale assegna alla Struttura competente precisi poteri di pianificazione e censimento delle postazioni pubbliche. Bisogna capire come applicarli. Ha rimarcato come l’appello dei cittadini ponesse una questione generale di governo del territorio in linea con la sentenza n. 450/2006 della Corte Costituzionale, sollecitando l’Esecutivo ad attivare concretamente i piani di interesse generale e a garantire la partecipazione pubblica anziché rincorrere i contenziosi dei singoli impianti.

Stato delle ricerche e valorizzazione degli insediamenti protostorici attribuiti alla popolazione dei Salassi (Eugenio, Chiara) 🎥 Guarda e ascolta sulla Mediateca ConsVdA

L’interpellanza è stata discussa dopo tre rinvii. Riguarda l’Età del Ferro, cioè la fase che precede la fondazione di Augusta Prætoria. Su questo periodo, negli ultimi vent’anni, la ricerca della Soprintendenza ha fatto progressi decisivi, grazie al lavoro di Franco Mezzena, Rosanna Mollo Mezzena e di altri studiosi.

Eugenio ha citato i siti più noti: Lignan, Monte Tantané, Col Pierrey e Cime Noire. Ha ricordato che esistono altri siti d’altura ancora da approfondire e censire. Ha poi richiamato il progetto Interreg Italia-Svizzera MAIA, che sta riesaminando datazioni e funzioni di questi luoghi. Secondo Eugenio il punto non è stabilire se un sito sia salasso o romano. Il punto è capire se la Regione intenda valorizzare un patrimonio che racconta la Valle d’Aosta prima della romanizzazione. L’Area megalitica di Saint-Martin-de-Corléans racconta un luogo; ora si tratta di raccontare un intero paesaggio archeologico.

Abbiamo chiesto alla Giunta:

  • una ricognizione dei siti, con lo stato delle ricerche, della conservazione e della valorizzazione;
  • un programma pluriennale;
  • le risorse regionali, statali ed europee destinate a questi siti;
  • un progetto organico di rete, con percorsi didattici, itinerari, strumenti digitali e iniziative di promozione.

L’Assessore all’Istruzione, Cultura e Politiche identitarie, Erik Lavevaz, ha riferito che:

  • le ricerche di Mezzena si erano concentrate sul Monte Tantané. Le indagini più recenti sono state condotte con l’Ufficio cantonale di archeologia del Vallese e, dal 2024, nell’ambito di MAIA;
  • secondo queste indagini l’ipotesi dei villaggi salassi è da considerare superata. I siti d’altura sono oggi interpretati come parte di una rete di accampamenti militari romani, databili tra la fine del I sec. a.C. e l’inizio del I sec. d.C., legati alle operazioni che precedettero la sottomissione dei Salassi;
  • i reperti di tradizione celtica sarebbero riconducibili a truppe ausiliarie provenienti dal Vallese;
  • la Soprintendenza è capofila di MAIA. Il progetto è finanziato per l’80% dal FESR e per il 20% dal Fondo di rotazione (L. 183/1987). Coinvolge i partner svizzeri, enti turistici e i Comuni interessati;
  • sono previsti 9 spazi espositivi permanenti nei Comuni, una mostra transfrontaliera della durata di un anno, un protocollo di fruizione dei siti, segnaletica e pannelli informativi, e una guida degli itinerari pensata per un turismo sostenibile;
  • il progetto si chiude a fine 2027. La prosecuzione dipenderà dalle risorse disponibili.

Nella replica Eugenio ha posto due domande: se gli approfondimenti di MAIA riguarderanno anche gli altri siti ipotizzati, oltre al Tantané, e se la mostra e i nuovi spazi espositivi saranno completati entro il 2027.

Nuova palestra ad Aosta (Eugenio, Andrea) 🎥 Guarda e ascolta sulla Mediateca ConsVdA

L’iniziativa prosegue il percorso avviato con l’interpellanza del 15 gennaio 2026 sulla cronica carenza di palestre ad Aosta. Molte scuole superiori non hanno spazi sufficienti per le Scienze motorie e le società sportive faticano a trovare orari per gli allenamenti. Per la pallavolo l’unico impianto omologato per i campionati federali è la palestra di via Binel, ormai insufficiente.

Eugenio ha accolto con favore la scelta della Giunta di individuare per la nuova palestra l’area tra via Chambéry e via Lys, vicino al Regina Maria Adelaide. La collocazione è migliore dell’ipotesi di via Dalla Chiesa, perché una palestra scolastica deve stare vicino alle scuole. Ha però osservato che un progetto non è un mobile da spostare da una casa all’altra: quello pensato anni fa per via Dalla Chiesa va ripensato per il nuovo sito. Ha quindi riproposto un palazzetto polifunzionale, sul modello di molte realtà francesi, che prenda «tre piccioni con una fava»:

  • un campo regolamentare omologato per l’attività agonistica;
  • la possibilità di dividerlo in due o tre campi per le lezioni scolastiche;
  • spazi aggiuntivi per gli allenamenti delle società.

Abbiamo chiesto alla Giunta:

  • se intenda progettare un impianto con queste caratteristiche;
  • se l’area abbia le dimensioni e i requisiti urbanistici adatti;
  • se intenda istituire un tavolo tecnico con progettisti, scuola e società sportive, perché bastano pochi centimetri di spazio mancante per rendere un campo inutilizzabile.

L’Assessore all’Istruzione, Cultura e Politiche identitarie, Erik Lavevaz, ha ribadito che la destinazione scolastica resta la priorità. Ha però assicurato che la progettazione terrà conto anche delle esigenze sportive del territorio. In particolare ha riferito che:

  • con il Comune di Aosta è in preparazione un accordo di programma. L’accordo riguarderà anche il cambio di destinazione urbanistica dell’area e la viabilità, con una piccola rotatoria tra via Lys e via Chambéry;
  • in settimana ha incontrato i rappresentanti di basket, pallavolo e calcio a 5. Seguirà un incontro con i tecnici dell’assessorato e con i progettisti di questa palestra e di quella di via Torino;
  • questo tavolo, pur senza un atto formale, è di fatto già attivo;
  • per l’uso extrascolastico si stanno valutando accessi indipendenti, spalti, autorimessa, servizi per il pubblico e il rispetto delle distanze regolamentari;
  • il rischio archeologico riguarda qualunque scavo ad Aosta, ma un eventuale ritrovamento non comporta necessariamente il blocco dell’opera.

Nella replica Eugenio ha ringraziato l’Assessore per la serietà con cui ha affrontato la questione. Ha poi chiesto se forse come competenza non fosse meglio pensare ad una palestra scolastica che si presta allo sport, piuttosto che una palestra sportiva che si presta alla scuola.

 

Buoni pasto per gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado e dei percorsi IeFP (Chiara, Eugenio, Andrea) RINVIATA

Assistenza sanitaria integrativa per il personale scolastico valdostano (Chiara, Eugenio, Andrea) RINVIATA

Progetto di un Bike Park al Col de Joux (Chiara, Andrea) RINVIATA

Fiera di Sant’Orso e percorso di visita Smoke free (Chiara, Eugenio, Andrea) RINVIATA

Comunità di Energia Rinnovabile di iniziativa pubblica in VDA? Zero! (Chiara) RINVIATA

Accessibilità alla frazione They Dessus nel Comune di Lillianes (Andrea, Chiara) RINVIATA

Lo stato dell’acqua potabile in Valle d’Aosta (Eugenio) RINVIATA

Impianto di tiro a volo di Châtillon (Eugenio) RINVIATA

Aggiornamento delle Linee di indirizzo regionali per la ristorazione scolastica (Andrea, Chiara)  RINVIATA

Carenza di operatori socio-sanitari e programmazione regionale del fabbisogno di personale (Chiara)  RINVIATA

Sistema regionale di sostegno all’attività agonistica di rilievo nazionale (Eugenio) RINVIATA

 

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