Dopo la pausa estiva, sono ripresi i lavori del Consiglio regionale.

Nella seduta del 23 e 24 settembre erano all’ordine del giorno numerosi provvedimenti e iniziative, a partire da alcuni atti di carattere generale:

Questi i 3 ordini del giorno alla Variazione di bilancio che abbiamo presentato.

A seguire avrebbero dovuto essere affrontate le iniziative ispettive e le mozioni.

Il nostro gruppo aveva depositato complessivamente 26 iniziative: 2 question time, 10 interrogazioni, 13 interpellanze e 1 mozione (parte delle quali già calendarizzate per i consigli di luglio, poi rinviate).

Purtroppo, per effetto della durata della discussione sui provvedimenti all’ordine del giorno, nessuna delle nostre iniziative ha potuto essere discussa. Tutti gli atti saranno quindi riproposti e calendarizzati nelle prossime sedute del Consiglio regionale.

In apertura della seduta, il Consiglio ha ricordato Padre Enzo Bianchi, Ami de la Vallée d’Aoste. A nome del gruppo Chiara è intervenuta brevemente, sottolineando l’importanza del suo insegnamento legato alla ricerca, al silenzio e, soprattutto, alla capacità di porsi domande complesse. È stato evidenziato come il suo pensiero abbia saputo dialogare sia con i credenti sia con i non credenti, come testimoniato anche dal suo ultimo gesto volto alla ricerca di una via di riconciliazione con la comunità di Bose. Richiamando una sua celebre riflessione sull’accettazione della fatica del pensare e del fare domande, ha ribadito il valore di ricercare sempre la verità e il bene in profondità.

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OSSERVATORIO REGIONALE PERMANENTE SULLA LEGALITÀ E SULLA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA E DI TIPO MAFIOSO

L’Osservatorio è l’organismo regionale che monitora e analizza i fenomeni di infiltrazione mafiosa, riciclaggio, condizionamento degli appalti ed ecomafie in Valle d’Aosta. Istituito nel 2022, è stato ridisegnato dalla legge regionale 17 giugno 2026, n. 7. La riforma ha aggiunto due assessori alla componente istituzionale, senza rafforzare la società civile. Ha inoltre eliminato il comitato tecnico permanente, sostituendolo con consulenze attivabili all’occorrenza. In questa seduta il Consiglio è stato chiamato a votare la composizione dell’Osservatorio.

Durante l’esame della legge, in Commissione e in Aula, avevamo espresso una contrarietà di merito, non ostruzionistica e avevamo presentato emendamenti per:

  • aprire l’Osservatorio alle associazioni ambientaliste, sempre più impegnate nel contrasto alle ecomafie;
  • mantenere un comitato tecnico permanente, capace di accumulare nel tempo competenze e memoria dei fenomeni;
  • creare un canale con il Tavolo tecnico legalità e intergenerazionalità, che da anni lavora con le scuole e con il territorio.

Tutti gli emendamenti sono stati respinti.

Associandosi alle considerazioni del collega Centoz, Eugenio ha annunciato che AVS, come il Partito Democratico, non avrebbe partecipato al voto. La scelta è coerente con la posizione tenuta durante l’iter della legge. Il risultato è un organismo più politico e meno tecnico di quanto servirebbe. Questo avviene proprio mentre la cronaca, dall’amministrazione giudiziaria del Casinò di Saint-Vincent alle indagini sullo stoccaggio dei rifiuti in Valdigne, dimostra che la continuità di analisi non è un lusso ma una condizione di efficacia. Un Osservatorio privo di una componente tecnica stabile rischia di somigliare a un faro che si accende solo quando qualcuno se ne ricorda. Eugenio ha auspicato che l’adeguamento del regolamento e il lavoro concreto dell’Osservatorio permettano di recuperare nella pratica ciò che non si è voluto scrivere nella legge, impegno su cui continueremo a insistere.

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RELAZIONE ANNUALE 2025 SULL’ANDAMENTO DELLA GESTIONE DEL CASINÒ DE LA VALLÉE S.P.A.

La relazione sull’andamento della gestione del Casinò è quel documento che la Regione, in quanto azionista pubblico, deve presentare ogni anno al Consiglio per descrivere l’andamento della società che gestisce la casa da gioco di Saint-Vincent. È firmata dal Presidente della Regione e quest’anno è stata trasmessa il 12 agosto 2026. Il Consiglio ne ha preso atto, senza votazione.

Sul piano contabile Eugenio ha riconosciuto la coerenza dei dati presentati:

  • l’utile netto si è dimezzato, passando da 16,4 a 8,4 milioni di euro;
  • i ricavi sono cresciuti del 2,9%, arrivando a quasi 79 milioni, con il gioco sostanzialmente stabile e i servizi alberghieri del Grand Hotel Billia in aumento del 30%;
  • il patrimonio netto è salito da 82,6 a 91 milioni e la disponibilità finanziaria netta supera i 62 milioni.

Il calo dell’utile ha tre cause:

  • è venuto meno un provento straordinario di 4,2 milioni;
  • il costo del personale è aumentato di 2,4 milioni per il nuovo contratto aziendale;
  • gli investimenti in promozione sono cresciuti di 1,3 milioni.

Non si tratta quindi di un peggioramento della gestione operativa, ma della fine di un effetto contabile non ricorrente.

Il rilievo critico è invece politico. Il bilancio 2025 è stato approvato dall’assemblea il 29 giugno 2026. Un mese prima, il 28 maggio, il Tribunale di Torino aveva disposto l’amministrazione giudiziaria del Casinò ai sensi del Codice antimafia. Il provvedimento, a partire da un’indagine avviata nel dicembre 2025, è stato poi confermato il 14 luglio. L’articolo 2427 del Codice civile impone di dare conto dei fatti di rilievo avvenuti dopo la chiusura dell’esercizio e prima dell’approvazione del bilancio, quando incidono sulla comprensione della situazione della società. Difficile immaginare un fatto più rilevante di un’amministrazione giudiziaria antimafia. Eppure la relazione regionale non ne fa alcuna menzione, nemmeno nella parte sull’evoluzione prevedibile della gestione, che pure è stata redatta dopo la conferma del Tribunale.

Eugenio ha quindi chiesto perché il Presidente della Regione abbia omesso nella Relazione un fatto di dominio pubblico, di cui era certamente a conoscenza. Ha definito l’omissione incomprensibile e inopportuna, tanto più mentre la Regione rivendica di aver esercitato la propria funzione di governance. La domanda è rimasta senza risposta.

Chiara è intervenuta nel dibattito per richiamare le posizioni assunte nel corso della legislatura 2018/2020 sulla gestione della casa da gioco. È stato ricordato il voto sulla mozione di sfiducia all’assessore Aggravi dell’ottobre 2018, proprio in relazione al suo rifiuto di continuare a erogare finanziamenti al casinò, evidenziando come la scelta di allora fosse orientata a tutelare la stabilità e a evitare il crollo definitivo della struttura, avviando un percorso che ha poi condotto alla gestione del concordato. Chiara ha ribadito la condivisione dei rilievi di merito avanzati in aula riguardo alle lacune informative della relazione attuale del Presidente della Regione.

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PRINCIPI IN MATERIA DI CONTROLLO STRATEGICO E DI CONTROLLO DI GESTIONE

L’articolo 77 della legge regionale 4 agosto 2009, n. 30 prevede che ogni anno il Presidente della Regione presenti al Consiglio una relazione sui controlli interni dell’amministrazione. Il controllo strategico verifica il raggiungimento delle priorità politiche. Il controllo di gestione misura efficacia, efficienza ed economicità dell’azione amministrativa. Il Consiglio ne ha preso atto, senza votazione. Il documento è fatto di percentuali e sigle e rischia di passare in Aula nella disattenzione generale. Eugenio ne ha invece sottolineato il valore: tra tutti gli atti della seduta, è l’unico in cui la Giunta non parla di società terze ma di se stessa. Si guarda allo specchio e si chiede come è andata.

Eugenio ha rilevato che il grado di conseguimento delle priorità di legislatura ha raggiunto il 58%, 13 punti in più rispetto al 2024. Il dato è positivo, ma va contestualizzato. Riguarda la chiusura della legislatura 2020-2025, quando giungono a compimento progetti avviati negli anni precedenti. La stessa relazione ammette inoltre che il monitoraggio fatica a dimostrare il nesso tra azioni intraprese e risultati ottenuti.

Il rilievo principale riguarda il controllo di gestione. Il capitolo dedicato riporta soprattutto indicatori di capacità di spesa e di velocità dei pagamenti. Questi dicono quanto in fretta gli stanziamenti diventano pagamenti, ma non se gli obiettivi per cui le risorse sono state impegnate siano stati raggiunti. Delle tre dimensioni previste dalla legge, manca di fatto l’efficacia. Eugenio ha precisato che non si tratta di un adempimento mancato, perché l’articolo 78 lascia alla Giunta piena discrezionalità nella scelta degli indicatori. Proprio per questo la scelta diventa politica. Ha quindi chiesto perché in 16 anni di applicazione della legge la Regione non si sia mai dotata di indicatori capaci di dire se le politiche regionali funzionano, e non soltanto se le fatture vengono pagate in tempo.

Infine, Eugenio ha chiesto una conferma alla Presidenza. L’articolo 78, comma 2 esclude le attività di controllo dall’applicazione della l.r. 19/2007 sull’accesso ai documenti amministrativi. La domanda è se questa esclusione possa essere opposta anche al diritto di informazione garantito a ogni consigliere dall’articolo 116 del Regolamento interno del Consiglio. In altre parole, se un consigliere possa sempre accedere ai dati e alle analisi alla base della relazione.

Entrambe le domande sono rimaste senza risposta.

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TERZA VARIAZIONE AL BILANCIO

La terza variazione al bilancio regionale 2026/2028 distribuisce 50 milioni di euro. È stata presentata dalla Giunta il 16 luglio come provvedimento urgentissimo. È arrivata in Aula solo a fine settembre, dopo tre cicli di audizioni.

Il 63,4% della manovra va a spesa corrente e solo il 30,6% a investimenti, uno squilibrio segnalato sia da Confindustria sia dalla CGIL. Le voci principali sono:

  • 31: 9 milioni per un futuro provvedimento a favore delle famiglie e 2,3 milioni per le imprese;
  • fondo siccità: 13,2 milioni, ridotti di 5 milioni da un emendamento della Giunta;
  • 3-6: circa 500 mila euro per i documenti di fattibilità (DOCFAP) di quattro Comuni;
  • 2: 1 milione circa per la disabilità;
  • 21: indennità di attrattività per i vertici dell’Azienda USL, poi soppressa;
  • 25: 130 mila euro per il centro di ricerca nato dalla fusione tra Fondazione Montagna Sicura e Fondazione Filietroz;
  • 656.000 euro per gli operatori di sostegno scolastico, inseriti in allegato.

Eugenio ha riconosciuto il valore degli interventi sul MegaMuseo e sul Castello Gamba, di quelli per la disabilità e la SLA, del sostegno alle aziende agricole colpite dalle anomalie del sistema SIAN, dei voucher formativi e del fondo per i mutui prima casa.

A seguire abbiamo evidenziato le criticità:

  • Urgenza smentita. L’unica urgenza riconosciuta da tutti, quella degli operatori di sostegno, è stata risolta con altri strumenti. Eugenio ha chiesto se quelle risorse siano strutturali o provvisorie.
  • 21. L’indennità ai vertici USL era stata contestata dalla minoranza e dai sindacati. È stata prima difesa e poi soppressa con l’emendamento dell’Assessore Marzi del 15 settembre. Eugenio ha chiesto di chiarire se si tratti di soppressione, come dice il testo, o di sospensione, come dice la relazione. AVS ha proposto di destinare le stesse risorse agli OSS, raccogliendo una richiesta del SAVT dell’agosto 2025. Cancellare l’articolo senza dare risposta al comparto significa, secondo Eugenio, togliere il termometro senza abbassare la febbre.
  • DOCFAP e art. 25. Gli importi dei DOCFAP non poggiano su alcun quadro esigenziale e la documentazione chiesta in Commissione il 31 luglio non è mai arrivata. La delibera n. 151/2026 sulla fusione delle fondazioni non è mai stata discussa in Commissione.
  • 31. I fondi sono senza criteri né beneficiari e la competenza, dichiarata in audizione dall’Assessore Bertschy, è stata poi dimenticata. Dalle audizioni sono arrivate proposte concrete, ma il problema evidenziato da tutti è che nessuno di loro è stato ascoltato prima della redazione della Variazione di Bilancio. Il SAVT ha calcolato che i 9 milioni varrebbero meno di 200 euro a famiglia se distribuiti a pioggia. Il Centro per le famiglie ha indicato conciliazione, neogenitorialità e contrasto alla fragilità giovanile.
  • Siccità. In un’estate di crisi idrica manca ancora un piano, e il fondo viene tagliato invece che rafforzato.

Per Eugenio il problema non sta nei singoli articoli ma nel modo in cui il provvedimento è stato costruito. Senza le audizioni richieste dalla minoranza, il testo sarebbe passato in Commissione privo di risposte. Nessun portatore di interesse è stato consultato prima della stesura. Un bilancio leggibile solo negli allegati, una competenza dichiarata e dimenticata, un’urgenza smentita non sono difetti di forma. Sono il modo in cui una comunità scopre se le sue istituzioni la stanno ascoltando o stanno solo aspettando che la discussione finisca.

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Dopo l’ampio intervento di Eugenio, Chiara è intervenuta nel dibattito per sottolineare le modalità con cui la Giunta e la maggioranza hanno gestito il provvedimento, evidenziando la palese incoerenza tra l’urgenza sbandierata e la condotta di merito dell’amministrazione.

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Ha ricordato come, a fronte di una disponibilità finanziaria nota alla Giunta fin dal 4 giugno e presentata il 16 luglio con richiesta di approvazione d’urgenza, la risposta fornita dalla Presidenza della Regione abbia palesato l‘assenza di ragioni stringenti di urgenza, eccezione fatta per la partita degli operatori di sostegno. In Commissione a luglio abbiamo affermato che definire “urgente” l’accantonamento di risorse al buio per leggi ancora da scrivere è totalmente incoerente.

Nel suo intervento Chiara ha evidenziato che una quota consistente della manovra (circa 24 milioni di euro, pari a quasi la metà dell’intero provvedimento) risulta destituita di reali contenuti programmatici.

Con riferimento all’art. 16 (interventi di contrasto e adattamento ai cambiamenti climatici), ha criticato la riallocazione in extremis di 5 milioni di euro a favore del comparto agricolo in assenza di un piano di dettaglio.

In merito all’art. 31 (9 milioni per le famiglie e 2,3 milioni per le imprese), ha rilevato la totale opacità e il susseguirsi di comunicati stampa tra loro contraddittori da parte delle forze di maggioranza: da un lato, l’annuncio di un provvedimento orientato alla transizione energetica ed alla decarbonizzazione (Fossil Fuel Free); dall’altro, annunci volti ad un sostegno generalizzato a pioggia a copertura delle bollette energetiche per la totalità delle circa 55.000 famiglie valdostane. È stata rimarcata l’incompatibilità tecnica e politica tra un incentivo alla decarbonizzazione e un sussidio a pioggia scollegato dalla natura green del mix energetico dei fornitori. Chiara ha fatto un richiamo alla coerenza sulle politiche ambientali (Fossil Fuel Free 2040): in occasione della recente discussione sul Piano Aria, la maggioranza ha respinto gli emendamenti da noi presentati proprio per incentivare le famiglie nella riconversione degli impianti termici tradizionali in impianti a basse emissioni.

Ha poi avanzato una critica al metodo di governo ed alle spaccature di maggioranza. Ancora una volta è mancato il rispetto delle Commissioni consiliari ed è evidente la disomogeneità interna alla maggioranza, testimoniata dai tentativi individuali di intestazione della paternità della norma e dal disagio espresso da componenti della stessa compagine di governo di fronte alla c.d. méthode unioniste.

L‘iter del provvedimento — segnato dall’inserimento e successiva soppressione dell’art. 21 sull’indennità ai vertici USL, dagli spostamenti finanziari dell’ultimo minuto e da annunci esterni all’Aula — rivela una mancanza di guida autorevole ed una perdurante confusione istituzionale.

 

Riportiamo di seguito i 3 ordini del giorno alla Variazione di bilancio che abbiamo presentato.


CRITICITÀ VIARIE DELLA VALLE DEL LYS E INTERVENTI DI RIQUALIFICAZIONE E SICUREZZA PER IL CENTRO ABITATO DI FONTAINEMORE

L’ordine del giorno chiedeva di affrontare in modo organico e coordinato le criticità della strada regionale n. 44 della Valle del Lys, superando una logica di interventi circoscritti ai singoli punti problematici. Si collegava all’articolo 4 del disegno di legge n. 22, che prevede un contributo straordinario di 110 mila euro al Comune di Lillianes per l’acquisizione di un DOCFAP finalizzato a individuare soluzioni per la viabilità e la vivibilità del centro abitato.

Andrea ha evidenziato come la strettoia di Lillianes e quella di Fontainemore, distanti pochi chilometri e interessate dalla medesima direttrice di traffico, presentino criticità analoghe in termini di attraversamento veicolare, sicurezza, mobilità pedonale e vivibilità dei centri abitati. Il problema, ha sottolineato, non riguarda soltanto i tempi di percorrenza, ma le condizioni quotidiane di chi vive lungo la strada: traffico, code, autobus, camper e mezzi pesanti a ridosso delle abitazioni, assenza di adeguati percorsi pedonali, rumore e gas di scarico. La strada regionale deve garantire la mobilità dell’intera valle, ma allo stesso tempo attraversa centri nei quali le persone devono poter continuare a vivere in condizioni di sicurezza e qualità urbana.

L’ordine del giorno chiedeva quindi:

  • una ricognizione complessiva della SR 44, da completare entro 150 giorni, per individuare i principali punti critici, i restringimenti, le interferenze tra traffico veicolare e pedonale e le situazioni di maggiore congestione;
  • di prevedere, nel primo provvedimento finanziario utile, le risorse necessarie affinché anche il Comune di Fontainemore potesse acquisire un DOCFAP, analogamente a quanto previsto per Lillianes.

Nella risposta, l’assessore Sapinet ha sostenuto che la Regione stesse già lavorando secondo una visione di vallata. Ha evidenziato la mole di attività che avrebbe messo in difficoltà l’ufficio tecnico di Fontainemore e ha ricordato le diverse opere già programmate lungo la direttrice, tra cui la rotatoria di Pont-Saint-Martin, l’allungamento del paramassi di Gaby e ulteriori interventi nei Comuni della valle. Ha inoltre richiamato uno studio di fattibilità del 2007, nel quale erano state individuate le principali criticità della SR 44.. L’assessore ha riferito anche di un incontro svoltosi qualche giorno prima con il Comune di Fontainemore e con un gruppo di cittadini, affermando che la Giunta intende procedere con gli studi necessari per la strettoia del paese, in sinergia con l’Amministrazione comunale. Ha quindi sostenuto che quanto richiesto dall’ordine del giorno fosse già ricompreso nell’attività del Governo regionale e ne ha chiesto il ritiro, annunciando in alternativa l’astensione.

Nella replica, Andrea ha contestato la motivazione del mancato accoglimento, evidenziando la contraddizione insita nel destinare 110 mila euro allo studio della criticità di Lillianes senza affrontare, già nella stessa fase di analisi, la situazione di Fontainemore, dove a soli due chilometri di distanza la medesima direttrice presenta una criticità identica. Non si tratta quindi di scegliere tra due Comuni, ma di evitare che una risorsa significativa venga impiegata per studiare un singolo punto senza considerare che il problema si ripresenta praticamente identico subito dopo. La programmazione regionale dovrebbe partire dalla ricognizione complessiva della direttrice, individuare le criticità e stabilire le priorità di intervento, anziché procedere un Comune alla volta sulla base delle richieste più insistenti.

Andrea ha quindi richiamato il Piano regionale dei trasporti, approvato lo scorso luglio, evidenziando come, pur richiamando la SR 44 e la necessità di interventi per migliorare la fluidità del traffico e, ove necessario, realizzare varianti ai centri abitati, non individui puntualmente le strettoie di Lillianes e Fontainemore né definisca una gerarchia degli interventi lungo la direttrice, a riprova della poca serietà con cui vengono affrontati i dossier.

Ha infine riportato il tema alla vivibilità e all’attrattività dei borghi ricordando che la valorizzazione turistica di un centro abitato non può essere disgiunta dalle condizioni in cui residenti e visitatori si trovano a vivere e attraversare quegli spazi. La presenza costante di traffico, mezzi pesanti e autobus in prossimità delle abitazioni e dei percorsi pedonali incide infatti non solo sulla mobilità, ma anche sulla qualità dello spazio urbano, sulla vivibilità dei residenti e sull’esperienza dei visitatori.

L’ordine del giorno è stato respinto con l’astensione della maggioranza, ma il voto favorevole di tutte le forze di minoranza, intervenute nel corso della discussione a sostegno dell’impostazione illustrata da Andrea.

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INDENNITÀ DI ATTRATTIVITÀ PER O.S.S.

L’ordine del giorno aveva l’obiettivo di riproporre una questione che in Consiglio regionale discutiamo ormai da tempo: il riconoscimento anche economico del ruolo degli operatori socio-sanitari e la necessità di rendere più attrattivo questo lavoro. Gli OSS sono una componente essenziale del nostro sistema di cura, sia nelle strutture dell’Azienda USL sia nelle microcomunità e nelle strutture residenziali e semiresidenziali per anziani e persone con disabilità. Da anni questa categoria affronta carichi di lavoro importanti, difficoltà di reclutamento e una crescente difficoltà a mantenere l’attrattività del settore. Su questo tema sono già state presentate, nel corso delle ultime due legislature, diverse iniziative consiliari. Riteniamo che sia arrivato il momento di passare dalle discussioni alle risorse. Lo spunto questa volta è l’articolo 21 sull’indennità speciale di attrattività territoriale per la direzione strategica dell’Azienda USL, una scelta che ci ha visto manifestare in commissione tutta la nostra contrarietà per le modalità con cui è stata posta. Il ragionamento di attrattività deve essere fatto per chi, quotidianamente, è impegnato direttamente nell’assistenza. L’ordine del giorno impegna quindi la Giunta a prevedere nel primo provvedimento finanziario utile le risorse necessarie per una congrua indennità di attrattività per gli OSS, sia quelli dell’Azienda USL sia quelli che operano nei servizi socio-assistenziali e nelle strutture residenziali pubbliche. L’ordine del giorno è stato respinto.

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TRASPARENZA E ACCESSIBILITÀ DEI DATI SULLA QUALITÀ DELL’ACQUA POTABILE PER LE UTENZE DEL SERVIZIO IDRICO INTEGRATO (SEV)

Oggi un cittadino non può sapere quale punto di prelievo serva la propria casa. Il sito del gestore elenca i punti di prelievo di ogni Comune, ma non dice quale alimenti la singola via. È come avere la lista degli ingredienti senza sapere quale sia il piatto. Tra luglio e agosto Aosta ha registrato oltre 80 non conformità microbiologiche, anche sulla fonte di Montfleury. Con l’ordinanza di bollitura, migliaia di cittadini hanno dovuto orientarsi tra elenchi di vie.

L’ordine del giorno chiedeva alla Giunta di:

  • attivarsi perché il gestore del servizio idrico integrato realizzi sul proprio portale uno strumento di ricerca per indirizzo;
  • valutare l’indicazione del punto di prelievo nelle bollette.

Si tratta di applicare il D.Lgs. 18/2023, che impone ai gestori informazioni online facili da usare e personalizzate, come già fanno altri gestori italiani. Eugenio ha ricordato anche che il BIM ha investito 1,4 milioni di fondi europei per mappare le fonti. Ma una memoria del territorio chiusa negli archivi non serve a chi ogni sera riempie un bicchiere d’acqua.

L’Assessore Sapinet ha illustrato le attività già svolte dal gestore e i costi dell’intervento, respingendo la proposta.

Eugenio ha sottolineato che la richiesta era minima: i dati esistono già e basterebbe adeguare il software, anche con il supporto di IN.VA. Il rifiuto conferma un metodo che dura dai 57 ordini del giorno respinti sul bilancio a Dicembre 2025: ogni proposta della minoranza viene bocciata di default. L’ordine del giorno è stato respinto.

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QUESTION TIME

  • Utilizzo del Castello di Introd per la celebrazione dell’81° anniversario dell’Union Valdôtaine. (Andrea, Chiara, Eugenio) RINVIATA
  • Esiti dell’incontro sulla situazione del complesso Courmaison (Andrea, Chiara, Eugenio) RINVIATA

INTERROGAZIONI

  • Chiarimenti sull’intervento di soccorso del 25 giugno 2026 nel Comune di Cogne (Chiara, Eugenio, Andrea) RINVIATA
  • Disability Card: aggiornamenti sull’attivazione delle convenzioni (Chiara, Eugenio, Andrea) RINVIATA
  • Collaboratori scolastici nei plessi scolastici regionali: facciamo il punto (Chiara, Eugenio, Andrea) RINVIATA
  • Aggiornamento sullo stato di avanzamento del progetto “Fattoria solare Pioule” nel Comune di Saint-Vincent (Andrea) RINVIATA
  • Ritardi nella riattivazione della linea ferroviaria elettrificata Ivrea-Aosta (Chiara, Eugenio, Andrea) RINVIATA
  • Ampliamento del bacino artificiale del Leissé a Pila e incremento della derivazione dal Plan de l’Eyve: bilancio idrico, monitoraggio e tutela degli altri usi della risorsa (Andrea, Eugenio) RINVIATA
  • Parco giochi tematico al Crest di Ayas: ragioni del blocco dei lavori (Chiara) RINVIATA
  • Aggiornamento dati dei suicidi in Valle d’Aosta (Chiara) RINVIATA
  • Riparazione degli ausili per persone con disabilità (Andrea, Eugenio) RINVIATA
  • Aggiornamento sullo stato di attuazione del progetto Maison de la Montagne (Andrea, Eugenio) RINVIATA

INTERPELLANZE

  • Coerenza del Progetto Bandiera con gli adempimenti digitali relativi alle locazioni turistiche (Andrea, Eugenio) RINVIATA
  • Antenna di Arpuilles e pianificazione regionale (Chiara) RINVIATA
  • Stato delle ricerche e valorizzazione degli insediamenti protostorici attribuiti alla popolazione dei Salassi (Eugenio, Chiara) RINVIATA
  • Nuova palestra ad Aosta (Eugenio, Andrea) RINVIATA
  • Progetto di un Bike Park al Col de Joux (Chiara, Andrea) RINVIATA
  • Fiera di Sant’Orso e percorso di visita Smoke free (Chiara, Eugenio, Andrea) RINVIATA
  • Comunità di Energia Rinnovabile di iniziativa pubblica in VDA? Zero! (Chiara) RINVIATA
  • Accessibilità alla frazione They Dessus nel Comune di Lillianes (Andrea, Chiara) RINVIATA
  • Lo stato dell’acqua potabile in Valle d’Aosta (Eugenio) RINVIATA
  • Impianto di tiro a volo di Châtillon (Eugenio) RINVIATA
  • Aggiornamento delle Linee di indirizzo regionali per la ristorazione scolastica (Andrea, Chiara)  RINVIATA
  • Carenza di operatori socio-sanitari e programmazione regionale del fabbisogno di personale (Chiara)  RINVIATA
  • Sistema regionale di sostegno all’attività agonistica di rilievo nazionale (Eugenio) RINVIATA

MOZIONI

  • Tutela di specie vulnerabili della fauna alpina, criteri di gestione del monitoraggio faunistico e del calendario venatorio regionale (Chiara, Andrea, Eugenio) RINVIATA

 

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